La promessa di Gesù

“La promessa di Gesù — ‘le potenze degli inferi non prevarranno’
sulla Chiesa — comprende sì le esperienze storiche di persecuzione
subite da Pietro e Paolo e dagli altri testimoni del Vangelo, ma va oltre,
volendo assicurare la propria protezione soprattutto contro le minacce
di ordine spirituale”.

La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue,
ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo
mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano
nelle regioni celesti”.

Queste, però, malgrado le sofferenze che provocano, non costituiscono
il pericolo più grave per la Chiesa. Il danno maggiore, infatti, essa
lo subisce da ciò che inquina la fede e la vita cristiana dei suoi membri
e delle sue comunità, intaccando l’integrità del Corpo mistico,
indebolendo la sua capacità di profezia e di testimonianza, appannando
la bellezza del suo volto”.

Egoismo, vanità, orgoglio, attaccamento al denaro… La conclusione
dell’Apostolo è rassicurante: gli uomini che operano il male
— scrive — ‘non andranno molto lontano, perché la loro stoltezza
sarà manifesta a tutti’. Vi è dunque una garanzia di libertà assicurata
da Dio alla Chiesa, libertà sia dai lacci materiali che cercano di impedirne
e coartarne la missione, sia dai mali spirituali e morali, che possono
intaccarne l’autenticità e la credibilità”.

“Questo appare evidente nel caso di Chiese segnate da persecuzioni,
oppure sottoposte a ingerenze politiche o ad altre dure prove.
Ma ciò non è meno rilevante nel caso di Comunità che patiscono
l’influenza di dottrine fuorvianti, o di tendenze ideologiche e pratiche
contrarie al Vangelo. Il Pallio dunque diventa, in questo senso, un pegno
di libertà, analogamente al ‘giogo’ di Gesù, che egli invita a prendere,
ciascuno sulle proprie spalle”.

“Queste parole possono avere anche una significativa valenza ecumenica
dal momento che uno degli effetti tipici dell’azione del Maligno è proprio
la divisione all’interno della comunità ecclesiale. Le divisioni, infatti, sono
sintomi della forza del peccato, che continua ad agire nei membri
della Chiesa anche dopo la redenzione”.

L’unità della Chiesa è radicata nella sua unione con Cristo, e la causa della
piena unità dei cristiani — sempre da ricercare e da rinnovare, di generazione
in generazione – è pure sostenuta dalla sua preghiera e dalla sua promessa”.

I due Santi Patroni di Roma, pur avendo ricevuto da Dio carismi diversi
e missioni diverse da compiere, sono entrambi fondamenta della Chiesa
una, santa, cattolica e apostolica, permanentemente aperta alla dinamica
missionaria ed ecumenica, perché inviata al mondo ad annunziare
e testimoniare, attualizzare ed espandere il mistero di comunione
che la costituisce”.

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