Redenzione particolare


Un sermone predicato sabato mattina, 28 Feb 1858
dal REV. C. H. Spurgeon
presso la Music Hall, Royal Surrey Gardens
 
“Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti” (Matteo 20:28)

  

La prima volta che fu mio dovere di occupare questo pulpito e predicare in questa sala, la mia congregazione aveva l’aspetto di una massa irregolare di persone raccolte da tutte le strade di questa città per ascoltare la Parola. Io, allora, ero semplicemente un evangelista, che predicava a molti che non avevano mai udito il Vangelo prima. Per grazia di Dio, il cambiamento più benedetto ha avuto luogo, e ora, invece di avere una moltitudine irregolare radunata insieme, la mia congregazione è stata fissata come quella di ogni ministro in tutta la città di Londra. Riesco da questo pulpito ad osservare il volto dei miei amici, che hanno occupato gli stessi luoghi, il più vicino possibile, per tutti questi mesi, e ho il privilegio e il piacere di sapere che una percentuale molto grande, certamente tre quarti delle persone che si riuniscono qui, non sono persone che si trovano qui per curiosità, ma sono i miei ascoltatori regolari e costanti. E osservo, che, anche il mio ruolo è stato cambiato. Dall’essere un evangelista, ora la mia attivitá è diventata quella di essere il vostro pastore. Una volta eravate un gruppo eterogeneo assemblato, per caso, per ascoltarmi, ma ora noi siamo uniti insieme da legami di amore, e tramite l’associazione abbiamo imparato ad amarci e rispettarci l’un l’altro, siete divenuti il gregge del mio pascolo, membri delle mie pecore, e ora ho il privilegio di assumere la posizione del pastore in questo luogo, oltre che nella cappella dove lavoro la sera. Penso, quindi, che colpirà il giudizio di ogni persona, dato che sia la congregazione che l’ufficio sono ormai cambiati, che l’insegnamento stesso debba, in qualche misura, subire una differenza. E’ stata mia abitudine di rivolgermi a voi attraverso delle semplici verità del Vangelo, ho, molto raramente, in questo luogo, tentato di immergervi nelle cose profonde di Dio. Un testo che ho pensato adatto per la mia comunità, la sera, non avrebbe dovuto costituire oggetto di discussione in questo luogo la mattina. Ci sono molte dottrine alte e misteriose da cui spesso ho preso l’occasione per  movimentare un discorso in casa mia, ma che non mi sono mai preso permesso di introdurre qui, in quanto eravate una comunità di persone casualmente riunite insieme per ascoltare la Parola. Ma ora, dal momento, che le circostanze sono cambiate, anche l’insegnamento verrà cambiato. Io non sarò, ora, semplice, non mi limiterò alla dottrina della fede, o all’insegnamento del battesimo del credente, io non resterò sulla superficie delle questioni, ma mi avventurerò, come Dio mi guiderà, per entrare in quelle cose che sono alla base della religione che teniamo così cara. Io non arrossirò per predicare di fronte a voi la dottrina della Divina Sovranità di Dio, io non vacillerò nel predicare, senza alcuna riserva e senza mancanza di schiettezza, la dottrina dell’elezione.Io non avrò timore di proporre la grande verità della perseveranza finale dei santi, io non negherò quella verità, indubbia, della Scrittura, circa la chiamata efficace degli eletti di Dio, io mi sforzerò, come Dio mi aiuterà, di non tenere lontano nulla da voi che siete diventati il mio gregge.
Visto che molti di voi hanno ora “gustato che il Signore è misericordioso”, cercheremo di attraversare tutto il sistema delle dottrine della grazia, in modo che i santi possano essere edificati e costruiti nella loro santissima fede.
Inizierò questa mattina con la dottrina della Redenzione. “Egli ha dato la sua vita in riscatto per molti”.
La dottrina della Redenzione è una delle dottrine più importanti del sistema della fede. Un errore su questo punto porterà inevitabilmente ad un errore attraverso l’intero sistema della nostra fede.
