Salvezza in offerta?

C’è qualcosa di sbagliato in tanta evangelizzazione che si fa oggi… Quando si legge, magari sulla vetrina di un negozio, che qualcosa è “in offerta”, magari nell’espressione: “Offerte a prezzi di lancio”, si comprende che vi potremo comprare qualcosa a buon mercato, “con lo sconto”.
Ora mi chiedo: la salvezza eterna della nostra anima può essere oggetto di “un’offerta”?
Pare di sì, a sentire in che modo molte chiese fanno evangelizzazione. Parlano infatti dell’offerta del vangelo. Che cosa intendono? Che offrono “la salvezza a buon mercato”, come se dicessero: “Venite, accettate il nostro vangelo, accettate il nostro Cristo, otterrete la salvezza eterna della vostra anima a poco prezzo, anzi, gratis!”.
“Basta dire una preghierina di accettazione”, “basta assentire a pochi punti di dottrina e… sarete salvi!”. È come dire: “Nella nostra chiesa c’è la salvezza ‘in svendita’, dobbiamo ‘liberare i nostri magazzini’”!
Non vi suona… un po’ blasfema una cosa del genere, per quanto attraente si voglia presentare ciò che Cristo “offre”? C’è qualcosa che non va in questo approccio? Indubbiamente è comune sentire dire, come in una predicazione che recentemente ho udito: “Qual è l’offerta del Vangelo? Qual è il beneficio che Dio offre all’uomo tramite il Vangelo?”
Che cos’è che non va in questo approccio? Semplicemente che da nessuna parte il Nuovo Testamento parla della “offerta del vangelo” perché il vangelo, l’Evangelo, nel Nuovo Testamento non è “un offerta”, ma un comando! Non c’è alcuna indicazione nel Nuovo Testamento che noi (chiesa, credenti) si debba semplicemente “offrire” l’Evangelo alla gente. Al contrario dobbiamo esortare la gente ad ubbidire al comando di Dio di credere nel Suo Figlio Gesù Cristo.
Vi sono ampie evidenze nella Scrittura che l’Evangelo sia un comando. Ad esempio:
“Dio dunque, passando sopra i tempi dell’ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano” (Atti 17:30). “Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo, Gesù Cristo, e ci amiamo gli uni gli altri secondo il comandamento che ci ha dato” (1 Giovanni 3:23).
Non solo questi testi affermano esplicitamente che l’Evangelo sia un comando, ma dovremmo pure prender nota come l’Evangelo abbia tutte le caratteristiche di un comando. Come ogni altro comandamento attraverso la Bibbia, il comando di credere all’Evangelo viene espresso nella caratteristica terminologia del patto, cioè nel fatto che l’ubbidienza sia seguita da benedizioni, e la disubbidienza da maledizioni. Inoltre, come ogni patto biblico, esso è accompagnato dallo spargimento di sangue, in questo caso quello di Cristo sulla croce che suggella, garantisce l’efficacia di quanto Dio, nell’Evangelo, dispone.
Se l’Evangelo fosse un dono che con la mano protendiamo verso qualcuno, non avrebbe infatti senso minacciare delle conseguenze se non lo accetta… “Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio” (Giovanni 3:18); “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:16).
Vedete, così, come quest’approccio biblico all’evangelizzazione renda del tutto irrilevante la questione della “volontarietà” secondo la quale una persona possa decidere di accettare o di respingere “l’offerta” che Dio le fa.
“Ti prego… Ti scongiuro… accetta il dono che io ti faccio, …non lo rifiutare!” come se quell’uomo o quella donna a cui viene fatta questa “proposta”, potesse rispondere: “Va bene, va bene, ma solo per farti contento…”.
Peggio: immaginate uno che, senza tanti scrupoli, strappi dalle mani di Dio “il dono” della salvezza e dica: “Ma che dono e dono! La salvezza è mio diritto! Dammela: tu me la devi, perché io ho diritto all’eterna felicità! Tu, Dio, sei al mio servizio!”.
È esagerato e blasfemo mettere le cose in questi termini? Certamente, ma questo è implicito in tanto approccio moderno all’evangelizzazione laddove, per incoraggiare la gente a “ricevere Cristo”, si esaltano i vantaggi e le benedizioni che ne conseguiranno…
È “l’approccio edonistico all’evangelizzazione”, così comune oggi. Quel che conta oggi è “la felicità” dell’essere umano, il garantirgli “i suoi diritti”, il soddisfare “i suoi bisogni”. “Ho diritto ad essere sano e ricco e felice, e, per giunta, felice eternamente in paradiso… Tu me lo devi, o Dio!”. Il fine dell’evangelizzazione sarebbe solo la felicità umana, “la realizzazione di noi stessi”. Si esalta così “l’amore di Dio”, ma tutto è finalizzato al mio godimento, alla mia soddisfazione…
