L’opportunità di una visione


Il messaggio contenuto nel capitolo 37 del libro di Ezechiele è la magnifica parola che Dio ha usato e che ancora oggi usa per infondere una visione di vita e di speranza a chi ha perduto ogni speranza; e dovunque Dio ha ritenuto di doverla ripresentare come un messaggio attuale, essa è stata sempre il preludio di miracoli straordinari.
La prima volta che questo messaggio venne lanciato, Dio voleva che fosse rivolto al popolo di Israele deportato in Babilonia affinché credesse alla promessa della loro prossima liberazione, ritorno e ristabilimento come nazione unita, prospera ed indipendente. Erano stati smembrati, dispersi a forza in un vasto impero, affinché perdessero la loro identità nazionale, culturale e religiosa, erano passati decenni dopo decenni, ed avevano perduto ogni speranza di ritornare ad essere quello che erano un tempo. Si dichiaravano sconfitti definitivamente. Ecco però la voce potente di un profeta di Dio che annuncia loro che niente e nessuno può ostacolare i propositi di Dio, che Dio non fallisce nell’adempimento delle Sue promesse, e che essi vedranno presto la loro prossima risurrezione miracolosa come popolo.
Ai più questo pareva assurdo ed impossibile, come pensare che fosse possibile rimettere insieme le ossa di coloro che sono morti da lungo tempo, far ricrescere su di esse la carne e i nervi, e rivederli saltare in piedi come veri uomini e donne pieni di vita. A Dio però nulla è impossibile, e quello che promette Egli realizza anche se a noi pare un sogno assurdo. Quanti sogni apparentemente assurdi, però, si sono realizzati! E quanto Dio aveva loro annunciato Egli l’avrebbe di fatto realizzato. La visione sarebbe diventata per il popolo un potente magnete che per dare loro forza, speranza ed azione.
Questo messaggio Dio lo ha usato molte volte per trasformare chiese di cristiani nominali in palese decadenza e prive di forza ed entusiasmo in un esercito di cristiani viventi e consacrati, strumento di opere potenti alla gloria di Dio. Si, perché il Signore può e vuole risvegliare a novità di vita quelle chiese che hanno perduto la loro vita spirituale e la capacità di essere effettivamente utili alla causa del loro Signore.
Dio ha usato molte volte il messaggio di Ezechiele per risvegliare uomini e donne che, come morti, sono privi di vita spirituale e totalmente ciechi di fronte ai danni umanamente irreparabili che il peccato produce sulla loro esistenza, totalmente ciechi di fronte alle terribili conseguenze del loro vivere senza Dio in questo mondo e del disperato loro bisogno del Salvatore Gesù Cristo.
Infine Dio ha usato molte volte il messaggio di Ezechiele per insegnare quello che fisicamente un giorno avverrà, per preciso proposito e promessa di Dio, al corpo di coloro che sono morti. No, coloro che sono morti non sono scomparsi per sempre, ma risorgeranno, anche se sembra impossibile, riprendendo la loro integrità fisica e spirituale, per essere giudicati e per avviarsi verso il loro destino eterno.
Quale aspetto del messaggio di Ezechiele, Dio vuole che tu riceva quest’oggi per rispondere alla situazione nella quale tu ora ti trovi? Esaminiamo gli aspetti di questo testo.
Una visione opportuna

