PREGHIERA DI LODE

Lodate il Signore, acclamate il suo nome;
manifestate ai popoli le sue gesta.
Cantate in suo onore,
inneggiate a Lui, ripetete tutti i suoi prodigi.
Gloriatevi sul suo santo nome;
gioisca il cuore di quanti ricercano il Signore.
Cercate il Signore e la sua forza,
ricercate sempre il suo volto.
Cronache 1-16,8.
Per mezzo di Gesù, dunque,
offriamo continuamente un sacrificio di lode a Dio,
cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.
Ebrei 13,15.
Invoco il Signore, degno di ogni lode,
e sono liberato dai miei nemici.
Samuele 2-22,4.
Alleluia.
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
ora e sempre.
Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
Salmo 113.
Non ubriacatevi di vino,
il quale porta alla sfrenatezza,
ma siate ricolmi dello Spirito,
intrattenendovi a vicenda con salmi,
inni, cantici spirituali,
cantando e inneggiando al Signore
con tutto il vostro cuore,
rendendo continuamente grazie
per ogni cosa a Dio Padre,
nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.
Efesini 5,18.
“II sommo dovere dell’uomo è quello di lodare Dio”
(S. Agostino).
La preghiera di lode è preghiera potente
ed è il preludio della nostra attività nel cielo.
Per quale motivo Dio ci ha posto su questa terra?
S. Paolo risponde:
‘perché noi fossimo a lode della sua gloria’ (Efes. 1, 12).
Miliardi di Santi, nel cielo, incessantemente lodano,
con fervore, Dio e invitano noi
a rendergli gloria sulla terra,
come dice la Sacra Scrittura:
“Udii come una voce potente
di una folla immensa nel cielo che diceva:
Alleluia!
Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio”.
“Udii una voce di una immensa folla
simile al fragore di grandi acque
e al rombo di tuoni possenti che gridavano:
Alleluia,
ha preso possesso del suo regno il Signore,
il nostro Dio, l’Onnipotente.
Rallegriamoci ed esultiamo,
rendiamo a Lui gloria” (Apocal. 19, 1.65.).
Miliardi di Angeli invitano a lodare Dio cantando:
“Santo, Santo, Santo è il Signore,
la sua gloria riempie tutta la terra”
(Isaia 6, 4; cf. Luca 2, 13-14).
Come è possibile non sentire
il bisogno prepotente di lodare il Signore
quando si riflette con stupore al suo amore,
alla sua bontà, alla sua rivelazione,
alle sue opere meravigliose,
alla sua misericordia?
La Bibbia esclama:
“Chi può narrare i prodigi del Signore,
far risuonare tutta la sua lode?”
(Salmo 106. 2).
“Le sue opere sono splendore di bellezza,
le contemplano coloro che le amano;
la lode del Signore è senza fine”
(Salmo 111).
Mons. Magrassi afferma:
“Chi ama, scopre in Dio meraviglie di verità e di bellezza.
Ciò gli procura una grande gioia
che lo fa esplodere nella lode”.
Esempio.
Un martire della preghiera.
Il giovane B. Bakarya, dello Zaire,
è un fervente cristiano;
prega moltissimo.
Il suo padrone fa tutto il possibile
per distoglierlo dalla fede
e dalla preghiera;
non ci riesce,
allora lo uccide a colpi di nervo di elefante.
Bakarya affronta una morte crudele
per conservare la libertà di pregare
(cf. Fam. crist. 28 Ag.1985).
S. Agostino dice:
“E’ di chi ama il cantare,
lodare Dio con tutto il suo essere:
con la voce, con la vita, con le opere”.
Recitiamo spesso le giaculatorie di lode:
sono scintille, esplosioni d’amore,
gemito e grido dell’anima!
Tutti i Santi le recitavano frequentemente.

 

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