Una religione e Cristo: due cose diverse!


Il tempio di Gerusalemme
Vorrei che provaste ad immaginare il grande e glorioso tempio di Dio che si trovava a Gerusalemme. Era collocato dove ora sorge la moschea islamica di Omar in un’area chiamata appunto “la spianata del tempio”. Era un edificio splendido e glorioso dove Dio aveva scelto di rivelare la Sua presenza. Era luogo di pellegrinaggio di innumerevoli fedeli che provenivano da ogni dove per pregare, per offrire a Dio sacrifici, e per udire la Parola di Dio proclamata. Potete assomigliarlo con la marea di pellegrini che si recano a Roma, o a qualsiasi famoso santuario cattolico-romano. Quello era il centro del culto di Israele, un luogo di estrema importanza. Distrutto alcune volte dai nemici di Israele, ancora oggi gli ebrei conservatori sognano di ricostruirlo, dopo aver cacciato, naturalmente, i mussulmani, per loro degli estranei, degli intrusi, che essi pure hanno fatto del luogo un centro molto importante della loro fede. Ebrei, Mussulmani ed anche certi cristiani: uomini religiosi che si contendono – anche con la violenza – un “santo” luogo di culto e che ritengono importante celebrare lì i loro riti e le loro cerimonie.

Gesù, nemico della religione?

Matteo 21,12
Immaginate però il tempio di Gerusalemme nel massimo del suo splendore, al tempo di Gesù di Nazareth. Al tempio Gesù era stato portato nella sua prima infanzia per essere presentato a Dio, com’era tradizione. Al tempio era stato portato quando Gesù aveva 12 anni e lì aveva discusso con i teologi ed i sacerdoti. Ecco però Gesù che, trentenne, nel pieno della Sua missione come Figlio e inviato di Dio, torna a Gerusalemme. Che fa? Onora con la Sua presenza un luogo importante? Viene per fare un devoto pellegrinaggio come tutti gli altri e a portare sacrifici di animali? Applaude alle personalità religiose ivi presenti? Davvero? Ascoltate: “Poi Gesù entrò nel tempio di Dio, ne scacciò tutti coloro che nel tempio vendevano e compravano, e rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi. E disse loro: Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di orazione ma voi ne avete fatto un covo di ladroni. Allora vennero da lui nel tempio ciechi e zoppi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, viste le meraviglie che egli aveva fatto e i fanciulli che gridavano nel tempio dicendo: Osanna al Figlio di Davide!, ne furono indignati, e gli dissero: Senti tu ciò che questi dicono?. Gesù disse loro: Si! Non avete mai letto: “Dalla bocca dei bambini e dei lattanti, tu ti sei procurato lode”(Mt. 21:12-16).
Avete udito? Gesù contesta radicalmente il tempio e la religione che vi si pratica, dà dei brutti titoli a coloro che gestivano il culto, e ne caccia via i presenti. Non era la prima volta che Gesù si opponeva alle pratiche religiose del suo tempo, si opponeva ai sacerdoti ed ai teologi, ed essi lo chiamano empio e bestemmiatore, come pure complottano per ucciderlo.
Si, Gesù pare contestare radicalmente i luoghi e le pratiche religiose, Lui, il Figlio di Dio. Gesù  dimostra essere un temibile sovversivo e un riformatore, un “disturbatore della quiete pubblica” e delle pratiche religiose. E’ vero: nel Suo tempo Gesù veniva considerato un “nemico della religione”, e la fede cristiana stessa una “pericolosa setta”. Se leggiamo accuratamente il Nuovo Testamento potremmo dire che c’era e c’è una netta contrapposizione fra Gesù e la religione in genere. Non avete mai considerato Gesù da questa prospettiva?

