Costringili ad entrare

Un sermone pronunciato la domenica mattina del 5 dicembre 1858,  
dal REV . C. H. Spurgeon 
Presso la Music Hall , Royal Gardens Surrey

“Va’ fuori per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, affinché la mia casa sia piena”Luca 14:23

Sento una tale fretta di andare fuori per obbedire a questo comandamento questa mattina, costringendo a venirequelli che ora stanno attardandosi nelle strade e lungo le siepi, che non posso aspettare per una presentazione del mio messaggio, ma devo immediatamente assolvere il mio compito.
Ascoltate dunque, o voi che siete estranei alla verità che è in Gesù, ascoltate il messaggio che  devo darvi. Voi siete caduti, caduti a causa del peccato di vostro padre Adamo; voi siete caduti anche a causa dei vostri peccati quotidiani e della vostra costante iniquità; voi avete provocato l’ira dell’Altissimo e, così come certamente avete peccato, altrettanto certamente Dio dovrà punirvi, se persevererete nella vostra iniquità; poiché il Signore è un Dio di giustizia, e in nessun modo  risparmierà i colpevoli.
Ma non avete udito? Non é stato rivelato per lungo  tempo nelle vostre orecchie, che Dio, nella sua infinita misericordia, ha concepito un modo per mezzo del quale, senza alcuna violazione del Suo onore, può avere pietà di voi, i colpevoli e gli indegni? Dico a voi; a voi è diretta la mia voce, o figli degli uomini; Gesù Cristo, Dio vero da Dio vero, è disceso dal cielo ed ha assunto le sembianze della carne peccatrice. Generato per mezzo dello Spirito Santo, nacque dalla Vergine Maria;  visse in questo mondo una vita di santità esemplare, e patì le più profonde sofferenzefinché alla fine si consegnò volontariamente per morire per i nostri peccati, “Il giusto per gli ingiusti per condurci a Dio”. Ed ora il piano di salvezza è semplicemente proclamato a voi, “Chiunque crede nel Signore Gesù Cristo sarà salvato!” Per voi, che avete violato tutti i precetti di Dio, ed avete disprezzato la sua misericordia e sfidato la sua vendetta, è ancora proclamata la Sua misericordia, poiché “chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato”. Poiché “certa è quest’affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù é venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo”, chiunque andrà a Lui non sarà cacciato fuori, perché “Egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di Lui vanno a Dio, vivendo per intercedere sempre per noi.”Ora ciò che Dio vi chiede,  e questo è Lui che ve lo dona, è che voi dovete guardare a Suo Figlio morente e sanguinante, e credere che le vostre anime sono nelle mani di Colui il cui nome è l’unico che può salvare dalla morte e l’inferno.
Non è una cosa incredibile, che l’annuncio di questo Vangelo non riceva l’unanime consenso degli uomini? Si potrebbe pensare che, non appena viene predicato questo: “affinché chiunque crede avrà la vita eterna”, tutti voi,”gettando via ogni uomo i suoi peccati e le sue iniquità,” afferrereste Gesù Cristo, e guardareste solo alla Sua croce.
Ma, ahimè!E’ così disperatamente malvagia la nostra natura, è così perniciosa la depravazione del nostro carattere, che questo messaggio viene disprezzato, l’invito al banchetto del Vangelo è respinto e, quest’oggi, ci sono molti fra voi che sono nemici di Dio a causa delle loro opere malvagie; nemici del Dio che oggi vi permette di ascoltare la predicazione di Cristo; nemici di Colui che ha mandato Suo Figlio per dare la Sua vita come riscatto per molti.  Questo fatto é strano e sconcertante, perché non dovrebbe essere cosi! Tuttavia è ciò, che si verifica e, di conseguenza, è necessario che si ubbidisca al comando del testo: “Costringili ad entrare”. Figli di Dio, per voi che avete già creduto avrò poco o niente da dire questa mattina; vado dritto al mio compito: devo inseguire quelli che non vogliono venire, quelli che si trovano per le strade e lungo le siepi e Dio mi sta accompagnando. Adesso il mio dovere è di ubbidire a questo comando: “Costringili ad entrare”. Prima di tutto devo trovarvi e, dopo, cercherò di costringervi ad entrare. 
I. In primo luogo, devo trovarvi
Se leggete i versetti che precedono il testo troverete un ampliamento di questo comando: “Va’ presto per le piazze e per le vie della città, e porta qua i poveri, gli storpi, gli zoppi ed i ciechi.” e poi, successivamente: “Va’ fuori, per le strade”, porta i mendicanti, i banditi, “e lungo le siepi”, porta quelli che non hanno un luogo per riposare la loro testa, e si trovano sotto le siepi per riposare, porta anche loro, e “costringerli ad entrare”. Sì, vi vedo questa mattina, voi che siete poveri. Sto per costringervi ad entrare.  Siete poveri e in ristrettezze, ma questo non è unostacolo per il regno dei cieli, perché Dio non ha esonerato dalla Sua grazia, l’uomo che rabbrividisce coperto di stracci, e che è privo di pane. Infatti, se vi è qualche distinzione, la distinzione è dalla vostra parte, e per il vostro bene, “A voi è inviata la parola di salvezza “; “Hanno predicato a loro il Vangelo per i poveri.”.
