Il richiamo di Gesù a recuperare una vera religione…

Il richiamo di Gesù

Spesso la religione mal vissuta diventa una gabbia che ci racchiude.

Anche chi ci guida, specie nell’ambito religioso (e di ogni religione) è sempre tentato dal proiettare in sè quello che Dio chiede di trasmettere in toto a tutti.

Questa legge istintiva del personalismo viaggia più potente e efficacemente che non quella del servizio e dell’ascolto di Dio.

Per cui, eccoli qua, gli scribi di oggi, in prima fila gente di Chiesa, e di Chiesa istituzionale intendiamo, che si fanno maestri di quello che non era, che racchiudono le leggi e nelle leggi, e loro chissà se le osservano anche solo con un dito.

Non solo l’ipocrisia, dice Gesù, diventa la maschera che impedisce loro di essere veri; anche agli altri viene impedito, da questi maestri dell’esteriorità, di fare un vero e proprio cammino di conversione.

Ciechi!
Ipocriti!
Figli della Geena!

Gesù non va sul sottile nell’educazione, e sconvolge quel sistema di scribi e farisei che giace anche sul nostro cuore, in attesa di soffocarlo.

IL RICHIAMO DI GESU’ E’ DI RECUPERARE UNA VERA RELIGIONE
“…CHE CHIUDETE IL REGNO DEI CIELI
DAVANTI AGLI UOMINI…”

Chiudere il Regno dei cieli agli uomini non è solo un’azione ipocrita dei farisei di allora, ma è anche la grande tentazione di chi opera come loro oggi: educatori, catechisti, operatori pastorali, uomini di chiesa, preti, vescovi, cardinali…e papi.

E’ facile assecondare spesso con la scusa e la motivazione più santa questa azione scellerata: chiudere il Regno dei cieli, non in se stesso, ma davanti agli uomini.
Succede ogni volta che il nostro essere maestri ci fa essere “davanti” a quel Regno, non a servizio di esso, ma facendocene garanti e padroni, quasi delle guardie del corpo, che hanno privilegi e diritti di fronte alle altre semplici persone.
E così, proprio magari mentre stiamo parlando, predicando e insegnando il Regno, ecco che lo nascondiamo e lo chiudiamo agli altri, oltre che a noi stessi.
Chiudere il Regno significa aprire agli altri solo quello che siamo noi.
Il Regno si identifica, nel nostro messaggio, con noi stessi che ne facciamo parte, secondo noi, di diritto.

MA CHIUDENDOLO DAVANTI AGLI ALTRI, ESSO APPARIRA’ DIETRO
don Luciano Sanvito

Signore Gesù, il nostro intimo ancora freme di spavento al ricordo di quel lamento funebre che intonasti sulla via tracciata dagli scribi e dai farisei ipocriti. Ohi! Non vogliamo udirlo un giorno dalla tua bocca per noi, quando finalmente ti contempleremo nella tua gloria. Ti preghiamo, Spirito Santo, illuminaci perché comprendiamo e accogliamo tutta quanta la novità del tuo vangelo, perché non scendiamo a compromessi con una religione fatta su misura della nostra meschinità, della nostra avarizia, della nostra angusta visione della vita. Padre nostro, è te che vogliamo conoscere, è te che vogliamo servire, è da te che vogliamo essere amati, perché tu solo sei colui che abita il tempio, colui che è assiso nel cielo, il Dio vivo e vero

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