Il senso di colpa

Analizzando la Scrittura, ci appare chiaro che il senso di colpa è ben diverso da quello comunemente inteso. Sì, perché esso è il prodotto dell’opera dello Spirito Santo nel cuore dell’uomo (cfr. Giovanni16:9-11). Tale senso di colpa dopo aver causato quella “tristezza secondo Dio”, ci porta in un momento successivo a quel “ravvedimento che porta alla salvezza, del quale non c’è mai da pentirsi” (II Corinzi 7:10). È scritto di Giuda che“non trovò luogo a pentimento” ed il senso di colpevolezza lo spinse al suicidio. Questo nefasto sentimento può ucciderci nello spirito e nel corpo, ma il sacrificio espiatorio di Gesù Cristo il Signore è l’unico rimedio alla nostra colpevolezza. Egli solo “ha offerto se stesso puro d’ogni colpa a Dio” (Ebrei 9:14). Pilato poté ben dire di Gesù: “Non trovo colpa alcuna in quest’uomo” (Luca 23:4). Noi cristiani non disperiamo di fronte alle nostre debolezze, né riteniamo che la soluzione al problema sia dentro di noi. La Parola di Dio ci esorta ad andare al Padre per avere una coscienza pulita e nettata dal sangue prezioso di Gesù Cristo il Signore. Alcuni cristiani cadono vittime delle astuzie del nemico, l’accusatore dei fratelli ed anche se Dio, in Cristo, li ha perdonati, continuano ad essere schiacciati dal senso di colpa. Non riescono a realizzare ed a vivere pienamente il perdono di Dio nella loro vita, andando a “pescare” quei peccati del passato che Dio ha perdonato e dimenticato. Il famoso predicatore londinese Charles Spurgeon disse: “Dio ha preso i nostri peccati, li ha gettati in fondo al mare e ha messo un cartello con su scritto: divieto di pesca”. Altri, invece, non vivono una vita cristiana vittoriosa ed esuberante, perché magari si sono traviati e non riescono a perdonare se stessi come Dio, invece, li ha perdonati.

Necessita allora esercitare fede nella Parola di Dio dove si legge che “il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato” (I Giovanni1:7); è altresì scritto che: “…se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo il Giusto” (I Giovanni2:1).

CONCLUSIONE

Quando il nemico, dopo averci spinto a peccare o dopo averci indotto in tentazione, ci mostra dinanzi tutti i nostri sbagli e ci paralizza rendendoci incapaci di proseguire il cammino intrapreso, non scoraggiamoci, piuttosto afferriamo la mano del Signore: essa ci rialzerà e ci permetterà di proseguire umilmente sul nostro sentiero, avendo imparato a non confidare in noi stessi, ma in Dio e nel suo Figliuolo che ha detto: “Senza di me non potete fare nulla”.

Se abbiamo peccato, ravvediamoci; e se il Signore ci ha perdonati, gioiamo riconoscenti per il grande amore che Egli ci ha manifestato nel suo Figliolo Gesù. Se il nemico ci accusa ingiustamente o se il nostro cuore ci condanna, ricordiamoci che:“Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa” (I Giovanni 3:20). Ricordiamo sempre che :

Dio non ci tratta come meriteremmo per i nostri peccati
ma ci tratta secondo la Sua grazia.
da: Cammino Cristiano

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