Un cristiano può odiare oltre che amare?

Un cristiano, una persona con il cuore trasformato dalla grazia di Dio che odia. E’ possibile, oppure la Parola di Dio condanna qualsiasi forma di odio provata da un credente in Cristo? Non pochi credenti “buonisti” probabilmente sarebbero concordi con questa tesi, ma è veramente così? Assolutamente no. Le Sacre scritture non poche volte fanno capire come vi sono alcuni casi in cui è giusto da parte dell’uomo di Dio, odiare. Ad esempio il salmista, nel salmo novantasette scrisse: “Voi che amate l’Eterno odiate il male!… ” (Salmo 97,10).

Anche Salomone, ispirato da Dio, scrisse che per un uomo di Dio, vi è: “un tempo per amare e un tempo per odiare” (Ecclesiaste 3,8). Vi sono quindi casi o situazioni in cui per il cristiano è senza dubbio giusto odiare, così come vi sono motivi altrettanto validi che lo debbano spingere invece ad amare in modo incondizionato e altruistico. Ebbene, quando è opportuno per il figliuolo di Dio amare e in quali momenti invece è altrettanto corretto odiare? Per dare una risposta adeguata e appropriata a tale quesito, penso sia importante vedere come la Bibbia descrive l’amore e l’odio quando essi sono accostati alla vita del cristiano.

 

LE SANTE QUALITA’ DELL’AMORE

 

      Saulo di Tarso, scrivendo ai cristiani di Corinto mise in risalto le molteplici qualità che è in grado di manifestare un amore puro e scevro. Virtù che vale la pena leggere ed esaminare da vicino. Ecco il brano ispirato dell’apostolo: “L’amore è paziente, è benigno; l’amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; non si rallegra dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità, tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L’amore non viene mai meno”. (1Corinzi 13,4-8).

     Come abbiamo potuto notare esse sono svariate e tutte rispecchiano la grandezza di questo sentimento meraviglioso. L’amore ha tante sfaccettature le quali ci mostrano quanto sia bello amare. Ora le esamineremo tutte con l’aiuto della Parola di Dio, la sola che può rendere l’uomo preparato per ogni opera buona (2Timoteo 3,16-17).   

      “L’amore è paziente e benigno”. Tale persona non si mostra impaziente nei riguardi di chi ha sbagliato e non reagisce nei riguardi del colpevole con eccessiva durezza. Anzi mostra pazienza nei riguardi del colpevole, nella speranza che si ravveda e riconosca il proprio peccato. Si, chi ha un cuore che segue i dettami divini si comporta esattamente come la Parola di Dio ci sprona a fare nell’epistola ai colossesi: “Vestitevi dunque come eletti di Dio, santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro; e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi. Così infatti agisce il Signore nei riguardi di ogni sorta di peccatori” (Colossesi 2,12-13). Seguiamo quindi l’esempio di Dio, il quale di fronte al peccato di ogni sorta di peccatori, egli pazientemente sopporta la cosa nella speranza che si ravvedano dalle loro iniquità e si convertano al bene (Romani 2,4; 2Pietro 3,9).

     “L’amore non invidia” . Anzi essa è felice nel veder prosperare gli altri. Piuttosto che essere invidioso è portato ad accontentarsi di quello che ha (1Timoteo 6,6-8) mostrandosi addirittura generoso nei riguardi del suo prossimo. Dio stesso che è l’amore personificato (1Giovanni 4,8) spinto dalla sua generosità fa sorgere il sole e fa piovere sia sui giusti che sugli ingiusti (Matteo 5,45).

     “L’amore non si mette in mostra, non si gonfia”. Chi ama non esalta se stesso. Non si mette in mostra e non si dimostra arrogante. Piuttosto lo scopo della sua vita è quello di esaltare Dio. Chi ama sa che tutto il bene che compie è opera di Dio e non è merito suo. D’altronde tutte le buone opere che compie l’uomo di Dio sono già state preparate dal Signore stesso affinché il suo servo le faccia (Efesini 2,10). Sapendo oltretutto che è Il Padre celeste a operare nella sua Chiesa anche il volere che la spinge a operare per il Regno di Dio (Filippesi 2,13). L’uomo quindi non ha nulla per cui vantarsi, tranne che nel Signore (1Corinzi 1,31). Non dimentichiamoci che Dio abbassa il superbo e innalza l’umile. Seguiamo allora il consiglio del salmista, perché ciò recherà a noi solo beneficio: “Ho detto agli orgogliosi: «Non vi vantate!», e agli empi: «Non alzate la cresta! Non alzate la vostra cresta in alto, non parlate con il collo duro». Poiché non è dal levante né dal ponente e neppure dal deserto che viene l’esaltazione. Ma è DIO colui che giudica; egli abbassa l’uno e innalza l’altro”. (Salmo 75,4-7).