Ora, voi dovete essere consapevoli che ci sono diverse teorie della Redenzione. Tutti i cristiani ritengono che Cristo è morto per redimere, ma non tutti i cristiani insegnano la stessa redenzione.  Noi ci distinguiamo per quello che crediamo circa la natura dell’ espiazione, e  il disegno della redenzione.  Ad esempio, l’Arminiano sostiene che Cristo, quando morì, non morì con l’intento di salvare alcune particolari persone, ed essi insegnano che la morte di Cristo non implica di per sé di custodire, senza ombra di dubbio, la salvezza a qualunque uomo viventeEssi credono che Cristo sia morto per dare la salvezza ad ogni uomo possibile, e che attraverso il cambiamento, un uomo, a cui piaccia, può conseguire, di conseguenza, la vita eterna; di conseguenza, essi sono obbligati a ritenere che, se la volontà dell’uomo non cambia e non si arrende volontariamente, alla grazia, allora l’espiazione di Cristo sarebbe inefficace. Essi sostengono che non vi era alcuna particolarità e individualità nella morte di Cristo. Cristo è morto, secondo loro, tanto per Giuda che si trovava nell’Inferno quanto per Pietro che è salito al Cielo. Essi credono che per coloro che sono stati consegnati al fuoco eterno, ci fu una vera e propria redenzione fatta come per coloro che ora si trovano davanti al trono dell’Altissimo. Ora, noi non crediamo affatto a niente del genere. Noi riteniamo che Cristo, quando morì, aveva un oggetto in vista, e l’oggetto sarà, in verità e senza ombra di dubbio, realizzato. Noi misuriamo il progetto della morte di Cristo dall’effetto di esso. Se qualcuno ci chiede: “Come il progetto di Cristo ha a che fare con la sua morte?” rispondiamo a questa domanda chiedendogli altro, “Che cosa ha fatto Cristo, o che cosa farà Cristo attraverso la sua morte?”  Noi dichiariamo che la misura degli effetti dell’amore di Cristo, è la misura del progetto di esso. Non possiamo in alcun modo smentire la nostra ragione per pensare che la volontà dell’Iddio Onnipotente possa essere frustrata, o che il progetto di una così grande cosa come l’espiazione, possa in qualsiasi modo, andare perso.
Noi riteniamo, non abbiamo paura di dire che noi crediamo, che Cristo è venuto in questo mondo con l’intenzione di salvare ‘una moltitudine immensa, che nessuno può contare’, e crediamo che come risultato di questo, ogni persona per la quale Egli morto deve, senza ombra di dubbio, essere purificata dal peccato, e sosteniamo, lavata nel sangue, davanti al trono del Padre. Noi non crediamo che Cristo abbia fatto alcuna espiazione efficace per coloro che sono dannati per sempre, non osiamo pensare che il sangue di Cristo sia stato mai versato con l’intenzione di salvare coloro che Dio non ha preconosciuto e che non avrebbero mai potuto essere salvati, e alcuni dei quali erano persino all’inferno quando Cristo, secondo la testimonianza di alcuni uomini, morì per salvarle.
Ho così appena affermato la nostra teoria della redenzione, e accennato alle differenze che esistono tra i due grandi partiti nella chiesa professante. Sarà ora mio impegno di mostrare la grandezza della redenzione di Cristo Gesù, e in tal modo, spero di essere abilitato dallo Spirito di Dio, per far emergere l’intero grande sistema della redenzione, in modo che possa essere compreso da tutti noi, anche se non tutti noi possiamo riceverlo. Per voi è necessario tenere questo in mente, che alcuni di voi, forse, potrebbero essere pronti a contestare le cose che affermo, ma voi dovrete ricordare che questo è niente per me, io in ogni momento insegnerò quelle cose che ritengo essere vere, senza ostacolo o intralcio da parte di qualunque uomo che respira. Voi avete la libertà di fare lo stesso nei vostri luoghi, e di predicare le vostre opinioni nelle vostre assemblee, così come io rivendico il diritto di predicare le mie, completamente, e senza esitazione.
Cristo Gesù “ha dato la sua vita in riscatto per molti», e da quel riscatto Egli ha realizzato per noi un grande redenzione. Cercherò di mostrare la grandezza di questa redenzione, misurandola in cinque modi. Noi osserveremo la sua grandezza, prima di tutto, dalla nefandezza della nostra colpa, dalla quale Egli ci ha liberato, in secondo luogo, valuteremo la Sua redenzione attarverso la severità della giustizia divina, in terzo luogo, la misureremo attraverso il prezzo che ha pagato e i dolori che Egli ha sopportato, poi cercheremo di magnificarla, osservando la liberazione che Egli, effettivamente, ha realizzato , e, infine,  chiuderemo osservando il gran numero per i quali è stata realizzata questa redenzione, che nel nostro testo, guardate! vengono descritti come “molti”.
 
