Signore…manda me!


Non so cosa, ma qualcosa deve ca
Non so cosa, ma qualcosa deve cambiare, perché così com’è non va, non va proprio.

Ecco, sono i vostri peccati che vi hanno allontanati dall’Eterno.

I miei peccati, i tuoi peccati, fanno sì che Egli nasconda la Sua faccia da noi. (Cfr. Isaia 59:2)

La Sua collera e la Sua ira incombono su di noi!

Con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio (Romani 2:5).

Ecco perché andiamo tastando le pareti come ciechi,
andiamo a tastoni come chi non ha occhi;
inciampiamo in pieno mezzogiorno come nel crepuscolo,
in mezzo all’abbondanza sembriamo dei morti;
tutti quanti grugniamo come orsi,
andiamo gemendo come colombe;
aspettiamo la rettitudine, ma essa non viene;
attendiamo la salvezza, ma essa si allontana da noi (Isaia 59:10-11).

Forse è il caso di ravvedersi.

Forse, è il caso di allontanarci da questa vallata nebbiosa e umida…

Forse, dovremmo levarci e cercare antichi sentieri, ed incamminarci per essi, magari stretti, magari tortuosi, e in salita, ma aventi mèta sicura, perché altri testimoni prima di noi li hanno percorsi e sono giunti alla salvezza dell’Eterno da Lui preparata (Cfr. Geremia 6:16).

Non c’è nulla d’intatto nel mio corpo a causa della tua ira;
non c’è requie per le mie ossa a causa del mio peccato. (Salmi 38:3).

Da lassù vedremo la misericordia di Dio sorgere potente come il sole dell’alba, ed investiti dal suo calore sentiremo rinfrancate le nostre ossa dolenti.

Sappi che il Signore è SANTO, la Sua giustizia non mancherà, e probabilmente non escluderà qualche conseguenza del tuo peccato, ma se ti penti con tutto il cuore, sarai perdonato, se ti affidi a Lui, ti sorreggerà e ti farà percorrere la strada del ritorno anche se accidentata senza farti inciampare, infatti Egli non vuole che continui a stargli lontano, ma piuttosto desidera che tu ritorni a Lui, e al più presto!

Non temete; è vero, voi avete fatto tutto questo male; tuttavia non allontanatevi dal SIGNORE, ma servitelo con tutto il vostro cuore. (1a Samuele 12:20)

Egli non è troppo duro, perché la Sua misericordia è grande, Egli ti vuole, Egli ti brama, Lui vuol servirsi di te. Se tu gridi a Lui dal basso del tuo peccato, per quanto orrendo esso sia, Egli non tarderà a rialzarti, perché la mano del SIGNORE non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire (Isaia 59:1).

Si è vero, infatti è scritto pure che chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia (Pr 28: 13), ma non finisce qui, c’è qualcos’altro che ti aspetta, vi è una doppia gioia, oltre il riparo dello scudo della fede nel suo perdono, il Signore vuol darti anche un onore: quello di poterLo servire.

Quando si ubbidisce a Dio lo si serve. Quando si serve Dio si porta frutto. Quando si porta frutto si glorifica Dio. La nostra gioia è completa.

Qual è dunque il servizio a Dio per eccellenza?

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. (Giovanni 15:12)

Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, è morto per noi, sì, ma ha un comandamento. Bè io penso che se falliamo in quel comandamento, falliamo in tutto. E penso pure che dovremmo chiedere perdono giornalmente per aver mancato quel comandamento. Mi chiedo quanti fanno un esame di coscienza giornaliero su QUEL comandamento.

Sarà forse quello il motivo per cui non abbiamo gioia? sarà per quello che non riceviamo da Dio? sarà per quello che non portiamo frutto?

Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore.

Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.

Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.

Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.

Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.

Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.

Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, Egli ve lo dia.

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. (Giovanni 15:7-17)

Iddio dunque non vuole che te ne stai a crogiolarti nell’umiliazione del peccato, ma ti desidera e ti chiama a servirLo, ad amare come Lui ha amato dandone esempio, in ogni tipologia di azione, a seconda del bisogno che c’era.

Che ognuno di noi possa rendersi conto di quanto siamo indegni come il profeta Isaia al momento della Sua visione con cui il Signore lo chiamò: «Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!» (Isaia 6:5).

E che ognuno di noi dopo aver ricevuto la purificazione dal Signore per mezzo della Sua Parola possa disporsi a compiere il servizio a Lui gradito, il Suo maggiore comandamento, di amare gli altri come Lui ha amato: Poi udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò? E chi andrà per noi?» Allora io risposi: «Eccomi… manda me!» (Isaia 6:8).mbiare, perché così com’è non va, non va proprio.

