Vivere con l’Eternità nel cuore

 


Tutto si logora, ma…
Sembra che tutti gli oggetti e gli apparecchi di cui oggi disponiamo e che ci rendono la vita comoda e piacevole, siano fatti per non durare a lungo, che i loro costruttori appositamente abbiano già posto nei loro congegni qualcosa che si logora e che prima opoi si romperà e ci costringerà a comprarne dei nuovi. E’ la logica del mercato e dell’economia: dobbiamo spendere, comprare sempre nuovi modelli di automobili, computer, telefonini… Non era così un tempo, dove certi oggetti e strumenti duravano anche per generazioni. Allora non ci si poteva neanche permettere di comprarne di nuovi.
Oggi, però, si dice che “l’economia deve girare”, “la tecnologia è così che progredisce”…Esiste persino una pubblicità dove si vede un uomo che va a fare la spesa e che tutti coloro che incontra gli dicono grazie e gli fanno i complimenti, perché spendendo, contribuisce al benessere generale ed al progresso….
Vorrei attirare la vostra attenzione sul fatto che continuamente il nostro mondo ci rammenta come tutto sia provvisorio, temporaneo, relativo, sostituibile, soggetto all’obsolescenza. …tutto, anche la nostra persona, il nostro corpo, che si deteriora, si ammala, si guasta, fino a non funzionare più ed a portarci alla morte. Siamo anche noi come la tecnologia che ci circonda? Temporanei, provvisori, “usa e getta”? Pur ben comprendendo tutto questo, questo pensiero “non ci convince del tutto”: nel nostro cuore abbiamo il pensiero dell’eternità, un pensiero che ci affascina e che ci attira e che talvolta ci ossessiona, non riuscendo a liberarcene! La provvisorietà, per quanto comprensibile, non ci sembra “naturale”. La chirurgia moderna sostituisce oggi parti del nostro corpo che non funzionano più. Ci piacerebbe, ad un certo punto, poter cambiare anche tutto il nostro corpo, come si cambia un’automobile.
Il pensiero dell’eternità 
eternità
Perché in noi c’è questo pensiero d’eternità? Risponde a questa domanda la Bibbia, la Parola di Dio, nel libro dell’Ecclesiaste al capitolo 3, versetto 11: “Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità, sebbene l’uomo non possa comprendere dal principio alla fine l’opera che Dio ha fatta” (Ec. 3:11). Si, è stato Iddio, l’eterno Iddio, a porre nel cuore delle creature umane il pensiero dell’eternità. Perché? Perché il nostro destino ultimo è diverso da quello del resto della creazione. Noi siamo unici!
Tutto è “usa e getta”? 
divorzi
Pensate a tutto ciò che usate ed ha una vita molto temporanea. Nelle nostre case abbiamo rasoi usa e getta, penne usa e getta, contenitori usa e getta di vario tipo, tazze e piatti di carta: la lista potrebbe essere molto lunga. Ormai ci siamo abituati a pensare nei termini di usare qualcosa solo per un breve tempo e poi diventa obsoleto. Spesso si pensa allo stesso modo delle creature umane. Quando trasportiamo il concetto di “usa e getta” per le creature umane, ci rendiamo ben presto conto, anche se talvolta ci è comodo il pensarlo, che “qui c’è qualcosa che non va”! Sappiamo che siamo qui solo per breve tempo e, a meno che non abbiate una qualche nozione di qualcosa che stia “al di là” di questa vita, questa sembra tutto ciò che esiste. Se questa vita è per noi tutto, allora anche noi, come i piatti di carta, diventiamo degli“usa e getta”, qualcosa che presto diventerà obsoleto, inutile.