Ma soprattutto devo parlare a voi che siete poveri, spiritualmente.
Voi che non avete fede, non avete virtù, non  avete buone opere, non avete la grazia, e cosa anche peggio ancora della povertà, non avete speranza. Ah, il mio Maestro vi ha inviato un cortese invito. Venite e benvenuti alle nozze del Suo amore. “Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita”. Venite, io devo afferrarvi, sebbene voi siate contaminati con il più immondo sudiciume, e sebbene non abbiate nient’altro che stracci lerci per coprirvi il didietro; e sebbene la vostra stessa giustizia sia diventata come un panno sporco, ma devo prima afferrarvi, e addirittura anche costringervi ad entrare.
Ed adesso vi vedo di nuovo. Voi non siete solo poveri, ma siete anche monchi. C’è stato un tempo in cui avete pensato di poter lavorare alla vostra salvezza, senza l’aiuto di Dio, quando potevate compiere buone opere, partecipare alle funzioni religiose, per andare in cielo da voi stessi… ma ora siete storpi! La spada della legge vi ha mozzato le mani, e adesso non potete più compiere le opere di prima;  voi dite, con amarezza:
“Le migliori  imprese delle mie mani,
non ardiscono comparire davanti al Tuo trono”
Ormai avete perso ogni capacità di obbedire alla legge; voi sentite che quando vorreste fare il bene, in voi è presente il male. Voi siete monchi,  avete rinunciato, come vana speranza, ad ogni tentativo di salvarvi, perchésiete monchi e le vostre braccia sono andate. Ma voi siete in condizioni peggiori di tutto questo, perchè  non solo non siete più in grado di lavorare, a  modo vostro, verso il cielo, ma non potete neanche camminare, a modo vostro, lungo la strada della fede perché siete monchi dei piedi come siete monchi delle mani; voi sentite che non potete credere, che non potete pentirvi, che non vi è possibile ubbidire alle richieste del Vangelo. Voi sentite che siete completamente rovinati,  impotenti sotto tutti gli aspetti per fare qualsiasi cosa che può essere gradita a Dio.Infatti state gridando:
“Oh, se potessi credere,
Allora tutto sarebbe facile,
Vorrei, ma non posso, Signore soccorrimi,
il mio aiuto deve venire da Te”.
Anche per voi sono stato inviato. Davanti a voi devo alzare il vessillo insanguinato della croce, davanti a voi io sto predicando questo Evangelo: “chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato”; e davanti a voi io sto gridando “chiunque vuole, prenda in dono dell’acqua della vita”.
C’è, ancora, un’altra categoria. Voi che siete zoppi. Voi che siete zoppicanti fra due opinioni. Voi, che, a volte, siete seriamente attratti da un’inclinazione di fede, e che, a volte, vi fate trascinare via da un’allegria mondana. Quei piccoli progressi che fate nella religione non sono altro che i passi di uno zoppo. Avete un pò di forza, ma questa è cosi poca che fate progressi con fatica. Ah, fratelli zoppicanti, questa parola di salvezza è anche per voi. Sebbene  zoppicanti tra due opinioni, il Maestro mi manda a voi con questo messaggio: “Fino a quando zoppicherete dai due lati? Se il Signore è Dio, seguitelo; se invece lo é Baal, seguite lui.” Riflettete sulle vostre vie; “Metti in ordine la tua casa; perché tu morrai; non guarirai.” “Poiché  io farò questo, preparati, a incontrare il Tuo Dio, o Israele, !” Non continuate a zoppicare a lungo, ma deciditevi per Dio e per la Sua verità.
Vedo un’altra categoria: i ciechi. Si, voi che non potete vedere voi stessi, che vi credete buoni mentre siete pieni di male, che cambiate l’amaro in dolce, e il dolce in amaro, che cambiate le tenebre in luce e la luce in tenebre; a voi io sono stato inviato. Voi, anime cieche che non potete vedere il vostro stato di perdizione, che non potete credere che il peccato sia così oltremodo oltraggioso come invece è, e che non volete persuadervi che Dio è giusto e retto, a voi sono stato mandato. Anche a voi che non potete vedere il Salvatore, che non vedete nessuna bellezza in Lui che potrebbe farvelo desiderare; a voi che non vedete il pregio nella virtù che non si gloria nella religione, nessuna felicità nel servire Dio, nessun diletto nell’essere Suoi figli; anche a voi io sono stato mandato. A chi non sono stato inviato se prendo il mio testo? Si, perchè esso  va oltre tutto questo, non dà solo una particolare descrizione, in modo che si possa incontrare ogni singolo caso, ma in seguito fa una ricerca generale, e dice: “Va’ fuori per le strade e lungo le siepi”. Qui lo portiamo a tutti i ceti e a tutte le condizioni umane:  il nobile che cammina a cavallo per le strade, la donna che si affatica nel suo lavoro, il ladro che tende un agguato al passante. Tutti questi si trovano per le strade, e tutti devono essere costretti ad entrare. E  laggiù, lungo le siepi, si nascondono alcune povere anime bisognose a cui sono stati spazzati via i rifugi per sdraiarsi, e che sono alla ricerca di un piccolo riparo dove appoggiare le loro teste stanche; anche a voi siamo stati mandati questa mattina. Questo è il comando universale: “costringili ad entrare.”