Ecco, sono i vostri peccati che vi hanno allontanati dall’Eterno.

I miei peccati, i tuoi peccati, fanno sì che Egli nasconda la Sua faccia da noi. (Cfr. Isaia 59:2)

La Sua collera e la Sua ira incombono su di noi!

Con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio (Romani 2:5).

Ecco perché andiamo tastando le pareti come ciechi,
andiamo a tastoni come chi non ha occhi;
inciampiamo in pieno mezzogiorno come nel crepuscolo,
in mezzo all’abbondanza sembriamo dei morti;
tutti quanti grugniamo come orsi,
andiamo gemendo come colombe;
aspettiamo la rettitudine, ma essa non viene;
attendiamo la salvezza, ma essa si allontana da noi (Isaia 59:10-11).

Forse è il caso di ravvedersi.

Forse, è il caso di allontanarci da questa vallata nebbiosa e umida…

Forse, dovremmo levarci e cercare antichi sentieri, ed incamminarci per essi, magari stretti, magari tortuosi, e in salita, ma aventi mèta sicura, perché altri testimoni prima di noi li hanno percorsi e sono giunti alla salvezza dell’Eterno da Lui preparata (Cfr. Geremia 6:16).

Non c’è nulla d’intatto nel mio corpo a causa della tua ira;
non c’è requie per le mie ossa a causa del mio peccato. (Salmi 38:3).

Da lassù vedremo la misericordia di Dio sorgere potente come il sole dell’alba, ed investiti dal suo calore sentiremo rinfrancate le nostre ossa dolenti.

Sappi che il Signore è SANTO, la Sua giustizia non mancherà, e probabilmente non escluderà qualche conseguenza del tuo peccato, ma se ti penti con tutto il cuore, sarai perdonato, se ti affidi a Lui, ti sorreggerà e ti farà percorrere la strada del ritorno anche se accidentata senza farti inciampare, infatti Egli non vuole che continui a stargli lontano, ma piuttosto desidera che tu ritorni a Lui, e al più presto!

Non temete; è vero, voi avete fatto tutto questo male; tuttavia non allontanatevi dal SIGNORE, ma servitelo con tutto il vostro cuore. (1a Samuele 12:20)

Egli non è troppo duro, perché la Sua misericordia è grande, Egli ti vuole, Egli ti brama, Lui vuol servirsi di te. Se tu gridi a Lui dal basso del tuo peccato, per quanto orrendo esso sia, Egli non tarderà a rialzarti, perché la mano del SIGNORE non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire (Isaia 59:1).

Si è vero, infatti è scritto pure che chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia (Pr 28: 13), ma non finisce qui, c’è qualcos’altro che ti aspetta, vi è una doppia gioia, oltre il riparo dello scudo della fede nel suo perdono, il Signore vuol darti anche un onore: quello di poterLo servire.

Quando si ubbidisce a Dio lo si serve. Quando si serve Dio si porta frutto. Quando si porta frutto si glorifica Dio. La nostra gioia è completa.

Qual è dunque il servizio a Dio per eccellenza?

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. (Giovanni 15:12)

Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, è morto per noi, sì, ma ha un comandamento. Bè io penso che se falliamo in quel comandamento, falliamo in tutto. E penso pure che dovremmo chiedere perdono giornalmente per aver mancato quel comandamento. Mi chiedo quanti fanno un esame di coscienza giornaliero su QUEL comandamento.

Sarà forse quello il motivo per cui non abbiamo gioia? sarà per quello che non riceviamo da Dio? sarà per quello che non portiamo frutto?

Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore.

Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.

Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.

Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.

Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.

Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.

Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, Egli ve lo dia.

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. (Giovanni 15:7-17)

Iddio dunque non vuole che te ne stai a crogiolarti nell’umiliazione del peccato, ma ti desidera e ti chiama a servirLo, ad amare come Lui ha amato dandone esempio, in ogni tipologia di azione, a seconda del bisogno che c’era.

C
Non so cosa, ma qualcosa deve cambiare, perché così com’è non va, non va proprio.

Ecco, sono i vostri peccati che vi hanno allontanati dall’Eterno.

I miei peccati, i tuoi peccati, fanno sì che Egli nasconda la Sua faccia da noi. (Cfr. Isaia 59:2)

La Sua collera e la Sua ira incombono su di noi!

Con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio (Romani 2:5).