Una contrapposizione sempre valida 

Una persona a cui volevo parlare un giorno del Signore e Salvatore Gesù Cristo, mi rispose: “Io non sono una persona religiosa e la religione non mi interessa”. E io sapete che cosa gli ho risposto: “Neanch’io sono una persona religiosa e neanche a me interessa la religione: mi piacerebbe solo che lei potesseconoscere Gesù Cristo!”…
Un’altra volta dissi questa frase: “Io non sono qui per insegnarvi una religione: io sono qui per accompagnarvi a conoscere il Signore e Salvatore Gesù Cristo, e fra le due cose c’è una grande differenza”. Quest’affermazione li lasciò – come potete immaginare – piuttosto perplessi: Gesù Cristo e la religione non sono forse la stessa cosa? No, e questo desidero che comprendano tutti coloro ai quali mi rivolgo: “Io non voglio che voi diventiate religiosi, ma che diventiate autentici discepoli di Cristo”.
Tutto dipende – evidentemente – da che cosa si intende per “religione”. Si, perché se si guarda bene che cosa si intende oggi generalmente per religione e lo si confronta con il messaggio di Cristo, ebbene, un credente che voglia veramente seguire Cristo dirà: “La mia non è una religione ma un genuino modo di vivere e di pensare”!

Ogni religione “si assomiglia”

religioni

Quali sono – ci domandiamo – le caratteristiche della religione, di una qualsiasi religione?

Si, in un certo senso, ogni religione “si assomiglia” e non mi sorprende che alcuni oggi, da una parte, ed è anche logico vogliano mettere tutte insieme le religioni in un unico “abbraccio ecumenico” (o economico, si perché sarebbe anche questione di fare economia), e dall’altra vi siano persone che con tutto questo non vogliano avere a che fare: queste non le biasimo!
Quanto vi ho descritto e che i più considerano “normale” e che gli uni seguono devotamente e gli altri respingono magari in blocco, da quando ho conosciuto il Signore e Salvatore Gesù Cristo, ebbene …mi interessa relativamente poco…tutto questo non mi attira quasi per niente. Non sono però – evidentemente – diventato ateo… ma ho scelto una terza via, quella di Cristo. Io non seguo una “religione”, seguo una Persona, il Signore Gesù Cristo.
Voglio seguire la via di Cristo, quella autentica, e questa via la trovo scarsamente compatibile con ciò che di solito si intende per religione. Sono riuscito a confondervi le idee?

C’è di più…

Voglio apposta ora rincarare la dose: secondo la Bibbia, l’inferno sarà pieno di persone religiose che avevano pensato di guadagnarsi il paradiso con riti, pratiche religiose o alle proprie condizioni. Saranno gente che credeva in Dio (anche il diavolo crede in Dio, e lui forse più di tutti, ma questo non lo salva), gente che era andata in chiesa, in sinagoga o alla moschea per tutta la loro vita senza aver mai scoperto la vera differenza fra la religione e Cristo.
I profeti dell’Antico Testamento dicevano che tutto il culto giudaico era inutile. Gesù aveva detto ad un uomo molto religioso che era venuto a trovarlo che lui doveva “nascere di nuovo”, cioè rivedere radicalmente tutto il suo modo di essere! L’apostolo Paolo, andando in missione ad Atene, aveva osservato: “Ateniesi, vedo che sotto ogni aspetto siete estremamente religiosi…” (At. 17:22). E come pensate avesse proseguito il suo discorso? Forse dicendo: “…e quindi non c’è nessun bisogno che io vi parli della religione cristiana, io me ne andrò altrove…”No, aveva annunziato loro il Salvatore Gesù Cristo, nella convinzione che tutta la religiosità del mondo non sarebbe valsa a salvarli. Lo stesso Paolo aveva detto ai suoi fratelli in fede ebrei che essi avevano zelo per Dio, ma nessun rapporto con Cristo, la cosa che per lui contava di più….
Riassumendo… sin dall’inizio dei tempi, il vero bisogno dell’uomo non è quello di “religione” ma di un Salvatore. Qualcuno ha detto: “Cristo è venuto nel mondo per salvare gli uomini da due cose: dal peccato e dalla religione. Certamente è molto più difficile salvare la gente religiosa, perché a causa della loro religione, essi ritengono di non avere bisogno di un salvatore”.

Qual è la differenza?