E Dio? Dio, in questa prospettiva, sarebbe solo un mezzo per raggiungere un fine: il mio comodo, i miei diritti, la mia felicità, la mia soddisfazione, la mia salvezza… “Ne ho diritto! Io, io, io, nient’altro che io… Io sono il più grande, io sono il re dell’universo, tutto si deve piegare davanti a me e servire i miei bisogni, i miei diritti, Dio incluso!”.
…ma come ti permetti, arrogante di un essere umano? Ma chi ti credi d’essere? I tuoi diritti? La tua felicità? La tua salvezza? Ma che pretese! Questo tuo atteggiamento è intollerabile! Sì, l’essere umano, voi e io, non siamo che presuntuosi ribelli all’autorità unica e suprema dell’universo, l’Eterno Iddio. Altro che diritti e felicità… Meritiamo, e fino in fondo, l’inferno che Dio giustamente ha preparato per il diavolo e per i suoi angeli!
Che altro può essere la sorte di chi rifiuta di sottomettersi e di ubbidire all’autorità legittima dell’universo, anzi, pretende di mettersi al suo posto? Gesù stesso dice: “…allora dirà anche a quelli della sua sinistra: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli!” (Matteo 25:41).
Il comando dell’Evangelo è “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo” (Marco 1:15). Sì, ravvedetevi dalle vostre intollerabili pretese e dalla vostra arroganza, riconoscete che siete solo degli empi ribelli e dei mostri d’iniquità che nulla meritano se non l’inferno! Ravvedetevi, “Fermatevi”, dice, “e riconoscete che io sono Dio. Io sarò glorificato fra le nazioni, sarò glorificato sulla terra” (Salmo 46:10). Ravvedetevi e sottomettetevi a mio Figlio, il Signore Gesù Cristo.
Lo spirito in cui deve avvenire l’evangelizzazione è rappresentato dal Salmo 2. Rispetto, infatti, a Gesù, ilSignore Iddio dice: “Io annunzierò il decreto: Il SIGNORE mi ha detto: – Tu sei mio figlio, oggi io t’ho generato. Chiedimi, io ti darò in eredità le nazioni e in possesso le estremità della terra. Tu le spezzerai con una verga di ferro; tu le frantumerai come un vaso d’argilla – .
Ora, o re, siate saggi; lasciatevi correggere, o giudici della terra. Servite il SIGNORE con timore, e gioite con tremore. Rendete omaggio al figlio, affinché il SIGNORE non si adiri e voi non periate nella vostra via, perché improvvisa l’ira sua potrebbe divampare. Beati tutti quelli che confidano in lui!” (Salmo 2:7-12).
I “giudici della terra” che devono ravvedersi e sottomettersi all’autorità sovrana di Dio e del Suo Cristo,rendendogli l’omaggio che Gli è dovuto e confidando in Lui, siamo tutti noi! Perché dobbiamo farlo? Perché Egli è il Re dei re ed il Signore dei Signori. Perché dobbiamo farlo? Per essere felici e soddisfatti? No, perché “il SIGNORE non si adiri e voi non periate nella vostra via, perché improvvisa l’ira sua potrebbe divampare”.
Di fatto noi già siamo sottoposti alla Sua giusta ira, infatti: “L’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia” (Romani 1:18).
Sì, c’è proprio “qualcosa di sbagliato” nel come oggi si fa tanta evangelizzazione. L’Evangelo è un
comando a ravvedersi ed a credere in Cristo.
Perché? “Degno è l’Agnello, che è stato immolato, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la lode” (Apocalisse 5:12).
Indubbiamente i vangeli, di fatto, ci presentano “un’offerta”, per altro “molto allettante”. Questo lo dobbiamo proprio concedere… È l’offerta a ricevere “tutti i regni del mondo e la loro gloria”. Certamente questa offerta “non la possiamo rifiutare”. È molto facile riceverla. C’è una sola condizione: “Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori”. Chi è che ci fa quest’offerta? Il diavolo! È l’offerta che era stata fatta a Cristo stesso.
“Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, dicendogli: – Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori – . Allora Gesù gli disse: – Vattene, Satana, poiché sta scritto: ‘Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto’ – ”. (Matteo 4:8-10).
Il mondo ci fa quest’offerta continuamente! Chi infatti non vorrebbe ricevere e godere tutte le ricchezze di questo mondo? Il problema è che tanta “evangelizzazione” che si sente in giro la imita!
Non c’è dunque alcun “vantaggio” ad accogliere Cristo come nostro Signore e Salvatore? Che cosa ci guadagniamo? Non ci pensare! Pensa prima di ogni altra cosa a stare al posto che ti compete come creatura di Dio e sottometterti a Lui, riconoscendo i Suoi diritti come Dio, Re e Signore, ubbidiscigli, confida in Lui. Allora, e solo allora, scoprirai che: “Tu m’insegni la via della vita; ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi son delizie in eterno” (Salmo 16:11).

Paolo E. Castellina

http://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/salvezza-in-offerta

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