I. In primo luogo vedremo che la redenzione di Cristo non fu una piccola cosa, se noi lo facciamo misurando, prima di tutto, i nostri peccati
 
Fratelli miei, guardate, per un momento, la cavità del pozzo da dove siete stati estratti, e la cava in cui siete stati lavorati. Voi, che siete stati lavati, e purificati e santificati, fate una pausa per un momento, e guardate indietro al passato stato della vostra ignoranza; i peccati nei quali indulgevate, i crimini nei quali siete stati frettolosi, la ribellione continua contro Dio in cui eravate abituati a vivere. Un peccato può rovinare un’anima per sempre, non è nel potere della mente umana di cogliere l’infinità di male che sonnecchia nelle viscere di un peccato solitario. Esiste una vera infinità di colpa formulata in una trasgressione contro la maestà dei Cieli. Se, poi, voi ed io abbiamo peccato, solo una volta, nient’altro che un’espiazione di infinito valore potrebbe mai lavare via il peccato e fare soddisfazione per esso. Ma è stata una volta sola che voi ed io abbiamo trasgredito?
No, fratelli miei, le nostre iniquità sono più numerose dei capelli del nostro capo, esse hanno potentemente prevalso contro di noi. Potremmo, nello stesso modo, cercare di enumerare la sabbia sulla riva del mare, o contare le gocce che nel loro insieme formano l’oceano, che tentare di contare le trasgressioni che hanno segnato la nostra vita. Ritorniamo alla nostra infanzia. Quanto presto abbiamo iniziato a peccare! Quanto abbiamo disubbidito ai nostri genitori, e anche allora abbiamo imparato a fare della nostra bocca una casa di bugie! Nella nostra infanzia, quanto eravamo pieni di lascivia e caparbietà! Testardi e storditi, abbiamo preferito la nostra via, sfuggendo via da tutte le restrinzioni che dei genitori pii misero su di noi. Né la nostra gioventù ci rese sobri. Selvaggiamente ci gettammo, molti di noi, nel bel mezzo della danza del peccato. Diventammo dei maestri di iniquità, non solo peccammo per noi stessi, ma insegnammo agli altri a peccare. E per quanto riguarda la vostra virilità, voi che siete entrati nel pieno della vita, sebbene possiate, anche, essere diventati, apparentemente, più sobri, affinché poteste essere, in qualche modo, liberati dalla dissipazione della vostra giovinezza, quanto poco, anche da uomini, siete divenuti migliori! A meno che la grazia sovrana di Dio ci abbia rinnovatI, non siamo migliori ora di come eravamo quando abbiamo iniziato, e anche se essa ha operato, abbiamo ancora peccati dai quali pentirci, e tutti noi dovremmo sdraiarci con le nostre bocche nella polvere, e gettarci cenere sulle nostre teste, e gridare: “Impuro! Impuro!”
E oh! voi che vi appoggiate stancamente al vostro personale, il sostegno della vostra vecchiaia, non avete voi dei peccati ancora aggrappati alle vostre vesti? Sono le vostre vite bianche come i capelli innevati che coronano il vostro capo? Non sentite ancora che la trasgressione insudicia la gonna della vostra veste, e deturpa il suo candore? Quanto spesso siete, ora, immersi nel fosso, finché i vostri vestiti non vi aborriscono! Gettate i vostri occhi sui sessanta, settanta, e ottant’anni, durante i quali Dio ha risparmiato le vostre vite, e dite se potete, anche solo per un momento,  pensare che sia possibile, che possiate numerare le vostre innumerevoli trasgressioni, o calcolare il peso dei crimini che avete commesso?
O voi stelle del Cielo! gli astronomi possono misurare la vostra distanza e dire la vostra altezza, ma o voi peccati del genere umano! voi superate ogni pensiero. O voi alte montagne! la casa della tempesta, il luogo di nascita della tempesta! l’uomo può scalare le vostre vette e stare con stupore sulle vostre nevi, ma voi colline del peccato! voi torreggiate più alte rispetto ai nostri pensieri. Voi voragini delle trasgressioni! voi siete più profonde di quanto la nostra immaginazione osi immergersi. Voi state accusandomi di calunniare la natura umana? E’ perché voi non la conoscete. Se Dio avesse una volta sola manifestato il vostro cuore a voi stessi, voi mi testimoniereste, che fino ad ora sono molto lontano dall’esagerare, che le mie povere parole non riescono a descrivere la disperazione della nostra cattiveria. Oh! se potessimo, ognuno di noi,  guardare nei nostri cuori oggi, se i nostri occhi potessero essere voltati all’interno, in modo da vedere l’iniquità che è scolpita come con la punta del diamante sui nostri cuori di pietra, noi dovremmo poi dire al ministro, che in qualsiasi modo egli possa descrivere la disperazione della colpa, tuttavia non potrà in alcun modo superarla.
Quanto grande, quindi, amati, deve essere stato il riscatto di Cristo, quando Egli ci ha salvati da tutti questi peccati! Gli uomini per i quali Gesù morì, per quanto grandi fossero i loro peccati, quando credono, sono giustificati da tutte le loro trasgressioni. Anche se possono aver indugiato in ogni vizio e ogni lussuria che Satana potrebbe aver suggerito, e che la natura umana potesse compiere, eppure, una volta creduto, tutta la loro colpa è lavata via. Anno dopo anno possono essersi rivestiti di oscurità, fino a che il loro peccato è divenuto di doppio colore, ma, in un momento di fede, un momento trionfante di fiducia in Cristo, la grande redenzione toglie la colpa di numerosi anni. Anzi, di più, se fosse possibile da tutti i peccati che gli uomini hanno compiuti; la grande redenzione è del tutto sufficiente per prendere tutti questi peccati, e lavare il peccatore sino a renderlo più bianco della neve.
Oh! chi misurerà le altezze di tutta la sufficienza del Salvatore? In primo luogo, dirà quanto alto è il peccato, e, quindi, ricorderà che, come il diluvio di Noè è prevalso sulle cime delle montagne della terra, così il flusso della redenzione di Cristo prevale sulle cime delle montagne dei nostri peccati. Nei tribunali del Cielo ci sono, oggi, uomini che una volta erano assassini e ladri e ubriaconi, e fornicatori e bestemmiatori, e persecutori, ma essi sono stati lavati e sono stati santificati. Chiedete loro da dove è venuta la luminosità delle loro vesti, e dove hanno conseguito la loro purezza, e, con il respiro unito, vi diranno che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello. O voi coscienze turbate! stanche e appensantite da quei pesanti carichi! O voi che gemete e soffrite a causa del peccato! la grande redenzione ora proclamata a voi è sufficiente per tutti i vostri desideri, e quand’anche i vostri numerosi peccati superassero in numero tutte le stelle che brillano in cielo, qui vi è un’espiazione fatta per tutti loro, un fiume che può straripare interamente su di loro, e portarli lontano da voi per sempre.

Questa, quindi, è la prima misura dell’espiazione, la grandezza della nostra colpa.