Ora, mi soffermo un attimo, e dopo aver descritto i personaggi che sto cercando, mi soffermo per guardare l’immane compito che mi trovo di fronte. Disse bene Melantone quando affermò: “Il vecchio Adamo è troppo forte per il giovane Melantone”. Così come un bambino potrebbe cercare di convincere un Sansone, io cercherò di condurre un peccatore alla croce di Cristo! E tuttavia il mio Maestro mi invia per questo incarico. Ecco, io vedo davanti a me la grande montagna della corruzione umana e della stolta indifferenza, ma per fede io grido: “Chi sei tu, o grande monte? davanti a Zorobabele tu diventerai pianura.”. Il mio Maestro mi dice “costringili ad entrare”? Quindi, sebbene il peccatore  sarà come un Sansone ed io come un bambino, lo condurrò con un filo. Se Dio  dice di farlo  e se io lo affronterò con fede, ci riuscirò. E se, così, quest’oggi, con un cuore gemente, lottando e piangendo,cercherò di costringere i peccatori a venire a Cristo e le dolci costrizioni  dello Spirito Santo accompagnarannoogni parola, alcuni,  effettivamente,  saranno costretti a entrare.
 II. E adesso all’ opera, direttamente all’ opera

Uomini e donne non convertiti, non riconciliati, non rigenerati, sto per COSTRINGERVI AD ENTRARE.Permettetemi, innanzitutto, di accostarvi nelle le vie del peccato e dirvi, ancora una volta, la mia missione. Il Re del cielo, questa mattina, vi invia un generoso invito. Egli dice, “Com’è vero ch’io vivo – dice Dio, il Signore – io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva.”, “Venite, e discutiamo – dice il Signore – anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana.”.
Caro fratello, il mio cuore è reso gioiso nel pensare che ho tali buone notizie per te, ma confesso che la mia anima è pesante perché tu non pensi che esse siano buone notizie, ti allontani da esse e non le prendi in debita considerazione. Permettimi di raccontarti quello che il Re ha fatto per te.  Egli conobbe la tua colpa, previde che ti saresti rovinato. Sapeva che la Sua giustizia avrebbe richiesto il tuo sangue, ma allo scopo che questa morte potesse essere evitata, affinché la giustizia potesse avere il suo corso e che tu potessi essere salvato, Gesù Cristo è morto. Guarda, anche solo per un momento, questa scena: vedi quell’Uomo là,  in ginocchio nel giardino del Getsemani, che sta sudando gocce di sangue. Guarda la prossima scena, vedi quell’ infelice sofferente legato ad un palo e frustato con terribili flagelli, finché le ossa della spalla si vedono come  bianche isole in mezzo ad un mare di sangue. Guarda ancora una volta a questa terza scena, é lo stesso Uomo, appeso alla croce con le sue braccia aperte e con i piedi inchiodati  saldamente,  mentre  muore,  gemendo, sanguinante… ma ascoltalo anche parlare, Egli dice: “È compiuto.”. Ora Gesù Cristo di Nazareth ha fatto tutto questo allo scopo che Dio potesse perdonare il peccato nel rispetto della Sua giustizia, e il messaggio per te,  di questa mattina,  è  “Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato.”.  Questo significa fidarti di Lui, rinunziare alle tue opere, alle tue vie, e affidare il tuo cuore a quest’Uomo, che diede se stesso per i peccatori.
Bene fratello, ti ho dato il messaggio, cosa rispondi? Mi volti le spalle? Mi dici che non ti riguarda, che non puoi ascoltarlo; che mi ascolterai tra breve, ma che, oggi, intanto, seguirai le tue vie e te ne andrai al tuo podere e al tuo commercio? Fermati fratello,  non mi è stato detto semplicemente di parlarti e poi di tornare alle mie attività. No, mi è stato detto di costringerti ad entrare; e  permettimi di farti osservare, prima che io vada oltre, che c’è una cosa che posso affermare,  e della quale  Dio mi é testimone questa mattina, che ho un fervente desiderio che tu obbedisca a questo comando di Dio. Puoi anche disprezzare la salvezza della tua anima, ma io non la disprezzo; puoi anche andare via e dimenticare tutto ciò che  hai udito, ma  ti prego di ricordare che le cose che  io ora sto dicendoti, mi sono costate molte sofferenze,  prima che venissi qui per annunciartele. E dalla parte più intima della mia anima che ti sto parlando, mio povero fratello, e ti prego, per Colui che visse, morì e che ora vive e vivrà per sempre: considera il messaggio che il  mio Maestro mi ha mandato ad annunziarti.
Ma continui a respingerlo? Lo rifiuti ancora? Allora, per qualche minuto devo cambiare il mio tono. Non ti rivolgerò più, semplicemente, il messaggio d’invito, con sincerità e affetto, farò di più. Peccatore, in nome di Dio, ti ordino di ravvederti e di credere! Mi chiedi da dove viene questa mia autorità? Io sono un ambasciatore del cielo. Alcune delle mie credenziali sono nascoste e si trovano nel mio stesso cuore, altre, invece, sono davanti ai tuoi occhi e costituiscono il suggello del mio ministero,  sono tutti coloro che siedono e che sono in piedi in questa sala, che il Signore si è compiaciuto di donarmi come ricompensa. Poiché Dio, il solo Eterno, é Colui che mi ha dato l’incarico di predicare il Suo Evangelo, io ti ordino di credere nel Signore Gesù Cristo; non per la mia  autorità, ma per l’autorità di Colui che disse, “Andate per tutto il mondo e predicale l’Evangelo a ogni creatura,” e che aggiunse a questo solenne proclama: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.”.  Respingi pure il mio messaggio, ma ricorda: “chi trasgredisce la legge di Mosé viene messo a morte senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. Di quale peggiore castigo, a vostro parere, sarà giudicato degno colui  che  avrà calpestato  il Figlio di  Dio?”.
