Dio ama tutti indistintamente?

profeti

Dio ama tutti indistintamente? Qualcuno potrà anche essere scandalizzato della nostra risposta, ma rispondiamo di NO, Dio non ama tutti indistintamente. Non lo crediamo e non troviamo alcuna affermazione nella Bibbia che lo sostenga. L’idea che Dio ami tutti indistintamente fa appello al lato sentimentale e umanistico della natura di molte persone. Sfortunatamente, però, il sentimentalismo (insieme a sua sorella, la superficialità) è diventato il fattore dominante nello sviluppo del Cristianesimo oggi.

E’ vero che Dio esercita una benevolenza generale verso l’umanità nel suo insieme, nel senso che: “Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (Mt. 5:45). Questo, però, non ha nulla a che vedere con lo speciale amore che Egli ha per il Suo popolo e per esso solo. I teologi seri riconoscono questo fatto. Il teologo Charles Hodge, a proposito dell’amore di Dio, giustamente afferma: “Esso è discriminante, fissato su alcuni e non su altri figli degli uomini [Parte III, cap. 8, §2:4]. In verità, ogni cosa, inclusa la benevolenza generale verso l’umanità, è in funzione e per amore degli eletti, il popolo di Dio (2 Corinzi 4:15; cf. 2 Ti. 2:10). La Bibbia afferma chiaramente che di fatto Dio odia o “detesta” (ebr. sanay) chi? “tu detesti tutti gli operatori d’iniquità” (Sl. 5:5), “Tutta la loro malvagità è a Ghilgal; là li ho presi in odio” (Os. 9:15). Nel giorno del giudizio, a quelli che non sono stati adottati nella Sua famiglia, Cristo dirà: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli!” (Mt. 25:41). Ben difficilmente questo potrebbe essere considerato una manifestazione di amore! 
Nel giorno del giudizio, a coloro che non sono stati adottati nella Sua famiglia ma che avevano avuto l’audacia di infiltrarsi nella chiesa e farsi passare da cristiani, Cristo dirà: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!” (Mt. 7:23). Ancora forse che questo vuol dire che Dio li ama? Se Dio amasse tutti, anche quelli che non sono stati adottati nella Sua famiglia, come molti affermano oggi, com’è che è scritto: “Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù” (Ro. 9:13)?

Questo è il verbo greco per miseo che il dizionario traduce come “odiare, perseguire con odio, detestare”. Nel testo originale di Malachia (Ma. 1:2,3), il termine ebraico è sanay, la classica parola per “odio”, spesso usata nell’Antico Testamento in opposizione radicale a ahab (tradotta con “amore”, vedi 2 Cr. 19:2; Sl. 97:10; 119:113; Ec. 3:8).

Non c’è modo di sfuggirvi. Con Giacobbe ed Esaù, vediamo le dottrine gemelle dell’amore selettivo e dell’elezione divina in azione. Elezione significa essere amati dal Signore dall’eternità e predestinati all’adozione come Suoi figli (figli per grazia e non per natura, essendo solo Cristo figlio di Dio per natura). Con Dio vediamo che amore ed elezione vanno mano nella mano. Coloro che credono, quindi, che Dio ami tutti – anche i perduti – generalmente respingono l’elezione divina alla salvezza. Però, coloro che considerano gloriosa la dottrina dell’elezione divina, si rendono conto ed accettano facilmente il concetto che l’amore di Dio sia selettivo e non universale. Che l’amore di Dio sia selettivo e non universale è il chiaro messaggio delle Scritture. Prendete, per esempio, questo brano: “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà” (Efes. 1:3-5).