II. Ora, in secondo luogo, dobbiamo misurare la grande redenzione attraverso la severità della giustizia divina

“Dio è amore,” amando da sempre, ma la mia prossima proposizione non interferisce affatto con questa affermazione. Dio è severamente giusto, inflessibilmente severo nei suoi rapporti con gli uomini. Il Dio della Bibbia non è il Dio di immaginazione di alcuni uomini, che pensa così poco del peccato, che passa sopra esso senza richiederne alcuna punizione. Egli non è il Dio degli uomini che immaginano che le nostre trasgressioni siano tali piccole cose, tali semplici peccatucci che il Dio del Cielo strizza loro l’occhio, e li subisce fino a lasciarli morire dimenticati. No, il Signore, il Dio di Israele, ha dichiarato che Lo riguardano, “Il Signore tuo Dio è un Dio geloso.” E’ Sua la dichiarazione: “Io non lascerò impunito il colpevole.” e “L’anima che pecca, morirà.
Imparate, amici miei, a guardare a Dio, sia a quanto è severo nella Sua giustizia, come se non fosse amorevole, e sia a quanto è, altrettanto, amorevole come se non fosse severo. Il Suo amore non diminuisce la Sua giustizia, né la Sua giustizia, anche in minima parte, fa guerra al Suo amore. Le due cose sono collegate tra loro attraverso la dolcezza dell’espiazione di Cristo. Ma, segnatelo, noi non potremo mai comprendere la pienezza della redenzione finché non avremo, in primo luogo, colto la verità scritturale delll’immensa giustizia divina. Non vi sarà mai una parola mal detta, né un pensiero mal concepito, né un atto malvagio compiuto, per cui Dio non darà una punizione a qualcuno o ad un altro. Egli, o ha soddisfazione da voi, oppure da Cristo. Se non avete un’espiazione da portare per mezzo di Cristo, dovrete sempre essere pronti a pagare un debito che non potrete pagare, nella miseria eterna, perchè, come è certo che Dio è Dio, Egli presto abbandonerà la Sua Natura Divina che soffre per un peccato impunito, o per una particella di ribellione non rivendicata.
Voi potete dire che questo carattere di Dio è freddo, e rigido, e severo. Non posso aiutarvi su quello che dite di ciò, è comunque verità. Così è il Dio della Bibbia, e sebbene noi possiamo ripetere che è vero che Egli è amore, non è meno vero che Egli è sia pieno d’amore ma anche ripieno di giustizia, perchè ogni cosa buona si riunisce in Dio, e viene operata alla perfezione, poichè mentre l’amore  arriva a perfezionarne la bellezza, la giustizia giunge a perfezionare la severità della Sua fermezza. Egli non ha alcuna piega, nessuna deformità nel Suo carattere, nessun attributo così predominante da gettare un’ombra su l’altro. L’amore ha il suo pieno dominio, e la giustizia non ha un limite più ristretto rispetto al Suo amore. Oh! allora, amati, pensate a quanto grande deve essere stata la sostituzione di Cristo, quando essa ha soddisfatto Dio per tutti i peccati del Suo popolo.
Per il peccato dell’uomo, Dio esige la punizione eterna, e Dio ha preparato un Inferno nel quale Egli getta coloro che muoiono impenitenti. Oh! fratelli miei, potete immaginare quale deve essere stata la grandezza dell’espiazione, se ha costituito la sostituzione per tutta questa agonia che Dio avrebbe gettato su di noi, se non l’avesse riversata su Cristo. Guardate! guardate! guardate con occhio solenne attraverso le ombre che ci separano dal mondo degli spiriti, e vedete quella casa di miseria che gli uomini chiamano Inferno!Voi non potete resistere allo spettacolo. Ricordate che in quel luogo ci sono spiriti che in perpetuo pagheranno il loro debito con la giustizia divina, ma sebbene alcuni di loro siano stati, in questi 4000 anni, soffocati nella fiamma, essi non sono più vicini alla fine di quando hanno iniziato, e quando diecimila stagioni, 10 mila anni saranno trascorsi, essi non  avranno dato più soddisfazione a Dio, per la loro colpa, rispetto a quanto l’abbiano data fino a quel momento.
