VINCE CHI SA DOMINARSI

“L’uomo che non si sa padroneggiare, è una città smantellata, priva di mura”(Proverbi 25:28)
L’ira è indubbiamente assai più di quanto si vede: non è solamente manifestazione di rabbia, non è sinonimo di aggressività, ma è un insieme di sentimenti e di reazioni anche fisiologiche.
L’ira è uno dei sentimenti predominanti nell’uomo al pari dell’amore, della gelosia, dell’odio, della paura, etc…
Perché ci adiriamo?
  

Ogni emozione inizia con la presa di coscienza di qualche evento significativo che ci coinvolge e ci rende partecipi.
Le persone vanno in collera quando si sentono minacciate e quindi reagiscono; talvolta, invece,  a provocare l’ira è una concomitanza di eventi e situazioni. Altre volte la fonte dell’ira è riconducibile alla frustrazione, cioè al fallimento inatteso del tentativo di raggiungere un obiettivo ambìto. In generale, però, l’ira può essere causata da eventi che normalmente cerchiamo di evitare; quanto più sono sgradevoli, tanto più intensamente ci adiriamo: situazioni incresciose producono ira, mentre quelle soltanto un po’ spiacevoli, irritazione o fastidio. Se pensiamo che l’evento sgradevole sia pure pericoloso e attenti in qualche modo alla nostra incolumità, si manifesterà il sentimento della paura, che diverrà dominante e celerà l’ira. Non sono pochi infatti quei casi nei quali alcuni soggetti che esternamente mostrano i tratti tipici di persone deboli, indifese e impaurite, conservano invece nell’animo sentimenti d’ira e rabbia notevoli.
Tutti ci adiriamo
  

Qualcuno ha detto: «L’ira è un vento che spegne la lampada della mente». 
 
Irritarsi, arrabbiarsi, sono reazioni naturali nell’uomo, ma provocano inevitabilmente danni e malesseri, proprio perché distolgono dalla ragionevolezza.
Non tutti sanno tenere sotto controllo questo sentimento, così quella che è un’emozione naturale, può divenire un temibile pericolo, sia per colui che si adira, sia per coloro che sono oggetto della collera.
Spesso l’ira diventa violenza e, quando svanisce, lascia tristezza e rimorso. È fondamentale quindi che il cristiano impari a sapersi dominare perché l’ira può distruggere la testimonianza e allontanare gli amici.
Quando predomina l’ira, le altre emozioni, come ad esempio la gioia, la contentezza, l’allegrezza, vengono sommerse.
Diventa assai difficile riuscire a sentirsi vicini a Dio, avere comunione con Lui e udire la Sua voce.
Il modo con il quale si reagisce ad una situazione difficile mette in luce la differenza tra il credente e colui che non lo è. Riversare sugli altri la colpa del  proprio problema può essere la reazione più facile, ma spesso proprio questa accelera il processo di sviluppo delle contese.
“Le labbra dello stolto menano alle liti, e la sua bocca chiama le percosse. La bocca dello stolto è la sua rovina, e le sue labbra sono un laccio per l’anima sua” (Proverbi 18:6-7).

Quando nell’impeto dell’ira si lanciano accuse contro qualcuno, ci si attira addosso un’ulteriore frustrazione.
Molte volte abbiamo udito il consiglio: «Prima conta fino a dieci». Vale a dire che non bisogna reagire immediatamente, senza aver prima riflettuto e aver dato tempo al tempo.
Talvolta, se aspettiamo quel poco che basta, certe situazioni possono cambiare.
Riflettere prima di parlare è una regola d’oro applicabile sempre, tanto più quando si tratta di tenere a freno il sentimento dell’ira. Oltretutto, la collera immediata può peggiorare le cose e protrarre la contrarietà, anziché risolverla (cfr.Proverbi 2:11-15; 12:18).
L’ira conduce a peccare (Salmo 37)