Gesù

Nel testo biblico che abbiamo letto all’inizio, chiamato come “la purificazione del tempio” notate la sostanza della contrapposizione fra Gesù e la religione.

1. La “casa” di Dio. In primo luogo la “casa” di Dio, il luogo dove Egli può essere incontrato non è più un “tempio” costruito da mani d’uomo. Quando, in un brano parallelo, Gesù dice: Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo ricostruirò”, Egli “parlava del tempio del suo corpo” (Gv. 2:19,21). Si, Dio non si incontra in un luogo fisico o in un rito religioso, ma si incontra nella Persona di Gesù.
2. Nel contesto di un rapporto. Gesù poi dice: “La mia casa sarà chiamata casa di orazione”, cioè di preghiera. La preghiera non è una filastrocca rituale da recitare, preghiera vuol dire entrare in un vivo rapporto personale e avere colloquio con Dio. Non incontreremo Dio in gesti rituali e celebrazioni in un luogo sacro, ma stabilendo un rapporto personale con il Signore e Salvatore Gesù Cristo.
3. Non un commercio. Stabiliti questi due punti, notate che Gesù dice: “…voi ne avete fatto un covo di ladroni”. La concezione popolare della religione crede che con Dio si possa fare un commercio: io ti do qualcosa e tu mi dai il tuo favore, la tua benedizione, le tue grazie. Io ti do le mie imposte di chiesa, io ti do la mia presenza a qualche culto, io ti do la celebrazione di qualche rito, io ti do qualche buona azione, ecco qualcuno che può garantire per me e tu, o Dio, mi dai …il paradiso, la salvezza eterna! “Ladroni!”dice Gesù a chi crede così di comprare Dio, di corrompere Dio, di “rubare” a Dio, e li scaccia dalla Sua presenza! Se non è così, qual è il giusto atteggiamento?
4. I “poveri”. Notate il versetto seguente: “…allora vennero da Lui nel tempio ciechi e zoppi ed Egli li guarì” (14). Notate già questo: “vennero da Lui”. Qualcuno ode, qualcuno comprende, qualcuno “riforma la sua religione”, qualcuno va. Dove? Dai sacerdoti, a fare un sacrificio, a fare dei gesti religiosi? No,“vennero da Lui”, cioè da Cristo. Avevano capito!!!! E chi va da Lui? I ricchi, gli orgogliosi, i religiosi? No! I“ciechi e gli zoppi” cioè i miseri, i poveri! Chi si rende conto della propria miseria e bisogno, chi sa di non aver nulla da offrire a Dio in cambio della salvezza, e lo ammette. Va da Lui per ricevere guarigione e salvezza chi dice: “Io rinuncio a qualsiasi preteso merito che possa vantare davanti a Dio. Rinuncio a pensare che qualche pratica religiosa mi possa servire, perché Tu, o Signore me lo hai fatto capire. Sono un misero peccatore da sempre. Non vengo a Dio nel mio nome, ma nel nome di Cristo. Io credo che Egli è il Figlio di Dio ed il Salvatore. Io accetto che Egli paghi per me ciò che io non potrò mai pagare per comprarmi la salvezza! Io ho messo in Cristo soltanto la mia fiducia affinché Lui mi salvi. Vado da Cristo a mani vuote, Gli confesso la mia miseria. Affido a Lui tutta la mia vita. Lo seguo!”. E qual è la risposta di Gesù: “Ed egli li guari!”. Capite? … Ma, meraviglia delle meraviglie: notate anche che cosa succede dopo!
5. I bambini. Qualcuno grida nel tempio! Chi è? I sacerdoti ed i fedeli scandalizzati? Forse, ma c’è qualcuno che nel Tempio grida ancora più forte. Chi? I bambini! I fanciulli! Oh, questo non è casuale. Gesù aveva sempre detto che “dei bambini è il regno dei cieli”. Anche loro non sono certo i tipi da far commercio con Dio, ma sono proprio loro che capiscono che cosa sta accadendo e cantano: “Osanna al Figlio di Davide!”. Che dice il versetto? “Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, viste le meraviglie che egli aveva fatto e i fanciulli che gridavano nel tempio dicendo: Osanna al Figlio di Davide!, ne furono indignati e gli dissero: Senti tu ciò che questi dicono?. Gesù disse loro: Si! Non avete mai letto: “Dalla bocca dei bambini e dei lattanti, tu ti sei procurato lode” (15,16). Si, il Regno di Dio è per coloro che come bambini sono pronti ad accogliere il dono di grazia che Iddio fa a ciascuno nella Persona di Gesù Cristo. Accogliere Cristo spontaneamente, con disponibilità, senza complicazioni, senza “pensare di essere chissà chi”, senza accampare pretese o meriti. “Così qual sono”, dice  un inno cristiano.
Ecco perché la fede cristiana non è seguire una religione: è seguire una persona, il Signore Gesù: Gesù Cristo è Qualcuno da conoscere e di cui avere fiducia.
Egli vuole esserci vicino, ha autorità per aiutarci, per perdonarci, per dichiararci giusti, per portare noi a Dio e Dio a noi, per includerci nella Sua volontà, per guidarci, per insegnarci, per essere il nostro esempio. Egli non ci lascerà mai soli, di Lui ci possiamo fidare. Egli ci può difendere. Egli intercede per noi. Egli ci fortifica. Egli può rispondere alle nostre emozioni. Egli può partecipare al nostro dolore, darci gioia, pace, speranza, amore. Gesù ha provato l’amore di Dio per noi perché per noi è morto, per noi è risorto dai morti. Egli può vivere la nostra vita in noi, portarci fino al cielo, assicurarci la salvezza. Cristo può fare questo, non “una religione”.