Un ambasciatore non è certo inferiore a coloro con i quali parla, anzi, ha una posizione molto più alta. Se il ministro sceglie di assumere il posto che gli compete, rivestito dell’onnipotenza di Dio, e consacrato con la Sua santa unzione, comanderà agli uomini e parlerà loro con tutta l’autorità, costringendoli ad entrare: “convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza”.
Ma tu vai via e dici che non vuoi accettare ordini? Allora cambierò ancora una volta il mio tono. Se non mi avvalessi di tutti gli altri mezzi, potrei esserne giudicato. Fratello mio, vengo con una semplice espressione per esortarti a correre a Cristo. O fratello mio, sai quanto sia amorevole Cristo? Lascia che con tutta l’anima mia ti dica ciò che io so di Lui. Anch’io un tempo lo disprezzai. Bussò alla porta del mio cuore e mi  rifiutai di aprirgli. Egli venne a me, un numero infinito di volte, mattina dopo mattina e sera dopo sera; toccò la mia coscienza e mi parlò per mezzo del Suo Spirito e quando, finalmente, i tuoni della legge prevalsero con fragore nella mia coscienza, pensai che Cristo fosse crudele e spietato. Oh non potrò mai perdonarmi di aver pensato una cosa tanto malvagia di Lui. Ma quale amorevole accoglienza ebbi, quando andai da Lui. Credevo che mi avrebbe percosso, ma la Sua mano non si chiuse nella collera per colpirmi, si spalancò per la misericordia.  Io ero completamente sicuro che dai Suoi occhi avrebbero dardeggiato lampi di ira verso di me, ma al loro posto c’erano occhi pieni di lacrime. Egli si gettò al mio collo e mi baciò; tolse i miei stracci e mi rivestì della Sua giustizia portando la mia anima a cantare ad alta voce dalla gioia, mentre nella casa del mio cuore e nella casa della Sua chiesa, c’erano musica e danze perché il figlio che era perduto era stato ritrovato, e colui che era morto era tornato a vita. Io ti esorto, dunque, a guardare a Gesù Cristo e ad esserne illuminato. 
Peccatore, non te ne pentirai, te lo garantisco a nome del mio Maestro  che non te ne pentirai,  non desiderai mai più tornare al tuo stato di condanna;  uscirai dall’Egitto, ed entrerai nella terra promessa e troverai il luogo dove scorrono il latte e il miele. Vedrai che le prove della vita cristiana saranno pesanti, ma scoprirai che la grazia le renderà leggere. E se ti sto mentendo riguardo alle gioie e alle delizie di essere un figlio di Dio, tu potrai rimproverarmelo nei giorni che verranno. Se gusterai e vedrai quanto il Signore è buono, sono certo che scoprirai che Lui non è solo buono, ma migliore di quanto  labbra umane saranno mai in grado di descrivere.
Non conosco quali argomenti debba usare con te. Mi appello al tuo proprio interesse. Oh mio povero amico mio, non sarebbe meglio per te essere riconciliato con l’Iddio del cielo che essere un Suo nemico? Cosa pensi di ottenere opponendoti a Dio? Sei più felice di essere un Suo nemico? Rispondimi, o tu che ricerchi il piacere, hai trovato qualche diletto in quella coppa? Rispondimi o gaudente, hai trovato piacere in questo calice? Rispondimi o ipocrita, hai trovato riposo alle piante dei tuoi piedi in tutte le tue opere? Oh tu che cerchi di stabilire la tua giustizia, ti sfido a lasciare parlare la tua coscienza. Puoi dirmi che si tratta di un sentiero felice? Ah amico mio, “Perché spendete denaro per ciò che non è pane? e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò che è buono, gusterete cibi succulenti!”. Ti esorto per quanto c’é di più sacro e solenne, per ogni cosa che è importante ed eterna di salvarti la vita, non voltarti indietro, non rimanere nella pianura. Non darti pace finché non avrai provato e trovato interesse per il sangue di Gesù Cristo, quel sangue che ci purifica da ogni peccato.
Sei ancora freddo ed indifferente? Il cieco non mi permetterà di condurlo alla festa? Il mio fratello strorpio non metterà la sua mano sopra la mia spalla e mi permetterà di aiutarlo al banchetto? Il povero non mi permetterà di camminare fianco a fianco con lui? Devo usare parole ancora più forti. Devo usare qualche altro argomento per costringervi ad entrare? Peccatori, questa é l’unica cosa di cui sono certo stamani, se non sarete salvati, non avrete scuse! Voi, che avrete i capelli grigi, ed anche voialtri che siete ancora dei bambini: tutti voi! Se quest’oggi non vi afferrate a Cristo, il vostro sangue ricadrà solamente sul vostro capo. Se è in potere di un uomo di portare alla salvezza il suo compagno, (come si verifica quando c’é  l’aiuto dello Spirito Santo) se Dio mi sta aiutando, quel potere l’eserciterò questa mattina.