Vi sono pure molti altri testi che provano quanto l’amore di Dio sia selettivo: “Camminate nell’Amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi” (Ef. 5:2 ND). Questo Paolo lo dice in una lettera indirizzata specificatamente ai credenti di Efeso, ed è chiaro a chi si riferisce quel “noi”. “Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei” (Ef. 5:25). Nessun altro, solo la chiesa, il popolo di Dio. Non potrebbe essere più chiaro di così. E l’angelo disse: “Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccat” (Mt. 1:21). Egli non salva tutti. Solo il Suo popolo. Sono quelli che Egli si è prefisso di salvare. “Dò la mia vita per le pecore” (Gv. 10:15). E’ solo per il Suo popolo – le pecore – che Egli ha versato il Suo sangue sulla Croce. “…perché egli ha portato i peccati di molti” (Is. 53:12), non tutti, ma molti. “Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti…” (Eb. 9:28). Indubbiamente molti, ma non tutti.

Sebbene questo insegnamento sia semplice e perfettamente accettabile e comprensibile a coloro che davvero sono salvati, sembra che causi molta costernazione e opposizione. Perché? Perché alla gente piace immaginarsi un Dio che ama universalmente e non selettivamente. Perché? Perché vorrebbero che la salvezza si basasse su una scelta personale piuttosto che sulla volontà di Dio. Perché? Perché non c’è dottrina che peggio ripugni all’arroganza umana che quella dell’elezione – che siete stati salvati per grazia (Ef. 2:4-9). Questo semplice insegnamento toglie il tappeto di sotto i piedi a coloro che si aggrappano all’errata nozione che la propria salvezza sia il risultato dell’esercizio del libero arbitrio. Il Signore Gesù Cristo disse: “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio” (Gv. 3:3). E’ interessante notare come il termine greco anothen, tradotto “di nuovo”, significhi anche “dall’alto”. Nati di nuovo, nati dall’alto, cioè da Dio. Un doppio significato. Qui ancora vediamo come la rigenerazione sia un atto di Dio. Però, nonostante il fatto che è affermato chiaramente nella Scrittura che questi, che così rinascono, “non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio” (Gv. 1:13), ancora molti cristiani credono che la nuova nascita sia il risultato della volontà umana. Si potrebbe essere più perversi di così? Capovolgere le chiare espressioni della Parola di Dio certo non è cosa che farebbe un vero credente.

La salvezza è la manifestazione dell’amore di Dio in azione. Se Dio lasciasse la cosa semplicemente al nostro libero arbitrio, se dipendesse da noi l’essere salvati oppure meno, sarebbe l’atto MENO AMOREVOLE che ci si potrebbe immaginare perché nessuno potrebbe essere salvato senza il Suo intervento! Al contrario, Dio ha espresso il Suo amore salvando, per Sé stesso, un popolo.

Gli altri li ha lasciati alle proprie risorse. Diciamo allora con forza che Dio non deve la salvezza a nessuno. Egli avrebbe potuto semplicemente cancellare l’universo e ricominciare tutto da capo dopo la Caduta. Nella Sua grazia, però, Egli aveva sin dall’inizio programmato di continuare con questo e – a differenza degli angeli decaduti, per i quali non c’è salvezza – Egli ha scelto, dalla massa di persone che nasce in questo  mondo di salvarsi un popolo. Come dice l’Apostolo Paolo: “Egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole” (Ro. 9:18). E’ così e basta, senza discussione. Il vero cristiano non si sentirà risentito per questo. Sapete perché? Perché il Signore ha previsto che sia così e quindi per principio è giusto e buono. E’ questo che tanti non riescono ad accettare. Semplicemente non permettono a Dio di essere Dio e di fare ciò che Egli ritiene più opportuno. No, deve essere come loro decidono che sia. Sanno molto meglio loro di Dio come devono andare le cose. Vogliono che la salvezza dipenda dalle decisioni umane, e non dalla potenza di Dio. A questi, però, l’Apostolo dice: “Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? No di certo! Poiché egli dice a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione». Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia” (Ro. 9:14-16).

