La strada del sì di Maria

Appena l’Angelo, dopo l’Annunciazione, lascia la casa di Nazareth, Maria si trova con i piedi per terra: e la terra è dura!
Che fare?
A chi raccontare ciò che le è appena accaduto?
Chi crederà alle sue parole?
Cosa penserà la gente quando vedrà i primi segni della maternità miracolosa?
Come si difenderà? Come Dio la difenderà?
Maria non si pone questi problemi. Crede e camina nella strada del “SI'” senza rimpianti e senza tentennamenti.
E prende una decisione incantevole: ella, quasi contagiata dal mistero d’Amore che si è acceso nel suo grembo, si mette ad amare concretamente e và da Elisabetta, sua cugina, per condividere e servire con amore generoso e disinteressato.
Che grandezza…semplice e sublime!
Che coerenza…rapida e trasparente come un raggio di sole!
Maria, intanto, giunge davanti alla casa di Elisabetta e quì accade un fatto che nessun pittore potràmai dipingere con tutta la bellezza e lo splendore e la profondità di come è avvenuto: la realtà è veramente più bella della fantasia!
Maria è stanca, è sudata, è provata dal lungo e faticoso viaggio; ha i piedi e sandali coperti di polvere, ma custodisce nel cuore il segreto dell’Avvenimento più grande della storia: però nessuno lo sà e, soprattutto, nessuno se ne può accorgere.
Tutto è incredibilmente semplice…, ma Dio ama irresistibilmente questi contorni umili e queste situazioni divinamente paradossali.
Elisabetta, infatti, viene illuminata dall’Alto ed esclama: “Benedetta tu frà tutte le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce de tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.
E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.
Ma cosa dici mai, o Elisabetta?
Tu sei una delle tante anziane di Israele e Maria è una sconosciuta fanciulla di uno sperduto villaggio della Galilea: cosa potete essere “voi” e cosa potete fare in un mondo in cui contano “altre persone” e pesano “altri poteri”?
Tu non ragionavi così. E Maria, soprattutto, non ragionava così: infatti, appena tu terminasti il saluto di benedizione, il limpido cuore di Maria di accese di gioia e la sua anima cominciò a danzare con la freschezza e l’iinocenza di un bimbo ed esclamò:
“Sì, io sono felice nel Signore. Il mio cuore gioisce in Dio mio salvatore, perchè ha guardato l’umiltà della sua serva”.
Come, ancora ti senti una serva?
Certamente!
Maria sente che lo sguardo di Dio si è posato sulla sua piccola esistenza e crede che quello sguardo è la sua forza e la sua grandezza: guardata da Dio, ella non ha più paura di niente e di nessuno…e canta, canta di gioia il Magnificat!
Chi ti ha suggerito il Magnificat?
Maria ci risponde: “Me l’ha suggerito la fede! Sì, la fede!”.
E’ vero! Meravigliosamente vero!
Tu credevi, Maria, e la tua fede ti ha fatto vedere che i troni dei potenti di questo mondo sono tutti tarlati, mentre il trono di Dio è l’unica roccia che muta e che non cade.
E il tuo “Magnificat”, o Maria, a distanza di secoli e millenni resta la più vera e la più esatta e la più alta lettura della storia, mentre le letture dei dotti sono state e sono regolarmente smentite dai fatti.
Miracolo della fede! Della tua fede, o Maria!
Lilly
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