E ora potete cogliere il pensiero della grandezza della mediazione del vostro Salvatore, quando Egli pagò il vostro debito, l’ha pagato tutto in una volta, così che ora non rimane neanche un centesimo del debito dovuto dal popolo di Cristo al loro Dio, tranne un debito di amore. Alla giustizia il credente non deve nulla, sebbene egli dovesse, in origine, così tanto che l’eternità non sarebbe stata abbastanza lunga per rendere sufficiente il pagamento di esso, eppure, in un unico momento, Cristo ha pagato tutto, così che l’uomo che crede è pienamente giustificato da ogni colpa, e liberato da ogni punizione, attraverso quello che Gesù ha fatto. Pensate voi, allora, a quanto grande sia stata la Sua espiazione se Egli ha fatto tutto questo.
Devo proprio fare una pausa a questo punto, e pronunciare un’altra frase. Ci sono momenti in cui Dio Spirito Santo mostra agli uomini la severità della giustizia nelle loro coscienze. C’è un uomo qui oggi a cui è stato appena tagliato il cuore con un senso di peccato. Una volta era un uomo libero, un libertino, in schiavitù verso nessuno, ma ora la freccia del Signore si è infilata rapida nel suo cuore, e lui è giunto sotto una schiavitù peggiore di quella d’Egitto. Lo vedo oggi, che mi racconta che il suo senso di colpa lo perseguita ovunque. Lo schiavo Nero, guidato dalla stella polare, può sfuggire i vincoli crudeli del suo padrone e raggiungere un’altra terra dove può essere libero, ma quest’uomo si sente che se dovesse vagare sopra l’intera vastità del mondo non potrebbe riuscire a sfuggire al suo senso di colpa. Colui che è stato legato con molti ferri, può ancora trovare una lima che lo può sciogliere e mettere in libertà, ma quest’uomo vi dice che ha tentato con preghiere e lacrime e buone opere, ma non può sfuggire ai ceppi del suo polso, egli si sente sempre come un peccatore perduto, e l’emancipazione, facendo egli ciò che può fare, gli sembra impossibile. Il prigioniero nelle segrete, a volte, è libero nei pensieri, anche se non nel corpo, attraverso le sue mura segrete il suo spirito balza e vola alle stelle, libero come l’aquila che non è schiava di nessuno. Ma questo uomo è schiavo nei suoi pensieri, lui non riesce ad averne uno luminoso, neanche un pensiero felice. La sua anima è abbattuta dentro di lui, il ferro è entrato nel suo spirito, ed è dolorosamente afflitto. Il prigioniero a volte dimentica la sua schiavitù nel sonno, ma quest’uomo non riesce a dormire, di notte sogna l’inferno,  di giorno gli sembra di sentirlo, lui sopporta una fornace ardente di fuoco nel suo cuore, e fa quello che può perchè non può placarla. Egli è stato confermato, è stato battezzato, egli prende il sacramento, frequenta una chiesa o frequenta una cappella, egli considera ogni categoria e obbedisce ogni canone, ma il fuoco brucia comunque. Egli dà il suo denaro ai poveri,  è pronto a dare il suo corpo per essere bruciato, nutre gli affamati, visita il malato, veste l’ignudo, ma il fuoco brucia comunque, egli fa ciò che può ma non può placarla. O, figlio della stanchezza e del dolore, questa che tu senti è la giustizia di Dio in pieno perseguimento di te stesso, sii felice tu che provi questo, perchè ora è a te che io predico questo glorioso Vangelo del Dio benedetto.
Tu sei l’uomo per il quale Gesù Cristo è morto, per te Egli ha soddisfatta la giustizia severa, e ora tutto quello che devi fare per ottenere la pace della coscienza, è solo dire al tuo avversario che ti insegue, “Guarda qui! Cristo morì per me, le mie buone opere non ti fermerebbero, le mie lacrime non potrebbero placarti ma guarda lì! lì sta la croce, lì è appeso il Dio sanguinante! Senti la Sua morte gridare nel vederlo morire! non sei soddisfatto adesso?” E quando tu avrai fatto questo, tu avrai la pace di Dio che sopravvanza ogni intelligenza, che terrà il tuo cuore e la mente attraverso Gesù Cristo tuo Signore, e allora tu conoscerai la grandezza della Sua espiazione.
III. In terzo luogo, possiamo misurare la grandezza della Redenzione di Cristo dal prezzo che ha pagato
E ‘impossibile per noi sapere quanto grandi furono gli spasimi del nostro Salvatore, ma tuttavia qualche scorcio di loro ci offrirà una piccola idea della grandezza del prezzo che Egli pagò per noi. O Gesù, chi descriverà la tua agonia?
 
