Chi è Gesù

chi è GesùLa sua nascita non fu festeggiata e riconosciuta dalle istituzioni e dai governi terreni. Fece del bene ovunque, aiutò gli altri, diede amore ai bambini, guarì i cuori infranti, diede forza ai corpi affaticati e portò salvezza alle anime.

Non si limitò a predicare il suo messaggio, ma lo visse tra di noi. Non nutrì le persone solo spiritualmente, ma dedicò gran parte del suo tempo ad aiutarle materialmente, a guarire gli ammalati, a dar da mangiare agli affamati e a condividere con noi la sua vita e il suo Amore!

Il Suo messaggio era semplice: per riceverlo, egli disse che bisognava diventare come bambini! Non ci insegnò ad andare in un tempio, a frequentare sinagoghe o chiese, né a seguire cerimonie complicate o regole difficili da rispettare.

Predicò e dimostrò soltanto Amore, guidando i figli di Dio verso il suo vero regno, le cui uniche leggi sono quelle di amare il Signore con tutto il cuore e di amare il nostro prossimo come noi stessi.

Gesù Cristo non è un filosofo, un insegnante, un rabbino, un guru, e neanche un semplice profeta: è il Figlio di Dio! Dio, il grande Creatore, è uno Spirito onnipotente, che trascende la comprensione umana, e ha quindi inviato Gesù nelle vesti di un uomo per aiutarci a comprenderlo meglio e a sentirci più vicini a lui. Molti grandi maestri ci hanno parlato dell’Amore e di Dio;

ma Gesù è Amore ed è Dio!

E’ l’unico ad essere morto e a risorgere per i peccati del mondo!

Nessun altro è paragonabile a lui: è il solo Salvatore!

Gesù non è entrato nel mondo come un grande re; eppure lo era eccome. Nel cielo, come Figlio unico di Dio, era circondato di lode e d’onore. La Bibbia afferma che fu lui a creare tutte le cose dal nulla. Era Dio, l’onnisciente e l’onnipotente Figlio del Padre. Eppure il Padre vedeva che l’umanità non riusciva ad essergli gradita. L’uomo, con le sue forze, era talmente lontano che Dio fece questa domanda: “Chi andrà per noi, chi libererà gli uomini da una tale miseria, dalla morte eterna?” Fu proprio Gesù a rispondere, ubbidiente a suo Padre: “Eccomi, manda me”. Per questa sua risposta, per il desiderio di salvare gli uomini, Egli accettò di rimpicciolirsi lasciando la forma di Dio e prendendo quella di un uomo, e non di un uomo potente, ma di un figlio di falegname, non circondato di beni lussuosi ma vestito di stracci e giacente in una mangiatoia. Il Figlio di Dio in una mangiatoia, per amore dell’uomo! Ma questo bambino era talmente speciale che il cielo non poteva lasciar passare la sua nascita del tutto inosservata: degli angeli andarono ad avvisare i pastori portando questa notizia:

“E’ nato il Salvatore, il Messia, il Signore”.

Anche oggi questo evento riesce spesso a passare inosservato. Quante volte hai pensato a Gesù che per te ha lasciato il cielo? Quante volte lo hai ringraziato di essere diventato uomo per venirci a salvare? Tanti criticano Dio, lo rimproverano del fatto che c’è tanta malvagità nel mondo, e tanta ingiustizia, e si domandano perché Dio non interviene? Ma quante volte si sono dati il pensiero di cercare veramente una risposta a queste domande? Ti dico una cosa: solo il fatto che Gesù è venuto nel mondo, ci parla di un Dio che si cura delle sue creature, che le ama e che le vuole salvare. Avrebbe certo potuto trovare mille altri modi per salvare gli uomini. Ma è venuto di persona perché tu ed io siamo veramente importanti agli occhi suoi.

Certo il fatto più importante della storia è Dio che viene sulla terra nelle sembianze di questo piccolo bambino. Ma la storia non finisce certo qui.

Perché Gesù è venuto nel mondo? Qual era la sua missione? Abbiamo già detto che fu spinto dal desiderio di fare la volontà di Dio suo padre. Fu spinto dall’amore che provava per noi. Ma qual è il seguito della storia?

Gesù non è rimasto sempre bambino. All’età di trent’anni cominciò la sua missione, parlando del regno di Dio, di come entrarci e dei castighi che sarebbero sopraggiunti a coloro che non avrebbero accettato il suo messaggio, il vangelo, la buona notizia. Parlava spesso con i suoi discepoli della morte che avrebbe dovuto subire sulla croce, al posto nostro. Non si può parlare di Gesù senza dire che, per amore, non solo prese la forma di un uomo, ma si abbassò ancora di più accettando la morte vergognosa della croce.

Perché?

Era giusto, era buono, era dolce, amabile, andava ovunque facendo del bene. Il suo insegnamento era d’ubbidienza e d’amore, insegnava umiltà e perdono. Che cosa aveva commesso per subire quella condanna ed essere inchiodato alla croce? Lui niente. Tu ed io qualcosa di molto grave.

Tu ed io davanti agli occhi del Dio Santo siamo colpevoli ogni giorno di peccato. Le nostre parole, i nostri pensieri, le nostre azioni testimoniano che il nostro cuore è malvagio. Il fatto stesso di reputarsi senza peccato è già un peccato. meditando sulla scrittura che tutti hanno peccato, e come conseguenza meritano la morte, ovvero l’inferno, la separazione eterna da Dio. E’ giusto che siamo puniti, perché siamo peccatori. Gesù, per salvarci, si propone di essere il nostro sostituto. Leggendo questo testo del profeta Isaia, ispirato dallo Spirito Santo, capirai meglio ciò che intendo:

“Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare col patire, pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. E, nondimeno, erano le nostre malattie ch’egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui s’era caricato; e noi lo reputavamo colpito, battuto da Dio, ed umiliato! Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione. Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognuno di noi seguiva la sua propria via; e l’Eterno ha fatto cader su lui l’iniquità di noi tutti.” (Isaia cap.53 vers.3)

Moriva per salvarci. Si faceva lui peccatore, subendo la morte (e una particolarmente tragica e dolorosa) al posto mio e tuo. Chiunque crede in Gesù, nella sua straordinaria venuta nel mondo, nella sua vita senza peccato e nella sua morte sostitutiva sulla croce può essere salvato dai suoi peccati.

Gesù, il terzo giorno è risorto ed è salito in cielo, alla destra di suo Padre. La sua opera perfetta era compiuta. Ha aperto la via del cielo grazie al suo sangue versato. La salvezza è disponibile agli uomini che, rinunciando a loro stessi, alle loro opere inutili ad acquistar salvezza, vengono a Lui pentiti e umiliati.

Sei disposto ad accettare tutto questo? Riconosci l’amore di Dio nell’opera di Gesù? Vuoi essere salvato e vedere il suo regno celeste, dove Lui è il re e il Signore e dove non esiste nessun pianto e nessuna ingiustizia? Se dici sì prega in questo modo:

“Signore, riconosco di essere un peccatore e non merito di essere salvato, ma ti ringrazio perchè qualcuno ha pagato per il mio riscatto: tuo Figlio Gesù Cristo. Desidero chiederGli di salvarmi e diventare il mio Signore. Ti do tutto ciò che sono e ti prego di farmi diventare un tuo figlio ubbidiente. Te lo chiedo nel nome di Gesù Cristo. Amen”.

Se hai fatto questa preghiera con cuore sincero, puoi essere certo di aver sperimentato il vero Natale e di aver ricevuto il dono più grande che esista: la vita eterna.

da: Soldati di Cristo Gesù

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