Oggi la collera che sfocia nell’aggressività è diventata un modello di comportamento nella società.
I genitori si adirano tra loro e reagiscono anche contro i figli; i tifosi allo stadio danno sfogo a tutta la loro furia fino alla violenza brutale; persino chi marcia per la pace, irritato contro le istituzioni o i governi che appoggiano la guerra, alle volte si abbandona ad atti vandalici e perturbatori che mostrano l’irragionevolezza e l’inquietudine degli animi.
Siamo  umani è vero, e spesso agiamo tutti allo stesso modo, ma come cristiani dobbiamo renderci conto che la reazione collerica è peccato (cfr. Proverbi 17:19; 18:19).
I litigi una volta iniziati possono anche durare a lungo, e l’ostinatezza diventare un vero e proprio impedimento alla libertà.
L’ira nuoce maggiormente a noi stessi
  

L’eccessiva aggressività fa male al cuore e aumenta esponenzialmente il rischio diinfarto e ictus. Arrabbiarsi di tanto in tanto non fa un gran male, anzi è umano. Lasalute però è in pericolo quando l’ira diventa una componente fondamentale della personalità.

L’ira è come un potente acido che corrode innanzitutto il recipiente che lo contiene: “No, ilcruccio non uccide che l’insensato e l’irritazione non fa morir che lo stolto” (Giobbe 5:2).
Questo è in sostanza ciò che avviene al nostro corpo e alla nostra vita spirituale se non riusciamo a dominare le reazioni dovute all’ira (cfr. Efesini 4:31).
La pazienza la virtù dei forti
  

“Lo spirito paziente val meglio dello spirito altéro” (Ecclesiaste 7:8). 
 
Non è strano che si riconosca l’ira nelle reazioni degli altri piuttosto che nelle proprie. Invece è importante individuare il momento nel quale noi siamo preda dell’ira, poiché spesso le nostre reazioni colleriche diventano un fatto abituale nel nostro modo di essere.
Occorre possedere saggezza e, se non la si possiede, chiederla a Dio.
La sapienza divina porta con sé delle qualità straordinarie che si manifestano per il bene di tutti:
Il senno rende l’uomo lento all’ira, ed egli stima sua gloria il passar sopra le offese”(Proverbi 19:11). 
“Chi è savio e intelligente fra voi? Mostri con la buona condotta le sue opere in mansuetudine di sapienza” (Giacomo 3:13).
Scegli di vivere in pace
  

 
Nel corso di un’inondazione la forza devastatrice dell’acqua incute spavento e senso di debolezza di fronte a tanta potenza.
In Italia, l’imponente diga di sbarramento del Vajont (posta al confine tra Friuli e Veneto), costruita negli anni Cinquanta per contenere il corso dell’omonimo torrente, diede origine a un bacino idrico la cui impressionante portata d’acqua esercitava sulla montagna circostante una pressione eccessiva. Fu questa la causa della frana che provocò la fuoriuscita di una massa d’acqua enorme, che causò la morte di oltre 2000 persone.
“Cominciare una contesa è dar la stura all’acqua; perciò ritirati prima che la lite s’inasprisca”. “Chi ama le liti ama il peccato; chi alza troppo la sua porta, cerca la rovina” (Proverbi 17:14,19).

Esternare agli altri i nostri sentimenti d’ira non farà altro che aggravare la situazione. Mantenersi in pace con gli altri usando la calma arresterà l’ira prima che questa si scateni.
Se viviamo in pace con gli altri, saremo in pace anche con noi stessi: “Un cuor calmo è la vita del corpo” (Proverbi 14:30).
Abbiamo parlato dei problemi dell’ira e dei benefici che derivano dal tenerla sotto controllo.
Dio vuole offrire il Suo aiuto a quanti si rendono conto di come l’ira non possa essere dominata con le proprie forze.
Gesù disse: “Venite a Me… e imparate da Me, perché Io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre…” (Matteo 11:28-30).
È importante avere sperimentato, come Nehemia, che il nostro Dio é “un Dio pronto a perdonare, misericordioso, pieno di compassione, lento all’ira e di gran bontà”(Nehemia 9:17 e Salmo86:15; 103:8; 145:8).

Chiediamo dunque a Dio aiuto in preghiera, affinché Egli possa produrre in noi il frutto del Suo Spirito per dominare l’ira attraverso la pace, la pazienza, la benevolenza, la bontà, la mansuetudine e l’autocontrollo (cfr. Galati 5:22).
Da parte nostra, al contempo, esercitiamoci a controllare gli istinti che tentano di dominarci, poiché vince chi si sa dominare.
da: Consapevoli nella Parola
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