“Venite voi tutte primavere,
Dimorate nella mia mente e negli occhi,
venite, nuvole e pioggia!
Il mio dolore necessita di ogni cosa bagnata,
Che la natura ha prodotto.
Lasciate che ogni mia vena
Risucchi un fiume per rifornire i miei occhi,
I miei stanchi occhi piangenti,
troppo secchi per me,
A meno che non ricevano nuovi condotti, nuovi rifornimenti,
Per versarli fuori, e con il mio stato convenire.”

 

O Gesù! fosti sofferente dalla tua nascita, un uomo di dolori e di conoscenza del dolore. Le tue sofferenze caddero su di te in una doccia perpetua, fino all’ultima terribile ora di oscurità. Allora non in una doccia, ma in una nuvola, un torrente, una cataratta di dolore, le tue angosce furono scaraventate sopra te.
Lo vediamo laggiù! E ‘una notte di gelo e freddo, ma Egli è all’aperto. E’ notte, Egli non dorme, ma è in preghiera. Ascoltate i Suoi gemiti! Ha mai l’uomo combattuto come Egli combatte? Andate a guardate nel Suo volto! Fu mai raffigurata tale sofferenza su di un volto mortale come potete contemplare lì? Ascoltate le Sue parole: “La mia anima è triste fino alla morte.” Egli si alza: vieno preso dai traditori ed è trascinato via. Facciamo un passo verso il luogo in cui, solo poco prima, era impegnato nell’agonia. O Dio! e cos’è questo che vediamo? Cos’è questo che macchia la terra? E’ sangue! Da dove è venuto? Egli aveva qualche ferita che trasudava di fresco attraverso la Sua lotta atroce? Ah! no. “Egli suda, grosse gocce di sangue, che cadono a terra.” O agonie, che superate la parola con la quale vi chiamiamo! O sofferenze che non possono essere descritte dalle parole! Questo è l’inizio, questa è l’apertura della tragedia. SeguiLo tristemente, tu chiesa dolente, per assistere alla consumazione di ciò. Egli deve correre attraverso le strade, per prima cosa, Egli viene trascinato, da un banco di imputato ad un altro, Egli è gettato e condannato davanti al Sinedrio; Egli è schernito da Erode, Egli è provato da Pilato. La sua sentenza viene  pronunciata, “Sia crocifisso!” Ed ora la tragedia giunge al suo culmine. La Sua schiena è denudata, Egli viene legato alla bassa colonna romana, il flagello sanguinoso scava solchi sulla schiena, e  con un unico flusso di sangue La Sua schiena è rossa, un abito color cremisi che Lo proclama imperatore della miseria. Viene portato nella stanza di guardia, i Suoi occhi sono bendati, ed allora Lo schiaffeggiano, e dicono: “Profetizza chi era che ti colpiva?”Sputano sul Suo viso, intrecciano una corona di spine, premono le Sue tempie con essa, Lo rivestono con un mantello di porpora, piegano le loro ginocchia, per prenderlo in giro. Tutto silenzioso Egli siede, non risponde una parola. “Quando fu oltraggiato, non rispose”, ma si rimette a Colui che era venuto a servire. E poi Lo prendono, e con molti scherni e insulti Lo conducono, dal luogo in cui si trova, di fretta per le strade.  Emaciato dal digiuno continuo, e abbattuto dall’agonia dello spirito, inciampa sotto la Sua croce. Figlie di Gerusalemme! Lui sviene nelle vostre strade. Essi Lo rialzano, hanno posto la croce sulle spalle di un altro, e sollecitano la Sua con la punta delle lance, finché alla fine raggiunge il monte del giudizio. Rozzi soldati Lo prendono e Lo gettano sulla schiena, la traversa di legno è disposta  sotto di Lui, le Sue braccia vengono tese fino a raggiungere la distanza necessaria, poi vengono afferrate dai chiodi; quattro martelli, in un unico momento,  spingono quattro chiodi attraverso le parti più tenere del Suo corpo, e lì, Egli giace sul Suo proprio luogo di esecuzione per morire sulla Sua croce. E non è ancora finita. La croce viene sollevata da parte dei rozzi soldati. E’ stata preparata una buca. Viene posta al suo posto: viene riempita la buca con la terra, e viene posizionata. Ma guardate gli arti del Salvatore, il modo in cui fremono! Ogni osso è stato posto fuori del giunto da parte del precipitare della croce in quello zoccolo! Quanto piange! Come sospira! Come singhiozza! O meglio, ancora di più,  udite come, alla fine, Egli urla nell’agonia, “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” O sole, non c’è da stupirsi che tu abbia chiuso il tuo occhio, e non abbia potuto più guardare un atto così crudele! O rocce! non c’è da meravigliarsi che abbiate fatto sciogliere e stracciare i vostri cuori con comprensione, quando il Creatore morì! Mai l’uomo ha sofferto come quest’uomo soffrì, anche la stessa morte cedette, e molti di coloro che erano stati nelle loro tombe sorsero e vennero in città. Questo, però,  non è altro che l’esteriore. Credetemi, fratelli, l’interno era di gran lunga peggiore. Quello che il nostro Salvatore soffriva nel Suo corpo non era niente in confronto a ciò che Egli sopportò nella Sua anima.
Non potete immaginare, e non posso aiutarvi a immaginare, quello che sopportò dentro di Lui. Si supponga per un momento, per ripetere una frase che ho usato spesso, si supponga di un uomo che è passato nell’Inferno, supponete che tutti i suoi tormenti eterni possano essere stati tutti portati in un’unica ora, e poi supponete che ciò possa essere stato moltiplicato per l’intero numero dei salvati, che è un numero oltre tutte le numerazioni umane. Ora potete pensare a quale ampio aggregato di miseria vi potesse essere  nelle sofferenze di tutto il popolo di Dio, se fossero stati puniti per tutta l’eternità? Ricordatevi che Cristo ha dovuto subire l’equivalente di tutti gli inferni di tutti i Suoi redenti. Non potrò mai esprimere questo pensiero, attraverso un modo migliore, che usando queste parole, spesso ripetute: sembrò come se l’Inferno venisse messo nella Suo calice; Egli l’afferrò, e, “In uno enorme disegno d’amore, bevve dannazione pura”. In modo che non rimanesse mai più nulla da sopportare di tutte le pene e le miserie dell’Inferno per il Suo popolo. Io non dico che soffrì nello stesso modo, ma dovette sopportare l’equivalente di tutto questo, e dovette dare a Dio soddisfazione per tutti i peccati del Suo popolo, di conseguenza Gli venne dato l’equivalente per tutti i loro castighi. Ora voi potete immaginare, siete in grado di immaginare la grande redenzione del nostro Signore Gesù Cristo?
 