Ancora non avete colto il messaggio? Non dipende né da chi vuole né da chi corre! Questo è ciò che dice la Scrittura, anche se la maggioranza dei cristiani sembra voler credere il contrario. La salvezza non dipende da un atto della volontà umana. Essa è solo il risultato della misericordia che Dio decide di dare a chi ritiene più opportuno. Non siete voi che avete scelto Cristo. Nella Sua misericordia è Lui che vi ha scelto. Questa è la bellezza della salvezza. Essa ridimensiona il nostro smisurato orgoglio. Perché non potete semplicemente accettare quel che dice la Scrittura? Non vorreste certo essere contati, quando siete messi di fronte al fatto che Egli salvi alcuni e lasci gli altri nei loro peccati, fra coloro che domandano: “Che diritto ha Dio di fare così?”. A coloro che osano porre una simile rozza domanda, è solo una la risposta che tuonerà loro indietro: “O uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: «Perché mi hai fatta così?». Il vasaio non è forse padrone dell’argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile? Che c’è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d’ira preparati per la perdizione, e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria” (Ro. 9:20-23).

Si dovrebbe oggi pensare che nessuno abbia ancora letto Romani 9, o che molti facciano finta che questo non sia scritto. Nei versetti citati i vasi d’ira preparati per la perdizione sono i non salvati, mentre i vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria sono i salvati. Notate bene come sia LUI, Dio, che ha preparato alcuni per la perdizione ed altri per la gloria. Egli solo ha plasmato un gruppo per “l’onore” ed un gruppo per “il disonore”. E’ tutto in questo testo. Non c’è modo di sfuggirne. Questa è la predestinazione in azione. Se rifiutate quanto la Bibbia dice chiaramente, in che modo possiate definirvi cristiani è un mistero. L’onnipotenza di Dio implica che Egli come un vasaio abbia piena disponibilità su di noi che siamo come argilla nelle sue mani. Chiunque non accetti l’onnipotenza di Dio come potrebbe essere salvato? Difatti credere in Cristo è – ipso facto – credere nell’onnipotenza di Dio.

Molti si debbono mettere una buona volta in testa che la salvezza non vuol dire far uso del nostro libero arbitrio (che è una delle nostre opere), ma che essa è dimostrazione della potenza di Dio nella Sua irresistibile chiamata alla salvezza. Paolo lo esprime in questo modo: “Prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o del male (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio, secondo elezione, che dipende non da opere, ma da colui che chiama)” (Ro. 9:11,12). Iddio aveva fatto la Sua scelta. In altre parole, elezione e predestinazione glorificano Dio e rendono umile l’essere umano.

La vera spiritualità esige che Egli deve crescere e noi diminuire. Vi sono tre cose principali di cui il vero convertito deve rendersi conto. Queste tre cose fanno parte della mente che deve avere chiunque venga a Cristo.

 
  • La prima cosa di cui si rende conto un vero convertito a Cristo, è che Dio è onnipotente ed ha il diritto ed il potere di fare tutto ciò che Gli piace, non importa quanto difficili siano le Sue azioni e quanto le Sue decisioni rendano perplesso il nostro presuntuoso e piccolo pensiero.
  • La seconda cosa di cui si rende conto un vero convertito a Cristo è che non possiamo pretendere di comprendere l’opera cosmica di Dio, e che quindi non siamo nella posizione di criticarla, di respingerla o di lamentarcene.
  • La terza cosa di cui si rende conto un vero convertito a Cristo è che l’opera di Dio esalta sempre Lui e rende umili noi.
Il dovere di ogni pastore è quello di aiutare i nuovi convertiti a rendersi conto pienamente di queste tre cose, perché quando comprenderemo bene queste cose, saranno queste che formeranno la qualità della nostra futura crescita spirituale. All’alba della Caduta, tutto era stato disegnato da Dio per dimostrare la follia dell’autonomia umana o angelica. In altre parole, l’intero spettacolo del cosmo è inteso come dimostrazione della potenza e della sovranità di Dio e della debolezza e della dipendenza dell’uomo.