tempi
Oggi è l’epoca della televisione. Molti passano davanti alla televisione parecchie ore ogni giorno. Televisione vuol dire “vedere lontano”, e la televisione è senza dubbio uno strumento incomparabile che ci rende possibile vedere molto lontano. Certamente noi oggi, grazie anche alla televisione, abbiamo orizzonti molto più aperti delle precedenti generazioni.
Uno strumento tecnico come la televisione, però, non ci darà mai la possibilità di vedere la natura intima e nascosta delle cose, delle situazioni e delle persone, come pure le possibilità che per grazia di Dio sono aperte davanti a noi. La televisione può certamente farci prendere coscienza, quando evidentemente non è solo spettacolo, della grave situazione in cui si trova il nostro mondo, ma non potrà mai darci la visione di ciò che Dio si è proposto di fare per il futuro e del nostro ruolo in esso. Abbiamo bisogno di una visione che solo lo Spirito Santo di Dio può darci, Egli solo può essere per noi strumento di rivelazione. Abbiamo bisogno della verace parola di rivelazione che solo Dio può darci e che sola ci può interpretare e farci vedere con chiarezza passato, presente e futuro.
Ezechiele dice: “La mano dell’Eterno fu sopra di me, mi portò fuori nello Spirito dell’Eterno”. Noi dobbiamo essere “portati fuori” dalle condizioni normali di visione che ci possono servire solo fino a un certo punto, per vedere le cose come veramente sono e soprattutto per vederle come Dio le vede.
E’ tragica la condizione di un popolo senza visioni, senza ideali, apatico e insipido, senza obiettivi da raggiungere e verso i quali attivamente muoversi, obiettivi il cui esito è garantito dall’indefettibile promessa di Dio. Come vivete voi? Vivete voi “alla giornata”, così come capita, rassegnati di stare al buio, temendo un futuro minaccioso oppure cullandovi in vane quanto incerte speranze? Lo Spirito Santo di Dio, spirito di rivelazione, può darvi una visione in grado di sostenervi e di impegnarvi costruttivamente, di darvi serenità ed entusiasmo nei propositi buoni e giusti di Dio. Per questo noi prestiamo attenzione alla Parola di Dio e vogliamo rimanere aperti al vivente Spirito di Dio.

 

Una scoperta opportuna

ossa secche

Ezechiele così viene deposto “in una valle che era piena di ossa”. Cadaveri e ossa: è un’immagine terribile, un’immagine di totale desolazione, un popolo sconfitto, devastato, distrutto, un’immagine sconvolgente, un’immagine vista veramente dai soldati degli eserciti di liberazione che avevano messo piede per la prima volta nei lager nazisti alla fine della seconda guerra mondiale. E le ossa viste da Ezechiele “erano in grandissima quantità sulla superficie della valle… e molto secche”.

 

E’ la stessa sensazione di orrore che ti sorprende quando apri gli occhi per la prima volta sulla realtà della miseria materiale, morale e spirituale dell’umanità e comprendi che di questo mondo anche tu sei parte integrante, e forse corresponsabile.
Non è però solo il sentimento di orrore che ti sorprende quando “tocchi con mano” la malattia, la guerra, la morte, la tortura e le indicibili sofferenze che molta parte dell’umanità sperimenta giorno per giorno: questo, potremmo dire, è lontano da noi (ma poi neanche tanto, quando contempli le devastazioni fisiche, mentali, morali e spirituali prodotte per esempio dalla droga, dell’alcoolismo, dallo sfruttamento e dalla violenza sui bambini, dall’aborto…). E’ anche l’orrore che ti sopravviene quando ti rendi conto per la prima volta della miseria morale e spirituale di tanta gente apparentemente benestante; quando ti accorgi che sotto l’immagine luccicante e sorridente di tante persone “di successo” c’è… quello che solo Gesù ha saputo descrivere quando diceva: “rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine”, belli di fuori, ma dentro “pieni di ipocrisia e di iniquità”.
Si, ossa di morti imbiancate dall’indifferenza a Dio e alla Sua legge, in cui non c’è evidenza alcuna di vera vita, e di vita spirituale, rinsecchite dall’orgoglio, dalla mondanità, dall’indipendenza da Dio.
…E’ l’orrenda visione che ti sopravviene soprattutto quando tutto questo panorama di morte lo vedi per la prima volta dentro di te, dentro la tua anima. …una società che potrebbe in comunione con Dio vivere nella gioia e nella salute, individui che nel Salvatore Gesù Cristo potrebbero trovare tutto ciò di cui hanno bisogno, e anche chiese che lo sono solo di nome…, gusci vuoti ed inutili completamente inconsapevoli delle ricchezze di cui potrebbero godere se solo fossero fedeli ed obbedienti al loro conclamato Signore.
E’ terrificante vedere “spettacoli” di questo genere, e lascia un segno indelebile sulla coscienza: per questo queste visioni sono salutari: esse portano lo spettatore non solo allo sgomento, ma anche all’umiliazione e soprattutto a reagire perché non si può far finta di niente, vivere come se niente fosse dopo aver visto tutto questo. Allora sono opportune delle domande!