Venite, non voglio essere scacciato dai vostri rifiuti, se le mie esortazioni non bastano, proverò qualcos’altro. Fratelli miei VI SUPPLICO, vi supplico fermatevi e riflettete. Vi rendete conto cosa state rifiutando questa mattina? State respingendo Cristo, il Vostro unico Salvatore. “Nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto”, “poiché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi possiamo essere salvati.”.
Fratelli miei, non posso sopportare che voi facciate questo, perchè io ricordo ciò che state dimenticando: si avvicina il giorno in cui vorrete un Salvatore! Presto i mesi faticosi avranno fine, e le vostre forze inizieranno a diminuire,  il vostro polso diverrà sempre più debole, le forze se ne andranno, e vi troverete faccia a faccia con quel mostro che è la morte e che dovrete affrontare tutti. Cosa farete tra i flutti impetuosi del Giordano senza un Salvatore? I letti di morte sono una desolazione se non c’è il conforto del Signore Gesù Cristo. Morire è terribile per chiunque; anche colui che ha la migliore speranza e la fede più trionfante, si rende conto che la morte non è una cosa  su cui si possa ridere. E’ una cosa terribile passare dal mondo visibile a quello invisibile, dal mortale all’immortale, dal tempo all’eternità. Come farete a oltrepassare le porte di ferro della morte senza l’aiuto dei dolci angeli che vi conducono fino alle porte del cielo? Sarà una cosa tremenda morire senza Cristo. Non posso evitare di pensare a te. Ti vedo, stamani, mentre stai tentando il suicidio e mi immagino in piedi al tuo capezzale; sentendo le tue grida e sapendo che stai morendo senza speranza, non posso rassegnarmi. Mi vedo accanto alla tua bara adesso, mentre sto guardando la tua faccia fredda e pallida, e dico: “Quest’uomo ha disprezzato Cristo e ha rifiutato la Sua grande salvezza”. Penso che verserò le lacrime più amare in quel momento se dovrò ammettere di essere stato infedele verso di te, e se quegli occhi, ormai serrati dalla morte, mi rimprovereranno dicendo: “Pastore, sono stato nella sala dove predicavate, ma non siete mai stato sincero con me; mi avete fatto trascorrere delle ore piacevoli quando predicavate, ma non mi avete mai scosso con le vostre suppliche. Non conoscevate cosa intendesse Paolo quando disse: “Come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.””.
Ti supplico, lascia che questo messaggio penetri nel tuo cuore per un’altra ragione. Mi immagino ai piedi della corte di Dio. Così come è vero che il Signore vive, il giorno del giudizio sta arrivando. Ci credi? Tu non sei un infedele; la tua coscienza non ti permetterebbe di dubitare della Scrittura. Forse hai creduto di poterlo fare, ma non puoi. Tu senti che ci sarà un giorno in cui Dio giudicherà il mondo con giustizia. Ti vedo in piedi, in mezzo a quella moltitudine, e l’occhio di Dio è fisso su te. Ti sembra che Dio non stia guardando da nessun’altra parte, ma solo verso di te, ti chiama davanti a Sé, legge i tuoi peccati, e grida: “Va’ via da me, maledetto, nel fuoco eterno, all’inferno!”. Mio ascoltatore, non posso sopportare di pensarti in quello stato; mi si rizzano i capelli in testa nel pensare che anche uno solo di voi che mi state ascoltando sarà dannato. Vi immaginate in quella condizione? La parola è già stata pronunciata “Allontanatevi maledetti!”. Vedete la fossa come si apre per inghiottirvi? Sentite le grida e le urla di coloro che vi hanno preceduto a quel luogo di eterni tormentiInvece di dipingervi la scena, mi rivolgo a voi con le parole ispirate del profeta, e vi dico, “Chi di noi potrà resistere al fuoco divorante? Chi di noi potrà resistere alle fiamme eterne?”.
Oh, fratelli miei, non posso farvi mettere da parte la religione in questo modo; no, io penso a quello che avverrà dopo la morte. Sarei il peggiore degli uomini se dovessi vedere una persona che sta per avvelenarsi e non mi precipitassi a strappargli di mano la coppa per buttarla via; o se vedessi un altro sul punto di gettarsi dal London Bridge, e non lo aiutassi per impedirgli di farlo; e dovrei essere peggio del demonio se ora, con tutto l’amore, la gentilezza e il fervore che possiedo non vi supplicassi di “afferrare la vita eterna”, “adoperati non per il cibo che perisce, ma per la carne che dura in vita eterna.”.
Alcuni “ipercalvinisti” mi avrebbero detto che io sono in errore predicando cosi. Non posso farci nulla. Lo devo fare. Poiché, nell’ultimo giorno, dovrò presentarmi davanti al mio Giudice, sento che non darei una piena  prova del mio ministero se non supplicassi con molte lacrime voi che volete essere salvati e a voi che non volete guardare a Gesù Cristo per ricevere la Sua gloriosa salvezza.