IV. Sarò molto breve circa il testo successivo. La quarta via per misurare le agonie del Salvatore è questa: noi dobbiamo calcolarle attraverso la redenzione GLORIOSA CHE EGLI HA EFFETTUATO

 

Sorgete, credenti, alzatevi nel vostro posto, e questo giorno attestate la grandezza di ciò che il Signore ha fatto per voi! Lasciatemi dire questo per voi. Vi dirò la vostra esperienza e la mia d’un fiato. Una volta la mia anima era carica di peccato, mi ero rivoltato contro Dio, e  avevo trasgredito gravemente. I terrori della pistola della legge mi avevano preso di mira, i morsi della condanna mi avevano afferrato. Ho visto me stesso colpevole. Ho guardato al Cielo, e ho visto un Dio adirato che aveva giurato di punirmi, ho guardato sotto di me e ho visto l’Inferno che spalancava la bocca pronto a divorarmi. Ho cercato attraverso le buone opere di soddisfare la mia coscienza, ma invano, ho tentato attraverso la partecipazione alle cerimonie religiose di placare le pene che sentivo dentro, ma tutto senza effetto. La mia anima era oppressa dalla tristezza, quasi fino alla morte. Avrei potuto dire con l’antico tono luttuoso, “La mia anima ha scelto di soffocare e di morire piuttosto che vivere.” Questa era la grande domanda che mi lasciava sempre perplesso: “Ho peccato, Dio deve punirmi, come può essere giusto se non lo farà? Quindi, poiché Egli è giusto, cosa ne sarà di me?” Alla fine i miei occhi si volsero a quella parola dolce che dice: “Il sangue di Gesù, Suo Figlio purifica da ogni peccato.” Ho portato quel testo nella mia camera, mi sono seduto lì e ho meditato. Ho visto uno appeso su una croce. Era il mio Signore Gesù. C’era la corona di spine, e c’erano gli emblemi di una sofferenza ineguagliabile e senza pari. Ho guardato su di Lui, e i miei pensieri hanno ricordato che la parola dice: “Certa è quest’affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù é venuto nel mondo per salvare i peccatori.” Allora ho detto, dentro di me, “Quest’ uomo è morto per i peccatori? Io sono un peccatore. Allora Egli è morto per me. Quelli per i quali è morto Egli salverà. Egli è morto per i peccatori, io sono un peccatore, Egli è morto per me., Egli mi salverà.” La mia anima ha invocato questa verità. Ho guardato a Lui, e così io “ho osservato il fluire della Sua anima redimere il mio sangue”, il mio spirito si è rallegrato, perciò io posso dire,
 
“Nulla nelle mie mani io porto,
semplicemente alla croce io mi aggrappo
Guardo a Lui nudo per vestirmi,
Indifeso vado a Lui per grazia!
Nero, io a questa fontana volo,
Lavami, Salvatore, o io muoio! “

 

E ora, credenti, voi racconterete il resto. Nel momento in cui avete creduto, il vostro peso è scivolato via dalla vostra spalla, e voi siete divenuti leggeri come l’aria. Invece di tenebre avete avuto luce, invece di indumenti pesanti avete avuto vestiti di lode. Chi potrà raccontare la vostra gioia da allora? Avete cantato inni sulla terra dei Cieli, e nella vostra anima pacifica avete anticipato il sabato eterno dei redenti. Poiché avete creduto siete entrati nel riposo. Sì, ditelo al vasto mondo di sopra, che quelli che credono, per la morte di Gesù sono giustificati da tutte le cose, dalle quali non potevano essere liberati attraverso le opere della legge. Ditelo nel Cielo, che nessuno può accusare gli eletti di Dio. Ditelo sulla terra, che i redenti di Dio sono liberi dal peccato agli occhi dell’Eterno. Ditelo anche all’Inferno, che gli eletti di Dio non vi potranno mai venire, perché Cristo è per loro che morì, e chi è colui che li condannerà?
 