E la religione?

Certo la bibbia contiene pratiche religiose che servono o per indirizzarci verso Dio oppure per fornirci un modello per esprimere il nostro rapporto con Lui. Sia l’Antico che il Nuovo Testamento sono colmi di leggi religiose, di princìpi, di articoli di fede, di rituali. Se pensiamo alla religione come un’azione o una condotta che ci conduce a credere in Dio, ad aver rispetto per Lui e desiderio di compiacerGli, allora è buona. Essa serve come modello di dottrina e di fede, è un’esperienza condivisa, è l’espressione esteriore di una fede interiore.
La religione però è priva di valore se noi dipendiamo da azioni esterne per “essere a posto” con Dio. Sia prima che dopo la salvezza, non c’è alcuna quantità di conoscenza o di azioni religiose che ci possa salvare. La conoscenza e l’azione possono solo fornirci il modo per esprimere la nostra  personale fede in Cristo. E’ in questo senso che dobbiamo evitare ogni tentativo di “comprarci Dio”, ogni illusione di perfezionarci da soli, qualunque cosa che dispiaccia a Cristo.
La religione è pericolosa, non perché sia cattiva, ma perché spesso è sufficiente per farci rivolgere ad altre cose diverse da Cristo. La nostra tendenza è infatti quella di mettere da parte la fiducia in ciò che Cristo può fare per noi e sostituirla con ciò che noi riteniamo di poter fare per noi stessi.

Conclusione

salvezza

Attenzione dunque, non inganniamo noi stessi pensando che “una religione” ci salvi. Rituali, cerimonie, leggi, pratiche religiose, una conclamata moralità, di per sé stessi non ci possono salvare davanti a Dio. Il Signore Gesù era contro questa religione: per questo ha cacciato dal tempio “i venditori”. La fede cristiana è un modo di pensare e di vivere radicalmente diverso da ciò che una qualsiasi religione o non-religione ci suggerisca.

Quello che conta è il nostro personale rapporto con Colui che Dio ha mandato come artefice della nostra salvezza temporale ed eterna: il Signore Gesù Cristo. Abbandonando ogni pretesa ed ogni “commercio” con Dio, affidiamoci a Lui con fiducia ed ubbidienza, lasciamoci cambiare da Lui come Suoi fedeli discepoli: questo è ciò che più conta.
di Paolo Castellina 

” E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è piú vicina di quando credemmo. La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. “
(Romani 13:11-12)
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