La salvezza è basata su questi presupposti
. Eppure l’evangelicalismo moderno ha inventato quest’idea antropocentrica che Dio ami la creatura umana in ogni caso e che sia semplicemente l’atto dell’arbitrio umano a decidere se uno debba essere o non essere salvato. Si presenta allora un’immagine pateticamente debole di Cristo. Si dice che Egli sia morto per salvarci, ma che spetti a noi decidere se accettare o non accettare questa salvezza. E’ come se Dio si dovesse piegare alla vacca sacra del nostro libero arbitrio. Su questa base Dio dovrebbe persino amare chi finisce all’inferno (ammesso che ci credano, perché anche alcuni evangelici sono disposti a contraddire la Bibbia ed a negarne l’esistenza!). Tutto questo non solo è del tutto sbagliato, ma anche completamente (e perversamente) opposto a ciò che dice la Scrittura. La Bibbia, infatti, mostra che:
 
  • solo Dio ha il potere di salvare (Atti 3:8);
  • una persona che sia nata di nuovo è tale non perché l’abbia essa stessa voluto ma perché Dio l’ha voluto (Gv. 1:13) ed è avvenuto mediante la potenza dello Spirito (Gv. 3:6);
  • la salvezza è completamente l’opera della grazia e non il risultato d’alcunché noi si possa fare (Ef. 2:4-9);
  • coloro che sono salvati sono stati predestinati a tale salvezza già da prima della creazione del mondo (Ef. 1:3-5; Mt. 25:34; Ap. 13:8; 17:8);
  • che i non salvati periranno nei loro peccati, andranno all’inferno, e saranno completamente tagliati fuori da qualsiasi possibilità d’essere amati da Dio (Mt. 25:41; 7:23; 2 Ts. 1:9; Ap. 14:10,11).
 
Se diciamo alla gente che Dio ama tutti indistintamente, che Egli ha già pagato il prezzo dei loro peccati sulla base di quell’amore e che Egli  sia solo impedito nel salvare qualcuno dalla resistenza che gli oppone il libero arbitrio umano, che messaggio stiamo mai comunicando? Mostriamo l’immagine di un Dio impotente tenuto in ostaggio dalla debole volontà umana.

Se Dio vuole salvarvi, vi salverà! E’ né più né meno di questo. Se pensate che il vostro libero arbitrio sorpassi Dio in astuzia e lo possa mettere nel sacco, allora siete proprio degli illusi, e dei più grossi. La Bibbia mostra come nulla (e nemmeno il nostro cosiddetto libero arbitrio), “…né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Ro. 8:39). L’amore salvifico è del tutto irresistibile. Ecco perché è così meraviglioso. Il Signore dice chiaramente: “Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv. 6:44). Questa è elezione e predestinazione in azione. Perché tanti le fanno obiezione? E’ una cosa meravigliosa, stupefacente. Quando Dio si propone qualcosa, Egli lo porta a compimento, e la volontà umana non può frapporvisi. Se siamo d’accordo oppure no è del tutto irrilevante.

Egli non ama tutti indistintamente e non deve renderne conto a nessuno. Se dite che la dottrina dell’elezione è ingiusta, non amorevole e crudele, e quindi non può essere vera, vi rispondo che dire che Dio stia a guardare impotente mentre la gente, con il proprio libero arbitrio, respinge la Sua offerta di salvezza e la stia a guardare in modo ancora più impotente e pieno d’amore mentre essi cascano all’inferno, è infinitamente più ingiusto, ed è una dottrina priva d’amore e crudele, per non dire ridicola.

Potreste ribattere che nella Bibbia è scritto: “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Gv. 3:16), e che quindi Dio ama tutti indistintamente. La parola “mondo”, però, non significa qui qualsiasi persona che sia mai esistita. Al contrario, si riferisce al mondo creato che è caduto in tale stato di perdizione a causa del peccato. Una parafrasi di questo versetto potrebbe essere: “Questo è l’amore di Dio, che Egli non ha respinto definitivamente questa razza umana decaduta (come ha fatto con gli angeli), ma, al contrario, che Egli ha dimostrato il Suo infinito amore dando il Suo unigenito Figlio”. Egli non ha dato il Suo unigenito Figlio come atto d’amore per tutti coloro che nel mondo sono vissuti, vivono e vivranno. No, perché dalla bocca stessa di Gesù abbiamo che Egli è venuto sulla terra: “per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti” (Mt. 20:28; cfr. Is. 53:12; Mt. 26:28; Eb. 9:28). Non tutti, ma molti.