Un tempo, ad esempio, il matrimonio, le promesse matrimoniali, si intendevano “per tutta la vita”. Oggi il concetto “non è più di moda”: ci piace un uomo, una donna? Quando non ci piace più per qualche motivo, quando diventa “difettoso” e malato, lo buttiamo via e lo sostituiamo con un altro, con “un modello nuovo”! Forse è per questo che il matrimonio è sempre più raro. Meglio “convivere” così si può cambiare il nostro partner che non ci piace più senza avere il fastidio di dovere divorziare! Vi sono alcuni che vorrebbero che si eliminasse dalla formula di matrimonio ogni promessa perché “onestamente” non si ha intenzione alcuna di mantenerla! …“nella buona come nella cattiva sorte, in salute e in malattia …finché la morte non vi separi?”.
Niente affatto…finché mi farà comodo! Lo stesso oggi sembra valere con “i vecchi”? Non servono più? Non sono più produttivi? Fanno solo spendere le casse malati? Ammazziamoli “legalmente”! Tutto questo non solo è immorale, ma gravemente lesivo della dignità umana, che trasforma una persona in un oggetto “usa e getta”!
 
Destinati all’eternità 
L’essere umano, però, non è un oggetto. Esso non solo va valorizzato, onorato e sostenuto sempre, nonostante le sue debolezze, malattie e infermità, con amore costante e con spirito di sacrificio, ma l’essere umano è destinato all’eternità, per l’esplicito progetto creativo divino. Questa vita non è tutto ciò che abbiamo. Noi siamo stati creati in vista dell’eternità. Sappiamo anche solo intuitivamente che è così . Perché vogliamo continuare a vivere? Perché abbiamo un’incredibile pulsione ad estendere la nostra vita? Sappiamo che, nella nostra generazione, la speranza di vita è stata allungata di parecchi anni a causa delle ricerche e delle cure mediche.
Oggi c’è persino chi vorrebbe farsi “congelare” mediante particolari tecniche, in modo da potersi “risvegliare” in un determinato futuro in cui si pensa che la medicina abbia avuto successo nel curare certe malattie. Tutto questo mostra che in noi c’è un grande desiderio di preservare la nostra vita: è qualcosa di radicato in noi. Dio ha messo nei nostri cuori il pensiero dell’eternità. Noi siamo stati fatti ad immagine di Dio, ricordate? E uno dei modi in cui siamo “a Sua immagine” è il fatto che siamo destinati ad un’esistenza che va ben oltre lo spazio della nostra vita sulla terra. Già, “sulla terra”, perché questo non è il luogo dove noi continueremo a vivere! Questo è proprio il punto che fin troppi non comprendono quando vorrebbero una vita sempre più lunga. I giorni di Matusalemme, che visse moltissimo, sono ormai molto lontani e, se leggete il libro della Genesi, riconoscerete come l’estensione della vita umana si sia drammaticamente abbreviata dopo il Diluvio. Giungiamo così ora a vivere in media, per un uomo 74 anni, e per una donna, che, come sappiamo è molto di più che un tempo.
Una prospettiva diversa
prospettiva

L’apostolo Paolo comprendeva qualcosa di molto importante, che egli riporta della sualettera ai cristiani di Corinto. In 2 Corinzi 5:2 egli scrive: “Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste”. Qui egli parla di due corpi, che chiama “tende” o “case”. Il primo è temporaneo. Noi potremmo andare in campeggio ed usare una tenda, ma non la usiamo come nostra dimora permanente. Alcune civiltà usano delle tende perché sono nomadi. Una tenda non implica mai stabilità e, con essa, dobbiamo intendere la sua provvisorietà. Qui noi tutti siamo provvisori. Questo non vuol dire, però, che siamo provvisori dovunque. Avremo una dimora stabile, una casa. A noi piace avere una casa, offre un senso di permanenza, anche qui. Quando compriamo una casa, lo facciamo nella speranza di abitarvi per lungo tempo. La vita, qui, offre molte scelte, ma l’eternità ce ne offre due, per quanto