Ma, nemmeno tutto questo giova? Sono tutte le mie suppliche cadute a vuoto su voi; fate i sordi? Allora cambio un’altra volta il mio tono. Peccatori, io vi ho supplicato come un uomo può supplicare un suo amico, e se si fosse trattato della mia propria vita non avrei potuto parlare con maggiore serietà di quanto ho fatto questa mattina per la vostra. Io ho a cuore la salvezza dell’anima mia, ma non di più di quanto l’abbia per quelli di questa congregazione,   che stamani mi ascoltano; e quindi, se per voi non bastano le mie suppliche, ho qualcos’altro: devo minacciarvi. Non avrete sempre simili avvertimenti. Verrà il giorno in cui tacerà la voce di ogni ministro dell’Evangelo, almeno per voi; poiché le vostre orecchie diventeranno fredde nella morte. Non ci sarà nulla di più spaventoso, sarà l’adempimento di tutte le minacce. Non ci sarà più nessuna promessa, nessuna dichiarazione di perdono o di misericordia; non ci sarà più il sangue di Cristo che parla di pace, ma vi ritroverete nel luogo dove il giorno del riposo è totalmente inghiottito nelle notti di sofferenza eterna, e dove la predicazione dell’Evangelo è vietata perché sarebbe inutile. Io vi scongiuro, dunque,  ascoltate questa voce che sta parlando alle vostre coscienze; perchèo altrimenti, Dio vi parlerà nella sua ira, e vi dirà nel suo ardente furore: “Poiché, quando ho chiamato avete rifiutato d’ascoltare, quando ho steso la mano nessuno vi ha badato, anzi avete respinto ogni mio consiglio e della mia correzione non ne avete voluto sapere, anch’io riderò delle vostre sventure, mi farò beffe quando lo spavento vi piomberà addosso”. Peccatori, vi minaccio di nuovo. Ricordate che potrebbe essere per poco tempo ancora che potrete udire avvertimenti come questi. Pensate che la vostra vita sarà lunga ma non sapete quant’è breve? Avete mai provato a pensare a quanto siete fragili? Avete mai visto un corpo umano sezionato dall’anatomista? Avete mai visto quanto è meravigliosamente strutturato il corpo dell’uomo?

“Strano,  un’arpa a mille corde,
la conservereste accordata così a lungo “

Ma  lasciate che anche una sola di quelle corde venga deformata, lasciate che un boccone di cibo vada di traverso, e potrete morire. L’evento più insignificante può inviarvi dritti verso la morte, quando Dio lo vuole. Gli uomini più forti sono stati uccisi a causa di incidenti ridicoli, e questo potrebbe accadere anche a voi. Perfino in Chiesa, nella casa di Dio, degli uomini sono morti. Quanto volte abbiamo sentito di uomini che, mentre camminavano per la strada, sono stati colpiti all’improvviso e sono rotolati fuori dal tempo verso l’eternità. Siete sicuri che il suono del vostro cuore sia normale? Che la vostra circolazione sanguigna funzioni alla perfezione? Siete sicuri di tutto ciò? E se anche fosse cosi, per quanto tempo ancora durerà? Probabilmente ci sono alcuni di voi qui  che vedranno mai il giorno di Natale, può essere che il decreto sia già uscito “Poni in ordine la tua casa; perché tu morrai; non guarirai”. Potrei dirvi con esattezza quanti, di coloro che frequentavano questa grande congregazione,  sono morti nell’ultimo anno; ed è certo che non ci sarà più un’altra assemblea identica a questa di oggi. Alcuni tra questa grande folla, forse due o tre, se ne andranno prima dell’inizio del nuovo anno. Vi ricordo, fratelli miei, quindi, che la porta della salvezza potrebbe chiudersi e che vi potreste ritrovare lontano dal luogo dove si trova la porta della misericordia.
Venite, allora, lasciate che le minacce vi persuadano. Non vi dico queste cose per impaurirvi senza motivo, ma nella speranza che la minaccia di un fratello vi spinga ad entrare  nel luogo dove Dio ha preparato la festa del Vangelo. E adesso devo  andare via senza speranza? Ho esaurito tutto quello che potevo dire? No, io verrò nuovamente a te. Dimmi cos’è, fratello mio, che ti tiene separato da Cristo. Ho sentito qualcuno dire: “Oh, signore,è perché mi sento troppo in colpa.”. Non può essere, amico mio, non può essere questo il motivo. “Ma, signore, sono il primo dei peccatori.” Amico, non lo sei! Il primo fra i peccatori è morto ed é andato al cielo molti anni fa; il suo nome era Saulo da Tarso, che in seguito venne chiamato l’Apostolo Paolo, era lui il primo dei peccatori perché so che disse la verità quando affermò “Gesù Cristo é venuto per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo”. Ma tu continui a dire: “No, io sono troppo spregevole.” Eppure tu non puoi essere più spregevole del capo dei peccatori. Al massimo potresti essere al secondo posto. E supponendo che tu sia il peggiore dei peccatori viventi, sei sempre al secondo posto perché è stato lui il capo. Ma, supponendo che tu sia il peggiore, non é proprio questo il vero motivo per cui tu dovresti venire a Cristo? Più un uomo è malato, e a maggior ragione dovrebbe recarsi all’ospedale o andare dal medico. Più povero sei, e a maggior ragione dovresti accettare la carità di un altro. Ora, Cristo non vuole  i tuoi meriti. Egli dona gratuitamente. Peggiore tu sei, più tu sei benvenuto. Ma permetti che ti faccia una domanda, pensi che potresti migliorare tenendoti lontano da Cristo? Se credi in questo, conosci veramente poco o nulla della via della salvezza. No, signore, più tempo passa, peggiore diventi; la tua speranza sarà sempre più debole, mentre la tua disperazione si rafforzerà; gli artigli con i quali Satana ti ha assicurato verso il basso saranno serrati sempre di più, e la speranza ti lascerà del tutto. Vieni, ti supplico, ricordati che non c’è niente da guadagnare indugiando; ma, che è  proprio indugiando che puoi perdere tutto.