Il Suo amore nella salvezza è selettivo. Questa è la verità e quella con la quale dobbiamo convivere se vogliamo essere cristiani onesti e fedeli. A meno che, come  spesso oggi succede, si relativizzi l’autorevolezza della Bibbia e si dica che i nostri pensieri al riguardo siano più validi.

Ora potreste dire: “E se io fossi fra quelli che non sono stati eletti? Non avrei speranza. La vita sarebbe solo un’assurdità. Perché preoccuparci di essa. Facciamo pure quel che ci pare, tanto…”. Questo, però, è un atteggiamento sbagliato. Come figli di Adamo noi tutti siamo in questo mondo senza speranza. Nessuno di noi merita d’essere salvato. Il fatto stesso che il Signore si compiaccia di salvare qualcuno, questo sì che è notevole! A noi, è detto: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno” (Lu. 13:24). E’ nostro dovere sforzarci per entrare nel Regno di Dio. Non importa “che molti cercheranno di entrare e non potranno”. Questo è irrilevante. Dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per entrare nel Regno di Dio, con la forza (Mt. 11:12)! Ci è comandato di farlo (Mr. 1:14,15). Nessuno conosce la mente di Dio sulla questione dell’elezione. E’ solo Suo privilegio. La realtà è questa: nessuno che voglia entrare nel Regno di Dio ne sarà escluso, e nessuno si troverà all’inferno se non ci voleva finire! Alla fine di tutte le cose, quando Lo vedremo come Egli è veramente ed entreremo nella Sua gloria, ci renderemo conto di quanto Egli sia perfettamente giusto e meraviglioso.

Detto questo, dobbiamo rammentarci che l’evangelizzazione non significa spiegare che cosa sia o non sia la predestinazione o l’elezione. Non si tratta di qualcosa che possa subito essere compresa, ci vorrà del tempo, anche se vi sono persone che se ne sono rallegrate agli inizi stessi della loro conversione. Questi argomenti possono essere compresi solo crescendo nella propria fede e comprensione delle Scritture. Si potrà certo alludere ad essa, ma è cosa che riguarda il seguito della vita cristiana. Evangelizzare significa chiamare uomini e donne al ravvedimento ed alla fede in Gesù Cristo. Evangelizzare significa raccontare che cos’è successo sulla Croce quando Cristo stesso ha sofferto i dolori dell’inferno nel Suo corpo e nella Sua anima per il Suo popolo, coloro che Egli amava sin dall’inizio. Evangelizzare significa parlare della vittoria della Croce che conduce inesorabilmente a vincere la morte nella risurrezione. Evangelizzare vuol dire spiegare che, ravvedendoci ed affidando tutta la nostra vita a Cristo, seguendolo come nostro Signore e Salvatore, saremo salvati.

La dottrina di Cristo e la dottrina della salvezza sono la gioia e la medicina del vero predicatore e di chi l’ascolta. Certo, verranno presto i giorni in cui l’insegnamento che vi presentiamo sarà considerato non solo politicamente scorretto (come succede oggi) ma sarà totalmente proibito dalle autorità civili. Verranno presto i giorni in cui questo insegnamento non solo sarà negato e strappato via dalla stessa Bibbia, ma sarà anche reso illegale dal regime satanico che, preannunciato dalla stessa Scrittura, sarà stabilito sulla terra. Rammentatevi, però, che la verità ha una sua forza propria e niente e nessuno riuscirà mai, per quanto ci provi, ad estinguerla. Potrà essere temporaneamente ostacolata e nascosta, ma mai abolita per sempre. Amando la verità e proclamandola, aiuteremo a tenerla accesa nel mondo.

“A colui che siede sul trono, e all’Agnello, siano la lode, l’onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli” (Ap. 5:13).
 

di A. Morrison (adattamento di P. Castellina)
 
 
Allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore, avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesú Cristo secondo il beneplacito della sua volontà, a lode della gloria della sua grazia mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell’amato suo Figlio” 
(Efesini 1:4-6)
 
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