     “L’amore non si comporta in modo indecoroso”. Indubbiamente l’indecenza non fa parte della vita di chi si fa guidare dall’amore di Dio. Piuttosto com’è scritto nell’epistola ai romani: “Camminiamo onestamente, come di giorno, non in gozzoviglie ed ebbrezze, non in immoralità e sensualità, non in contese ed invidie” (Romani 13,13), Chi ha il “cuore” a immagine e somiglianza di quello di Dio non si farà mai vincere da sentimenti come l’invidia e lo spirito di contenzione. Piuttosto egli manifesterà decoro, trasmettendo al prossimo una sana testimonianza cristiana. Anche un’esistenza che rifletta l’esempio del Cristo è di grande aiuto affinché i non credenti possano, con l’aiuto del Signore, comprendere che vi è un Dio vivente al quale devono rendere conto e quindi essere spinti a ravvedersi e credere nel Figlio di Dio.

     Non dobbiamo dimenticarci che in un autentico discepolo del Signore Gesù alberga lo Spirito di Dio. Di conseguenza non potrà che compiere le sue opere. Ossia manifestare gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine e autocontrollo (Galati 5,22). In lui opere come impurità, dissolutezza, divisioni, idolatria e altre ancora non possono trovare spazio (Galati 5,19-22). No il cristiano non può e non deve essere una persona indecente. Ciò come abbiamo visto è fondamentale ai fini della medesima diffusione del vangelo. Le persone sono portate a soppesare i fatti piuttosto che le parole. Prima di dire ai perduti che il Salvatore è in grado di cambiare le vite, essi devono costatarlo, illuminati da Dio, nella vita di chi proclama la “buona notizia”. Solo così essa avrà efficacia e sarà considerata credibile.

     “L’amore non cerca le cose proprie”. Chi ama è sicuramente altruista, essendo proteso nel continuo al benessere del proprio prossimo. Paolo lo sottolinea con chiarezza nella lettera spedita ai cristiani di Filippi: “Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri” (Filippesi 2,4). Il figliuolo di Dio guarda unicamente al bene del suo prossimo. Primariamente alla sua salvezza. L’apostolo dei gentili dedicò tutta la sua vita al bene degli altri. Una volta, scrivendo ai cristiani di Roma affermò che pur di vedere i suoi fratelli “secondo la carne” sarebbe stato disposto a diventare persino “anatema” agli occhi del Signore (Romani 9,3). Egli fece di tutto, entro i limiti preposti dalla Parola di Dio, pur di vedere sempre più persone credere all’evangelo. Si fece giudeo con i giudei, greco con i greci, debole con i deboli per amore di Dio e del benessere del suo prossimo (1Corinzi 9,20-23). Quale grande esempio da seguire! Il Signore veramente ci aiuti a diventare sempre più simili a questo suo servo perché come lui stesso disse: “Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo”. (1Corinzi 11,1).

     “L’amore non si irrita”. Tra le qualità di una persona nata di nuovo, caratteristica che è presente tra i frutti della “terza persona della trinità” risalta quella dell’autocontrollo (Galati 5,22). Facendosi guidare dallo Spirito, grazie al quale ha pure ricevuto una nuova vita, non perde la padronanza di se. D’altronde un cristiano, tempio dello Spirito santo, non si farà certamente trasportare da un opera della carne come l’ira (Galati 5,19-20). No, non sarà la collera a dominarlo. In lui vi è la pace del Signore. Si quella vera pace che solo il Salvatore è in grado di donare (Giovanni 14,27) e che elargirà verso chiunque crederà in Lui.