Ma,  esclama un altro ,“Io non riesco a credere.”. Amico mio, non crederai mai se  guardi come prima cosa alla tua fede. Ricorda, io non sono venuto per invitarti alla fede, ma sono venuto per invitarti a Cristo”. Mi dirai: “Qual è la differenza?”. Questa, perchè, se come prima cosa dici “voglio credere a questa cosa”, ti assicuro che non ci riuscirai mai! La tua prima domanda deve essere, “Cos’è questa cosa in cui devo credere?”. Allora la fede verrà come una conseguenza della tua ricerca. La nostra cosa principale non ha a che fare con la fede, ma con Cristo. Vieni, ti supplico, sul monte Calvario, e guarda la croce. Guarda il Figlio di Dio, Colui che ha fatto i cieli e la Terra che sta morendo per i tuoi peccati. Guarda a Lui, non c’é in Lui potenza per salvarti? Guarda il suo volto cosi pieno di compassione. Non c’é amore nel Suo cuore per dimostrarti che Egli è disposto a  salvarti? Sicuramente, o peccatore, la visione di Cristo ti aiuterà a credere. Non devi credere prima e, poi andare a Cristo, altrimenti quella fede sarà una cosa senza valore; vai a Cristo, senza alcuna fede, nuotando o affogando, e gettati su di Lui.
Ma sento un’altra esclamazione: “Oh signore, non sapete quante volte sono stato invitato, e quante volte ho rifiutato il Signore!”. Non lo so, e non voglio saperlo; tutto  quello che so è che il mio Maestro mi ha mandato per costringerti ad entrare, e per questo sono venuto da te. Tu potresti aver rifiutato un migliaio di inviti, non fare di questo il milleunesimo! Sei venuto spesso nella casa di Dio, e sei stato solo indurito dal Vangelo. Non vedo nemmeno una lacrima nei tuoi occhi; vieni fratello mio, non essere indurito anche dal sermone di questa mattina. Oh, Spirito del Dio vivente vieni a sciogliere questo cuore che non è mai stato sciolto, e a costringerlo ad entrare!
Io non posso lasciarti andare con delle inutili scuse come queste, se hai vissuto tanti anni offendendo Cristo, ci sono tante ragioni per cui, ora, non dovresti più farlo. Ma, ti sento sussurrare che questo non é un momento opportuno? E quando sarà mai il momento opportuno? Sarà quanto ti ritroverai già all’Inferno?  Sarà  quello  il  momento più opportuno? Sarà quando giacerai sul tuo letto di dolore, mentre la morte ti soffoca già la gola,  sarà quello? O sarà quando il sudore della febbre brucerà sulla tua fronte; o quando  il sudore freddo diventerà viscido nella morte, sarà quello il momento opportuno? Quando i dolori diverranno lancinanti, e tu sarai sul margine della tomba? No, signore, non sarà allora, questa mattina è il momento opportuno! Possa Dio renderlo tale. Ricordate, io non ho nessuna autorità per chiedervi di venire a Cristo domani. Il Maestro non vi ha dato alcun invito per il prossimo Martedì. L’invito é, “Oggi se udite la Sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione”, poiché lo Spirito dice “oggi”, “Venite, e discutiamo assieme,” perché dovreste rimandare? Potrebbe essere l’ultimo avvertimento che avrete. Rifiutatelo, e voi potreste non piangere mai più in chiesa. Potreste non avere mai più la possibilità di udire un discorso così serio indirizzato esattamente a voi. Potreste non essere più implorati come io sto implorando voi. Potrete andare via e Dio  potrebbe dire: “si è unito agli idoli, lascialo solo.” Egli potrebbe lasciare andare le vostre briglie e allora sareste liberi di seguire il vostro corso, si, sicuramente liberi di andarvene verso una rapida perdizione e all’eterna distruzione.
Ed ora é di nuovo tutto invano? Non volete venire ora a Cristo? Allora cosa posso fare? Ho solamente un’altra risorsa, e anche questa proverò.
