“La nostra tendenza all’egoismo non muore”

20 dicembre 2010



Non mettere il tuo “io” nella tua salute, nella tua reputazione, nella tua
carriera, nel tuo lavoro, in ogni tuo passo... Che cosa sgradevole! Sembra
che abbia dimenticato che “tu” non hai nulla, che tutto è Suo. Quando nel
corso della giornata ti senti umiliato — magari senza motivo —; quando pensi
che dovrebbe prevalere il tuo criterio; quando ti rendi conto che a ogni
istante il tuo “io” borbotta, il tuo, il tuo, il tuo..., convinciti che stai
ammazzando il tempo, e invece hai bisogno che sia “ammazzato” il tuo egoismo
 (Forgia, 1050) 



Al Signore dobbiamo permettere di entrare nella nostra vita e di entrarvi
agevolmente, e lo faremo sgombrando ostacoli e illuminando i nascondigli
interiori. Noi uomini abbiamo la tendenza a difenderci, ad aggrapparci al
nostro egoismo. Cerchiamo sempre di essere dei re, sia pure del regno della
nostra miseria. Capite bene, allora, quanto grande è il bisogno di ricorrere
a Gesù: Egli solo può farci veramente liberi per poter servire Dio e tutti
gli uomini. (...)



Procediamo tuttavia guardinghi, perché la nostra tendenza all'egoismo non
muore e la tentazione può infiltrarsi in mille modi. Dio esige che nell
obbedienza venga esercitata la fede, perché la sua volontà non si manifesta
con strepito. Sovente il Signore suggerisce la sua volontà sottovoce, nell
intimo della coscienza: per riconoscere tale voce e seguirla fedelmente, è
necessario ascoltare con attenzione.

don Pino
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