 

Domande opportune

valle

Davanti ad una visione di questo genere il Signore ci fa una domanda, una domanda che anche noi spesso ci facciamo: “Figlio d’uomo, possono queste ossa rivivere?”. Già, è una domanda che può solo venire a coloro i cui occhi sono stati aperti per vedere il terribile bisogno materiale, morale, e spirituale in cui si dibatte al presente la persona umana. Il cieco risponderebbe: “Ma quali ossa? Io non ne vedo di ossa! Le cose sembrano tranquille e pacifiche, la valle è così bella ed attraente!”.

 

Vedere però questa triste situazione umana è veramente scoraggiante, e nell’impossibilità di trovare una risposta a queste domande molti si incamminano sulla strada del suicidio, lento od immediato che sia. Molti dicono: lasciamo che tutto vada alla malora… meglio non pensarci, meglio stordirci con quanto di meglio il nostro mondo offre per distrarci, evadere, renderci imbambolati e “felici” nell’incoscienza e nell’ignoranza. Queste domande però le dobbiamo fare affinché noi ne cerchiamo la risposta là dove si trovano affinché noi passiamo all’azione, altro che “non pensarci”!
Pensate alla responsabilità che incombe a coloro ai quali lo Spirito Santo ha aperto gli occhi! Gli occhi aperti sono una possibilità per passare all’azione, per lavorare, e trovare in Dio la risposta, e lavorare nella prospettiva che solo Dio ci dà significa lavorare con speranza autentica.
Se Dio ci ha dato di vedere il bisogno che c’è dentro di noi e negli altri, non intende Egli forse usarci per mobilitarci a prendere in Lui le misure necessarie per sovvenire ad esso?

 

Una risposta opportuna

croce

La risposta a questa domanda esiste. Dio ci ha fatto vedere questa situazione non per umiliarci ancora di più e per gettarci nella più nera disperazione. Ascoltate: “Figlio d’uomo, possono queste ossa rivivere?” Io risposi: “O Signore, o Eterno, tu lo sai”. Ezechiele sembra rispondere sconsolato: “Signore, io non lo so proprio, perché umanamente a questa situazione non c’è risposta. Ma Tu, si, Tu potresti rispondere. Tu solo potresti darci una speranza. Solo tu potresti fare rivivere queste ossa!”.

 

Non c’è risposta in questo mondo alla triste condizione umana, ma solo patetiche ed impotenti misure d’emergenza che nulla risolvono radicalmente. La scienza, l’arte, e tutte le filosofie di questo mondo non hanno rimedio alcuno che sia efficace contro i disastrosi effetti del peccato e contro il peccato stesso, nessun rimedio per un’anima morta nel peccato e rinsecchita nella sua iniquità. “O Signore, o Eterno, tu lo sai”. L’unica salvezza possibile proviene dal Signore. E’ bene in un tempo di crisi affidarci totalmente alla sapienza ed alla potenza del Signore. L’apostolo Pietro diceva: “Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi al tempo opportuno, gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi”. Qual è la risposta che in Dio solo possiamo trovare?

 

Un rimedio opportuno

 