riguarda il luogo dove vivremo per sempre. Il “per sempre” non è in questione. E’ il piano che Dio ha disposto per tutti. Egli desidera che noi si possa dimorare per sempre in comunione con Lui, nella dimensione che, tradizionalmente, si chiama paradiso. Possiamo però scegliere di non volere avere a che fare con Dio, nemmeno nell’aldilà edi vivere per sempre lontani da Lui. Qualcuno dice che …l’inferno sarà molto più interessante perché vi incontrerà tutti i suoi amici e non quei credenti “stupidi e noiosi”che, in questo mondo, tanto disprezzava ed evitava. Dubito, però, che sarà “tanto bello” come si illudeva che fosse! Altri dicono che semplicemente spariremo nel nulla e “chi si è visto si è visto”. Poveri illusi! Dio ci avrebbe mentito al riguardo? E’ la qualità del nostro rapporto con Dio che determinerà dove saremo e, dato che ora ci è data la scelta, come ci rapportiamo oggi con Lui è di importanza capitale ed eterna. E’ veramente da irresponsabili ignorarlo o trascurarlo. C. S. Lewis, uno dei più grandi scrittori cristiani del XX secolo, disse: “ Vi sono due tipi di persone: quelli che dicono a Dio: ‘Sia fatta la Tua volontà’, e quelli ai quali Dio dice: ‘Va bene, che sia fatto secondo la vostra volontà!’ ”. E’ desiderio di Dio che nessuno passi l’eternità senza di Lui, ma permolti, purtroppo, sarà così. Dio non costringerà nessuno a “sopportare la Sua presenza”.

Le conseguenze di una prospettiva
Sapendo, quindi, che abbiamo questa scelta e sapendo che dovremo vivere ben al dilà di questa nostra esistenza terrena, se Dio non è un bugiardo, allora questo pensiero non potrà che avere delle conseguenze sull’attuale nostra vita. Se non lo comprendiamo, allora viviamo allegramente come se non avessimo futuro! La chiave di tutto questo è vivere con l’eternità nel cuore e vivere con l’eternità di fronte ai nostri occhi e nella nostra mente tutti i giorni, ciascun giorno. La vostra vita, vedete, ha conseguenze eterne. Quando comprendiamo che c’è molto di più che la vita qui ed oggi, allora ci rendiamo conto che questa vita è solo una preparazione per l’eternità, ed allora vivremo in modo diverso. Cominceremo a vivere alla luce dell’eternità, e questo sarà ciò che colorerà ogni nostro rapporto, lavoro, opportunità, e circostanze che ci verranno incontro. Alcune cose che sembrano importanti si riveleranno per ciò che in effetti sono, cioè banali, e questo è giusto e molto buono. Quando viviamo con l’eternità di fronte a noi, i valori della nostra vita cambieranno, e cominceremo ad usare del nostro tempo e del nostro denaro, in modo più saggio, e daremo peso ai rapporti e al carattere più di quanto facciamo sulla fama, sulla ricchezza, i successi della vita e persino del divertimento. Tutto questo ha la sua importanza quaggiù, ma non è la cosa più importante, non dovrà avere per noi il posto centrale nella vita. Allora, rimetteremo in ordine le nostre priorità e ci importerà ben poco l’essere “alla moda” e seguire ciò che oggi “va per la maggiore”. Quando Paolo lo comprese, avvennero nella sua vita cambiamenti radicali. Egli scrive: “…ciò che per me era un guadagno, l’ho considerato come un danno, a causa di Cristo” (Fl. 3:7). Se questa vita è tutto ciò che abbiamo, allora certamente è tempo sprecato stare qui ad ascoltare “queste cose”: andiamo subito a “goderci la vita”. Sono molti coloro che la pensano così ! Facciamo allora tutto ciò che ci passa per la testa e che crediamo farci piacere, senza più nessuno scrupolo morale. Se questa vita non è tutto ciò che abbiamo, allora vivremo differentemente, rendendoci conto che tutto ciò che facciamo qui su questa terra, ha conseguenze eterne. Ogni atto della nostra vita farà differenza nell’eternità. Penseremo maggiormente “a lungo termine”, piuttosto che a breve termine, come molti oggi.