     “Non sospetta il male”. Uno spirito vendicativo è proprio quello che chi teme Iddio deve evitare. Un credente non deve provare rancore nei confronti di chi gli ha fatto del male. Quante volte noi offendiamo il Signore durante la giornata. Eppure Lui è sempre pronto a perdonarci e a sopportarci. Non dovremmo noi seguire il suo esempio? Nella stessa preghiera modello del “Padre nostro”, il Cristo fece comprendere come il cristiano deve avere un cuore misericordioso se vuole piacere a Dio: “E perdonaci i nostri debiti, come anche noi perdoniamo ai nostri debitori” (Matteo 6,12). L’Onnipotente perdonerà le nostre colpe solo se noi saremo disposte a dimenticarci degli sbagli fatti nei nostri riguardi da parte del prossimo. Non deve essere quindi il rancore e il desiderio di vendetta a condizionarci, perché tali cose non piacciono al Signore, bensì un cuore pronto al perdono (Romani 12,19).

      “Non tiene conto dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità”. Chi vuole seguire il Cristo deve stare dalla parte della giustizia, contro ogni forma di malvagità. Non è la menzogna a guidare la vita del cristiano, tutt’altro.  Un giorno il Salvatore disse ai suoi seguaci: “Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14,6). Gesù è la verità. Di conseguenza chi appartiene a Lui può solo gioire nella verità e nella giustizia. La sua vita dev’essere sempre in armonia con esse. In qualunque situazione, anche quando riceve del male, non ricambia con la “stessa moneta”. Anzi, in armonia con il comportamento del Messia, il quale per l’appunto quando era oltraggiato non oltraggiava a sua volta (1Pietro 2,23), non rende male per male. Il “nato di nuovo” cerca piuttosto di vincere la cattiveria con il bene (Luca 6,29). Lo sappiamo, comportarsi in questo modo non è facile, ma con l’aiuto dello Spirito di Dio, possiamo riuscirci. Ricordiamoci che possiamo ogni cosa in Colui che ci fortifica (Filippesi 4,13).

     “Tollera ogni cosa”. Chi ama secondo l’esempio del Cristo, tende a coprire ogni cosa. A sopportare i torti che riceve. A passarci sopra e a perdonare il proprio offensore. Il discepolo di Cristo quindi, spinto da quella mansuetudine trasmessagli dal Signore, tende a sopportare le offese che riceve, sia da non credenti che da convertiti. “… L’amore copre una moltitudine di peccati …” (1Pietro 4,8). Questo affermò l’apostolo Pietro nella sua prima lettera. D’altronde egli non faceva altro che confermare quello che lo scrittore dei Proverbi affermò secoli prima: “Chi copre una colpa si procura amore, ma chi vi ritorna sopra divide gli amici migliori” (Proverbi 17,9). Se quindi la persona che ha subito la trasgressione si farà guidare dall’amore di Dio, ci “passerà sopra” quando il trasgressore gli avrà chiesto perdono.

     “Crede ogni cosa”. Questo ovviamente non vuol dire che crede ogni cosa che gli si dice, qualsiasi persona lo faccia. Piuttosto Il cristiano ha piena fiducia nella Parola di Dio, anche se le apparenze sembrano suggerirgli il contrario. Egli sa che Dio non può mentire (Tito 1,2). Già il popolo d’Israele lo comprese all’epoca di Giosué: “Or ecco, io me ne vado oggi per la via di tutto il mondo; riconoscete dunque con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima che non è caduta a terra una sola di tutte le buone parole che l’Eterno, il vostro DIO, ha pronunciato nei vostri confronti; si sono tutte avverate per voi; neppure una è caduta a terra” (Giosué 23,14). Quello che il Signore proclama non sono mai parole a vuoto. Tutto quello che dice si realizza e corrisponde a verità. Come ha affermato lo stesso Giosué, nessuna parola di Dio “cade a terra”. I cristiani quindi sanno di credere in un Dio di verità e la menzogna non farà mai parte della sua natura (Salmo 31,5).