Il rimedio che Dio fornisce alla triste situazione umana viene rivelato quando è stato visto il bisogno, e soprattutto quando tutto l’amaro peso del bisogno umano è stato assaggiato. Il rimedio è duplice e traspare da due comandi che il Signore rivolge ad Ezechiele:
1. “Profetizza a queste ossa e di’ loro: ‘Ossa secche, ascoltate la parola dell’Eterno'”. Ad Ezechiele viene comandato di profetizzare, cioè di predicare, di parlare alle ossa da parte di Dio, di annunciare loro la Parola della conversione e della fede, l’Evangelo, la buona notizia della grazia di Dio: una parola potente! Dice l’apostolo Paolo: “l’Evangelo di Cristo è la potenza di Dio, per la salvezza di chiunque crede”. Si, l’Evangelo di Gesù Cristo -quando è stato annunciato e vissuto fedelmente- è sempre stato potenza di trasformazione, per individui, per società, per chiese infedeli ed addormentate!
Questo però è un curioso comando davvero! Come si può predicare “a dei morti”: non ti ascolteranno! E’ lo stesso pensiero che mi viene in testa quando sono li che predico la parola del Signore con convinzione e con forza, sicuro che questo è proprio ciò di cui i miei uditori avrebbero più bisogno, e ne vedi alcuni, distratti, che magari guardano dalla finestra, che sono tutti immersi in chissà quali loro pensieri estranei, o che sbuffano come se queste cose non interessassero loro! …predicare a dei morti? predicare a dei sordi? Eppure è proprio questo che il predicatore deve fare per esplicito comando del Signore. Che senso ha? E’ chiaro che questo sarebbe un esercizio inutile se nel contempo non ci fosse anche il secondo rimedio che Dio prescrive a Ezechiele:
2. “Profetizza allo Spirito, profetizza figlio d’uomo e di’ allo Spirito: ‘Così dice il Signore, l’Eterno: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi uccisi perché vivano”. Si, Ezechiele riceve pure il comando di profetizzare allo Spirito, cioè di invocare in preghiera lo Spirito Santo, il quale solo può entrare in quelle ossa secche e ridare loro vita. “Così dice il Signore, l’Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo Spirito, e voi rivivrete!”“E’ lo Spirito che vivifica!”.
Se non si pregasse prima, durante, e dopo la predicazione dell’Evangelo affinché lo Spirito Santo intervenisse negli uditori con la Sua potenza di persuasione, il predicatore sarebbe veramente solo un poveretto che parla al vento. Ringraziando il Signore, però non è così, perché uomini e donne vengono pur tuttavia alla conversione a Gesù Cristo, comportamenti negativi ed immorali vengono trasformati. Perché? Perché lo Spirito Santo, onorato, glorificato, e invocato, è all’opera!

 

Un risultato opportuno

salvezza

Il risultato dell’applicazione di questo rimedio allo “ossa secche” era proprio come era stato predetto: “Così profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi, e ritornarono in vita, e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, grandissimo”. Un’armata di uomini, rialzati dalla morte, pronti ad esercitare la vita appena ricevuta al servizio di Dio!
Nessuno così dica: “Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è svanita, e noi siamo perduti!”perché questo testo della Parola di Dio aveva avuto la potenza di seminare una gloriosa visione di risurrezione nell’antico popolo di Dio disperso ed umiliato a Babilonia e, tramite la predicazione e la potenza dello Spirito Santo,aveva avuto la virtù di instillare forza e speranza nel popolo, di riunirlo, di mobilitarlo, di portarlo al ravvedimento e ad una rinnovata fede, per renderlo così pronto quando Dio, secondo le Sue promesse, le avrebbe fedelmente, a suo tempo, portate a compimento.

 

Nessuno dica: La mia situazione è disperata e senza speranza, perché Dio in Gesù Cristo è pronto a guarirti, a perdonarti, a darti nuova vita! Egli dice: “Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore!”. Dio vuole proprio oggi darti una splendida visione di vittoria, un meraviglioso obiettivo verso il quale tendere fiduciosamente con tutto te stesso! Devi credere con tutto te stesso a questa visione di vittoria sul peccato e sulla morte, devi lasciare che questa visione positiva condizioni fin da ora tutta la tua vita, ed a quel punto arriverai, per grazia di Dio.
Se non vivi oggi nella prospettiva di vittoria che solo Dio ti può dare, tu condizionerai te stesso sempre di più nelle immagini negative e disperate che nutri nel tuo cuore, ed otterrai quello che temi, ed anche peggio.
Guai allora a nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere, guai a disperare della situazione personale, sociale, di chiesa, per quanto triste e mortificante possa essere. Bisogna abbracciare risolutamente la visione positiva di grazia e di vittoria che Dio ci propone, conformare ad essa la nostra esistenza, lasciarcene illuminare e, come l’antico popolo di Israele il Signore ci dice: “‘Ecco, io aprirò i vostri sepolcri, vi farò uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, metterò su di voi il mio Spirito e voi vivrete; allora riconoscerete che io, l’Eterno, ho parlato e ho portato a compimento la cosa’ dice l’Eterno”.

tratto da: http://www.riforma.net/
Rielaborato da: Consapevoli nella Parola

“Perciò la Scrittura dice: «Risvegliati, o tu che dormi, risorgi dai morti, e Cristo risplenderà su di te».”
(Efesini 5:14)
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