Il conduttore cristiano

pastore

… chiunque fra voi vorrà esser primo, sarà vostro servitore; (Matteo 20:27)

Poche persone sembrano comprendere come velocemente un individuo può ascendere al potere. Spesso si lasciano abbagliare dall’apparenza e poi rimangono delusi dalla auto-indulgenza dei conduttori.

Il risultato è che molti di questi conduttori, invece di servire gli altri in umiltà, stanno semplicemente servendo i loro interessi. In vivido contrasto con questo, Gesù ha dichiarato chiaramente

“il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito ma per servire, e dare la Sua vita come riscatto per molti”.

Cristo è venuto in mezzo a noi in forma di servitore.

I conduttori Cristiani devono esaminare i loro motivi del ministerio alla luce della Sua umiltà e totale negazione di sè. Perchè servire altrimenti?

Bisogna porsi certe domande. Perchè ricopri questo ruolo?

E’ per un personale avanzamento, o per compiacere a Dio e portare benefici ad altri? Richiede una enorme integrità interiore rispondere a queste domande con tutta onestà.

I seguaci in ogni gruppo hanno il dovere di conoscere i motivi di base, che spingono i loro conduttori in posizioni di preminenza. Non dovrebbero temere di porre la dura domanda: “Sei chiamati da Dio, o l’hai scelto per mere ragioni personali di autogratificazione?”

Il secondo aspetto serio della questione è che la gente tende a mettere i loro pastori (o ministri da youtube) su un piedistallo. Solo perchè una persona si mette in una posizione di prominenza, è spesso trattato con un’aura di adulazione che non merita!

Nella nostra facile società oggi, quasi ogni ciarlatano può attrarre una folla e ricevere applausi per la sua popolarità. Non importa quanto possa essere corrotto il suo insegnamento. Un vero uomo di Dio può essere riconosciuto da due cose:

La prima è che il suo messaggio viaggia in sintonia con le Scritture e non contrasta con i chiari comandamenti di Cristo.

La seconda è che và dalla sua gente con grande umiltà di cuore e sensibilità della guida dello Spirito di grazia di Dio.

Non forza il suo personale punto di vista e non si mette in mostra con un’aura di prestigio o potere. Se ci deve essere una dimostrazione di forza fra il popolo di Dio, questa non dovrebbe solleticare la vanità personale o l’orgoglio del conduttore.

Un’altro serio aspetto nel servizio cristiano è l’interezza della credibilità. Un genuino uomo di Dio avrà uno spiccato senso di responsabilità sia per il Signore che per quelli che è chiamato a servire. La Scrittura rende molto chiaro che i tre compiti principali di un sotto-pastore sono il nutrire le pecore, raccogliere le disperse, e proteggerle dai predatori.

Portare avanti questi compiti richiede un grado molto alto di autodisciplina. Si deve prendere il tempo per restare in comunione con Cristo e meditare la Sua Parola. Ci vuole molto tempo da soli con Dio per poter servire bene la Sua gente.

La tragica verità è che alcuni conduttori non lo fanno perchè nessuno supervisiona la loro vita privata. L’alta chiamata alla quale Dio chiama questi scelti per parlare in Sua vece, non è solo un duro compito ma anche quello di una vita solitaria.

Dedicare la vita di una persona per i figliuoli degli uomini richiede molto più che compassione. Tale consacrazione può solo essere sostenuta da un’indivisa devozione a Cristo stesso.

La persona in comando, non importa quanto prominente o sconosciuta, deve avere una vita ben fondata in Dio stesso. Non servirà usare il proprio fascino, i talenti o le tecniche per cercare di compiere il lavoro di Dio nel mondo.

La prova che quello sul pulpito è mandato da Dio, si basa non solo nella sua umiltà, compassione, e comunione con Cristo, ma anche nel suo calmo e coraggioso carattere. Con Dio egli non teme nessuno, non in modo dittatoriale… piuttosto nell’incessante lealtà e amore per il Maestro. Non si piega agli interessi egoistici dei suoi ascoltatori. Non diluirà il suo messaggio alla corruzione della loro cultura. Non annacquerà la nobile richiesta fatta da Dio alla Sua gente. Non esiterà a confrontarsi con gli errori nella sua comunità senza tentennare. Questo richiede una enorme fede in Dio cosi come una grande forza nella conduzione personale.

A volte lo renderà impopolare con certi elementi della società. Ma così dev’essere. La Verità proclamata con l’unzione dello Spirito di Dio è destinata a polarizzare la gente. Cristo stesso ha detto: “O con me o contro di me”.

Il ruolo di ministro non è inteso a rendere le persone confortevoli nei loro banchi imbottiti. Non è lì per elargire le cose preferite della sua congregazione. E’ lì per proclamare l’intero consiglio di Dio. E’ lì per dichiarare l’eterna Verità.

Troppe chiese dei nostri giorni non ricercano tale guida. Danno troppa importanza al fascino personale, ai discorsi eloquenti, e ai titoli accademici. Il risultato sarà un liscio e facile successo secondo gli standard mondani.

Un genuino uomo di Dio non cerca di pervenire ad un facile accomodamento con una società decadente. Con grande costo personale e a rischio di diventare molto impopolare oserà essere “una voce nel deserto” per incitare la gente al pentimento.

E il nemico trema, perchè egli è un uomo di verità. Non esita a sfidare altri a seguire Cristo a qualunque costo. Non li delude spingendoli nel falso credo che sia facile essere un uomo di Dio.

Spingerà i suoi compagni pellegrini a contare il costo nel seguire Cristo. Li renderà capaci di vedere che glorioso onore è l’essere un figlio dell’Altissimo.

by Phillip Keller

Traduzione: Timmy Love

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