In serbo per noi c’è molto di più
Per noi Dio ha in serbo molto di più di quanto possiamo vedere qui ed ora. “com’è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì , e che mai salirono nel cuore dell’uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano»” (1 Co. 2:9). E’ Dio che, nella Sua Parola, ci fornisce una prospettiva sull’eternità. Ricordate che cosa Gesù dice a proposito di coloro che Dio accoglierà nella Sua gloria: “Venite, voi, benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo” (Mt. 25:34). Ecco ciò a cui guardiamo.
Lo scrittore C. S. Lewis, che scrisse “Le cronache di Narnia”, una serie di sette libria llegorici per bambini, conclude i suoi libri con queste parole: “Per noi questa è la fine di tutte le storie, ma per loro era solo l’inizio della vera storia. Tutta la loro vita in questo mondo, se fosse stata racchiusa fra le copertine di questo libro dal titolo alla parola ‘fine’, sarebbe stata ben poco. Ora, però, finalmente possono iniziare il Capitolo Uno della loro Grande Storia, che va avanti per sempre e nel quale ogni capitolo è migliore di quello che lo precede”. Apocalisse 21 descrive la dimensione dell’esistenza alla quale siamo chiamati: ecco dove inizia la vera storia. Dio ha dei propositi per la nostra vita sulla terra, ma la cosa non finisce qui! I Suoi piani includono molto di più che le poche decine d’anni che passiamo sulla terra. Sono propositi veramente entusiasmanti.
Pensarci oggi, senza ritardo! 
decisione
Un salmo dice: “La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d’età in età” (Sl. 33:11). Oggi dobbiamo pensare all’eternità, e senza ritardo,qualunque sia la nostra età, e pensarci molto. Non è un argomento morboso. E’esattamente ciò che si suppone che dobbiamo fare nella nostra esistenza terrena –tenere i nostri occhi fissi a quella realtà, la realtà per eccellenza. Agli orecchi moderni è incomprensibile ed assurdo che la Bibbia ci dica: “È meglio andare in una casa in lutto, che andare in una casa in festa; poiché là è la fine di ogni uomo, e colui che vive vi porrà mente” (Ec. 7:2), eppure dobbiamo pensare molto alla fine di questa nostra vita e all’inizio della seguente. Perché? “Perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura” (Eb.13:14). Possiamo ben farci progetti per costruirci una casa quaggiù, ma dobbiamo guardare alla nostra dimora permanente in cielo, il che è molto più importante. L’apostolo dice: “Siamo dunque sempre pieni di fiducia, e sappiamo che mentre abitiamo nel corpo siamo assenti dal Signore” (2 Co. 5:6). Qui Paolo si rende conto che ogni giorno quaggiù è un giorno lontano dalla piena presenza di Dio. Viviamo noi con questa realtà nella nostra vita? Molti cercano solo di rimuoverne lo stesso pensiero, e potremmo essere tentati di fare lo stesso.Per nove mesi, nel corpo di nostra madre, ci siamo preparati per questa vita. Per più di nove mesi, per diverse decine d’anni, noi ci prepariamo per la vita piena: ecco perché per noi Dio è importante e cerchiamo di conoscerlo sempre meglio, amarlo e servirlo. Vi sono molti, però, che vivono come se quaggiù dovessero vivere secoli. E’ nostro compito quotidiano prepararci per il nostro giorno finale e per l’eternità che ci aspetterà. Come potremmo farlo con la fiducia di fare la cosa giusta? Ascoltando con attenzione ciò che ci dice l’Evangelo del Signore Gesù Cristo, ubbidendo ad esso con piena fiducia ed accogliendo la grazia che in esso il Signore ci concede. Perché mai dovremmo finire come rifiuti in una discarica nauseabonda, quando il Signore ci dà la grazia in Gesù Cristo dell’eterna comunione con Lui? Giosuè disse: “E se vi sembra sbagliato servire il SIGNORE, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi […] del paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il SIGNORE»” (Gs. 24:15).
di P. Castellina
“Beati coloro che adempiono i suoi comandamenti per avere diritto all’albero della vita, e per entrare per le porte nella città.” 
(Apocalisse 22:14)

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