     “Spera ogni cosa”. Sperare in Dio da grande forza. Più di quanto noi possiamo mai immaginare. L’apostolo Paolo lo sapeva. Per questo ai cristiani di Tessalonica scrisse tali cose per spronarli ad andare avanti: “ricordando continuamente la vostra opera di fede, la fatica del vostro amore e la costanza della speranza che voi avete nel Signore nostro Gesù Cristo davanti a Dio, nostro Padre” (1Tessalonicesi 1,3). La speranza in Cristo dava a quei credenti la forza di andare avanti nel loro ministero cristiano. Costoro, grazie ad essa rimanevano costanti e perseveranti in Dio e nella sua parola. Nessuno, di chi spera nel Signore, rimarrà mai deluso questo è certo. L’importante è avere fiducia in Lui. Nelle sue promesse, non perdere mai la speranza in esse e allora vedremo la gloria dell’Eterno nella nostra vita.

     “Sopporta ogni cosa”. Chi vuol vivere santamente in Cristo, sarà anche perseguitato. Questa è la sacrosanta realtà. Il Signore Gesù più volte mise in guardia i suoi discepoli a riguardo. Nell’evangelo di Luca per esempio affermò in modo esplicito che i cristiani sarebbero stati odiati da tutti coloro che non appartenevano al Salvatore (Luca 21,17) e i fatti hanno confermato tutto ciò. La Chiesa però non si sarebbe certo arresa per questo. Anche se nel mondo gli eletti avrebbero avuto tribolazione, Colui che viveva in loro per mezzo dello Spirito santo, aveva vinto il mondo (Giovanni 16,33). Oltretutto come scrisse lo stesso Paolo: “E non soltanto questo, ma ci vantiamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce perseveranza, la perseveranza esperienza e l’esperienza speranza. Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5,3-5). Per i primi cristiani è sempre stato un grande onore ricevere vituperio a causa del Cristo e dell’evangelo (Atti 5,41). Lo è anche per noi? Se ci riputiamo seguaci del Messia proveremo gli stessi sentimenti della Chiesa primitiva e ringrazieremo il Signore per questo.

     “L’amore non viene mai meno”. Si, l’amore non verrà mai meno (1Corinzi 13,8) perché ha Dio stesso come fondamento (1Giovanni 4,8). Ci sono cose che passeranno, altre che finiranno. L’amore di Yahvé invece durerà in eterno perché Lui è il Dio d’eternità (Genesi 21,33).

                                   

                                      CI SONO CASI IN CUI UN CRISTIANO PUO’ ODIARE?

 

     Abbiamo visto come non solo un cristiano possa e debba amare, ma anche quante qualità è in grado di suscitare nella persona che prova tale meraviglioso sentimento. Ora però è giusto porci una domanda. Ci sono casi in cui un credente in Cristo può odiare oppure no? La Parola di Dio risponde di si. Lo stesso Yahvé tramite il profeta Amos disse al suo popolo:  “Odiate il male, amate il bene e stabilite saldamente il diritto alla porta. Forse l’Eterno, il Dio degli eserciti, userà misericordia col residuo di Giuseppe” (Amos 5,15).

     Il cristiano se vuole piacere a Dio deve aborrire il male, Provare disgusto per esso in modo da starne il più lontano possibile. In pratica deve provare per esso lo stesso sentimento che nutre il Signore. L’Onnipotente aborriva il male in tutte le sue forme (Proverbi 6,16-19). Anche Il re Davide, l’uomo secondo il cuore di Dio (Atti 13,22) nei riguardi di coloro che consapevolmente si rivoltavano contro Dio compiacendosi del loro cuore malvagio, ebbe parole durissime: “Non odio forse quelli che ti odiano, o Eterno, e non detesto quelli che si levano contro di te? Io li odio di un odio perfetto; essi son divenuti miei nemici” (Salmo 139,21-22). Ovviamente l’odio che devono provare i cristiani non ha nulla a che vedere con il disprezzo o il rancore. Esso si esprime semplicemente evitando il male e coloro che lo praticano impunemente (1Corinzi 5,11).

     No, chi ama Dio non potrà mai perseverare nel male. Cercherà sempre di combatterlo, santificandosi ogni giorno di più col solo scopo di piacere a Dio, seguendo nel continuo l’esempio per eccellenza. Il Figlio di Dio, Gesù Cristo il Signore. Iddio ci aiuti in questo. Amen.

http://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/un-cristiano-puo-odiare-oltre-che-amare

 

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