Ecco perché andiamo tastando le pareti come ciechi,
andiamo a tastoni come chi non ha occhi;
inciampiamo in pieno mezzogiorno come nel crepuscolo,
in mezzo all’abbondanza sembriamo dei morti;
tutti quanti grugniamo come orsi,
andiamo gemendo come colombe;
aspettiamo la rettitudine, ma essa non viene;
attendiamo la salvezza, ma essa si allontana da noi (Isaia 59:10-11).

Forse è il caso di ravvedersi.

Forse, è il caso di allontanarci da questa vallata nebbiosa e umida…

Forse, dovremmo levarci e cercare antichi sentieri, ed incamminarci per essi, magari stretti, magari tortuosi, e in salita, ma aventi mèta sicura, perché altri testimoni prima di noi li hanno percorsi e sono giunti alla salvezza dell’Eterno da Lui preparata (Cfr. Geremia 6:16).

Non c’è nulla d’intatto nel mio corpo a causa della tua ira;
non c’è requie per le mie ossa a causa del mio peccato. (Salmi 38:3).

Da lassù vedremo la misericordia di Dio sorgere potente come il sole dell’alba, ed investiti dal suo calore sentiremo rinfrancate le nostre ossa dolenti.

Sappi che il Signore è SANTO, la Sua giustizia non mancherà, e probabilmente non escluderà qualche conseguenza del tuo peccato, ma se ti penti con tutto il cuore, sarai perdonato, se ti affidi a Lui, ti sorreggerà e ti farà percorrere la strada del ritorno anche se accidentata senza farti inciampare, infatti Egli non vuole che continui a stargli lontano, ma piuttosto desidera che tu ritorni a Lui, e al più presto!

Non temete; è vero, voi avete fatto tutto questo male; tuttavia non allontanatevi dal SIGNORE, ma servitelo con tutto il vostro cuore. (1a Samuele 12:20)

Egli non è troppo duro, perché la Sua misericordia è grande, Egli ti vuole, Egli ti brama, Lui vuol servirsi di te. Se tu gridi a Lui dal basso del tuo peccato, per quanto orrendo esso sia, Egli non tarderà a rialzarti, perché la mano del SIGNORE non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire (Isaia 59:1).

Si è vero, infatti è scritto pure che chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia (Pr 28: 13), ma non finisce qui, c’è qualcos’altro che ti aspetta, vi è una doppia gioia, oltre il riparo dello scudo della fede nel suo perdono, il Signore vuol darti anche un onore: quello di poterLo servire.

Quando si ubbidisce a Dio lo si serve. Quando si serve Dio si porta frutto. Quando si porta frutto si glorifica Dio. La nostra gioia è completa.

Qual è dunque il servizio a Dio per eccellenza?

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. (Giovanni 15:12)

Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, è morto per noi, sì, ma ha un comandamento. Bè io penso che se falliamo in quel comandamento, falliamo in tutto. E penso pure che dovremmo chiedere perdono giornalmente per aver mancato quel comandamento. Mi chiedo quanti fanno un esame di coscienza giornaliero su QUEL comandamento.

Sarà forse quello il motivo per cui non abbiamo gioia? sarà per quello che non riceviamo da Dio? sarà per quello che non portiamo frutto?

Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore.

Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.

Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.

Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.

Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.

Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.

Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, Egli ve lo dia.

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. (Giovanni 15:7-17)

Iddio dunque non vuole che te ne stai a crogiolarti nell’umiliazione del peccato, ma ti desidera e ti chiama a servirLo, ad amare come Lui ha amato dandone esempio, in ogni tipologia di azione, a seconda del bisogno che c’era.

Che ognuno di noi possa rendersi conto di quanto siamo indegni come il profeta Isaia al momento della Sua visione con cui il Signore lo chiamò: «Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!» (Isaia 6:5).

E che ognuno di noi dopo aver ricevuto la purificazione dal Signore per mezzo della Sua Parola possa disporsi a compiere il servizio a Lui gradito, il Suo maggiore comandamento, di amare gli altri come Lui ha amato: Poi udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò? E chi andrà per noi?» Allora io risposi: «Eccomi… manda me!» (Isaia 6:8).he ognuno di noi possa rendersi conto di quanto siamo indegni come il profeta Isaia al momento della Sua visione con cui il Signore lo chiamò: «Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!» (Isaia 6:5).

E che ognuno di noi dopo aver ricevuto la purificazione dal Signore per mezzo della Sua Parola possa disporsi a compiere il servizio a Lui gradito, il Suo maggiore comandamento, di amare gli altri come Lui ha amato: Poi udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò? E chi andrà per noi?» Allora io risposi: «Eccomi… manda me!» (Isaia 6:8).

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