Posso essere autorizzato a piangere e a pregare per voi. Potrete disprezzare questo modo di predicare, se volete potrete ridere del predicatore, potrete anche definirlo fanatico, se volete, io non vi rimprovererò, non porterò alcuna accusa contro di voi davanti al grande Giudice. La vostra offesa, per quanto mi riguarda, è perdonata prima che sia commessa; ma ricordatevi che il messaggio  di questa mattina che state rifiutando è un messaggio che viene da Uno che vi ama, e che vi è dato dalle labbra di uno che anch’egli vi ama. Vi ricordo che potete giocarvi la vostre anime  con il diavolo, potete pensare distrattamente che la questione non ha nessuna importanza, ma vi assicuro che qui c’è qualcuno che tiene seriamente alle vostre anime, uno che prima di venire qua ha dovuto lottare con il suo Dio per ottenere la forza per predicarvi, e  che, quando se ne sarà andato da questo luogo non si dimenticherà di coloro che lo hanno ascoltato questa mattina. Ripeto, quando le parole falliscono possiamo offrire lacrime al posto di parole, e le lacrime sono le armi con cui i ministri del Vangelo costringono gli uomini ad entrare. Tu non sai, e suppongo che non potresti credere, come è in ansia un uomo che Dio ha chiamato al ministero e come sia preoccupato del bene della sua congregazione, e soprattutto per alcuni fra loro.
Qualche giorno fa ho saputo di un giovane che per lungo tempo ha frequentato questo luogo, e la speranza di suo padre era che potesse essere portato a Cristo. Però, egli conobbe un inconvertito e, adesso, trascura i suoi doveri e vive giornalmente nel peccato. Ho visto il volto pallido del suo povero padre e non ho potuto nemmeno chiedergli i particolari della vicenda,  poiché mi rendevo conto che il suo dolore si sarebbe acuito se avessi riaperto la ferita; temo che, quel buon uomo dai capelli bianchi, possa essere portato alla tomba da quel dolore. Giovani, voi non pregate per voi stessi, ma le vostre madri lottano per voi. Voi non volete curarvi della vostra anima, ma i vostri padri sono in ansia per voi. Sono stato a degli incontri di preghiera ed ho sentito le preghiere d’intercessione dei figlioli di Dio, non avrebbero potuto pregare con più serietà, intensità e angoscia nemmeno se fossero stati in cerca della salvezza per la loro stessa anima. E non è strano che noi siamo pronti a muovere il cielo e la terra per la vostra salvezza, mentre voi non  avete alcun pensiero per voi stessi e nessun riguardo per le cose eterne?
Infine, mi rivolgo per un momento ad alcuni qui dentro. Vi sono alcuni fra voi qui, membri di chiese Cristiane, che si professano credenti ma, a meno che io mi sbagli, e sarei felice di farlo,  la vostra professione di fede é una menzogna. Non ne siete all’altezza, la state disonorando; voi potete vivere nella consuetudine di assentarvi dalla casa di Dio, ma non in peccati peggiori di questo.
Ora, io chiedo, a quanti di voi che non onorate la dottrina di Dio vostro Salvatore, come possiate immaginare di chiamarmi vostro pastore, senza pensare che la mia anima non tremi e pianga per voi in segreto? Ma ancora una volta, dico che potrebbe essere la poca importanza che voi date al modo in cui contaminate le vesti della vostra  cristianità, ma questa è una grande preoccupazione per quelli che testimoniano Dio che sospirano, piangono e gemono a causa delle  iniquità di coloro che si professano cristiani e non lo sono.
Ora, cos’altro rimane al ministro se non pianto e preghiera? Si, c’è un’altra cosa. Dio non ha dato ai suoi servi il potere della rigenerazione, ma ha concesso loro qualcosa di simile.  E’ impossibile per un uomo rigenerare il suo prossimo; e allora, come sono gli uomini nati da Dio? L’apostolo Paolo, non  dice di uno che egli aveva “generato” nelle sue catene? Ora il ministro ha un potere, datogli da Dio, di essere considerato sia padre che madre da coloro che sono nati da Dio, poiché l’apostolo disse che sentì le doglie del parto finché Cristo non fu formato in loro. Cosa possiamo fare, allora? Possiamo appellarci allo Spirito Santo. So di avere   predicato  il Vangelo, so che l’ho predicato con fervore; adesso sfido il mio Maestro ad onorare la sua promessa! Ha promesso che la Sua parola non sarebbe tornata indietro senza effetto, e non lo farà. Ora è nelle Sue mani, e non nelle mie.
Io non posso costringervi, mentre tu o Spirito di Dio, che hai la chiave del cuore, tu puoi costringere. Avete mai notato quel capitolo dell’Apocalisse, dove viene detto: “Ecco, io sto alla porta e busso”, pochi versi prima, la stessa persona è descritta come Colui “che ha la chiave di Davide”. Così se il suo bussare non gioverà, Egli ha le chiavi e potrà entrare. Perciò, se per conquistarti non basterà il bussare di un ministro zelante, rimane ancora l’apertura segreta del cuore che può compiere lo Spirito Santo, in modo che tu sarai costretto ad entrare.
Ho cercato di compiere il mio dovere con voi come se dovessi farlo da solo; ora lascio tutto nelle mani del mio Maestro.
Non può essere nel Suo volere, che si debba subire ancora le doglie del parto, e non partorire nemmeno un figlio spirituale. Ora è tutto in Lui; Egli è padrone del cuore, e la giornata rivelerà, che alcuni fra voi, costretti dalla grazia sovrana, sono divenuti prigionieri, disposti a tutto per Gesù, il Conquistatore, e che i vostri cuori si sono piegati a Lui dopo avere ascoltato il sermone di questa mattina.

firma
 Traduzione  a cura di:  Consapevoli nella Parola 

 

“E l’angelo mi disse: «Scrivi: “Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell’Agnello”». Poi aggiunse: «Queste sono le parole veritiere di Dio».”
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