V. Io mi sono affrettato su quello che descritto, per arrivare all’ultimo punto, che è il più dolce di tutti
 
Gesù Cristo, ci è stato detto nel nostro testo, venne nel mondo “per dare la sua vita in riscatto per molti”. La grandezza della redenzione di Cristo può essere misurata tramite la portata del disegno di essa. Egli diede la sua vita “in riscatto per molti”. Ora devo tornare, nuovamente, a quel punto, già discusso. Ci viene spesso detto (intendo a quelli di noi che sono comunemente soprannominati con il titolo di calvinisti, e noi non proviamo affatto vergogna per questo; noi pensiamo che Calvino, dopo tutto, conosceva, anche privo di ispirazione, molto di più sul Vangelo, che quasi tutti gli uomini che sono mai esistiti),  ci viene spesso detto che noi limitiamo l’espiazione di Cristo perché diciamo che Cristo non ha dato soddisfazione a tutti gli uomini o che non tutti gli uomini sarebbero salvati. Ora la nostra risposta a questo è che, invece, sono i nostri oppositori che la limitano: noi no. Gli Arminiani dicono Cristo è morto per ogni uomo. Chiedete loro cosa intendono per questo. “Cristo morì così da assicurare la salvezza di tutti gli uomini?”  Essi dicono: “No, certamente no.” Poniamo loro la prossima domanda, “Cristo morì così da assicurare la salvezza di ogni uomo in particolare?” Essi rispondono “No.” Sono obbligati ad ammettere questo, qualora siano coerenti.Essi dicono: “No, Cristo è morto affinchè ogni uomo possa essere salvato se…”, e poi proseguono con determinate condizioni di salvezza. Chiediamo, allora, ritornando alla vecchia domanda, “Cristo morì, in modo da garantire, oltre ogni dubbio,  la salvezza a qualcuno, vero?  Loro devono rispondere “No”, sono obbligati a dire così, perchè credono che persino dopo che un uomo è stato perdonato, egli possa ancora cadere in disgrazia, e perire. Ora, chi è che limita la morte di Cristo? Ma loro. Loro dicono che Cristo non morì in modo da assicurare infallibilmente la salvezza di qualcuno. Loro dicono, “Chiediamo le vostre scuse, quando dite che limitiamo la morte di Cristo.” Noi rispondiamo: “No, miei cari signori,  siete voi a doverle fare. Noi diciamo che Cristo, poiché, morì, ha infallibilmente assicurato la salvezza di una moltitudine che nessun uomo può contare, e che attraverso la morte di Cristo, può, non solo, essere salvata ma che viene salvata, deve essere salvata, e non può, per nessuna ragione, correre il rischio di essere tutt’altro che salvata. Siete invitati a pentirvi, siete tenuti ad essere sinceri. Noi non rinunceremo mai alla nostra verità per interesse.” Ora, carissimi, quando sentite qualcuno ridere o schernire la redenzione limitata, potete dirgli tutto questo.
L’espiazione generale è come un grande ponte con solo metà di un arcata, essa non attraversa  il fiume: essa si professa solo per arrivare a metà strada, ma non assicura la salvezza di nessuno. Ora, preferirei, piuttosto, mettere il piede su un ponte stretto come l’Hungerford, che passa attraverso tutta la strada,  piuttosto che su un ponte che è grande come il mondo, ma che non attraversa tutto il flusso del torrente. Mi hanno detto che è mio dovere dire che tutti gli uomini sono stati redenti, e mi è stato detto che c’è un mandato scritturale per questo: “Il quale ha dato se stesso in riscatto per tutti, per essere testimoniato a tempo debito.” Ora, questo assomiglia molto, veramente molto all’argomento proprio sull’altro lato della questione. Per esempio, guardate qui. “Ecco, il mondo gli va dietro.” Poteva tutto il mondo andare dietro a Cristo? “Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la regione adiacente il Giordano accorrevano a lui, ed erano battezzati da lui nel Giordano, confessando i loro peccati.” Era tutta la Giudea e tutta Gerusalemme che veniva battezzata nel Giordano? “Noi sappiamo che siamo da Dio e che tutto il mondo giace nel maligno.” “Tutto il mondo” significa ognuno? Se sì, come è possibile allora che ci siano alcuni che sono di Dio? Le parole “mondo” e “tutti” sono usate in sette o otto casi nella Scrittura, ed è molto raro che “tutti” significhi tutte le persone, prese individualmenteQueste parole sono, generalmente, utilizzate per indicare che Cristo ha redento alcuni di ogni genere, alcuni ebrei, alcuni gentili, un ricco, un povero, e non ha limitato la sua redenzione o all’Ebreo o al Gentile. Lasciando la controversia, tuttavia, vorrei che ora rispondeste a una domanda. Ditemi, allora, signori, per chi, dunque, Cristo morì? Volete rispondermi ad una domanda o due, e vi dirò se Egli morì per voi. Volete un Salvatore? Pensate che necessitate di un Salvatore? Siete, questa mattina, consapevoli del peccato? Lo Spirito Santo vi ha insegnato che siete perduti? Allora Cristo è morto per voi e voi sarete salvati. Siete, questa mattina, consapevoli che non avete alcuna speranza nel mondo all’infuori di Cristo? Pensate che non potete, tramite voi stessi, essere in grado di offrire un’espiazione che possa soddisfare la giustizia di Dio? Avete rinunciato ad ogni fiducia in voi stessi? E potete dire, piegati in ginocchio, “Signore, salvami, o io perirò”? Cristo morì per voi. Se state dicendo, questa mattina, “Io sono così buono come dovrei essere, io posso andare in cielo attraverso le mie buone opere”, allora, ricordate che la Scrittura dice di Gesù: “Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori al pentimento”. Finché siete in questo stato non ho nessuna espiazione da predicarvi . Ma se questa mattina vi sentite in colpa, miserabili, consapevoli della vostra colpa, e siete pronti a prendere Cristo per essere il vostro unico Salvatore, non solo posso dirvi che potete essere salvati, ma quello che è ancora meglio, che sarete salvati. Quando siete spogliati di ogni cosa, ma sperate in Cristo, quando siete preparati a venire a mani vuote e prendere Cristo per essere il vostro tutto, e per essere voi stessi niente di niente, allora potete guardare a Cristo e potete dire, “Tu caro, Tu sanguinante Agnello di Dio! i Tuoi dolori sono stati sopportati per me! attraverso le Tue ferite sono guarito, e per mezzo delle Tue sofferenze io sono perdonato.” E allora vedrete che otterrete la pace della mente, perché se Cristo è morto per voi, non potete essere perduti. Dio non punirà due volte per una stessa cosa. Se Dio punì Cristo per il peccato, Egli non punirà voi.
“Come pagamento, la giustizia di Dio non può pretendere, prima il sangue del garante, a portata di mano, e poi di nuovo il mio.” Possiamo, oggi, se crediamo in Cristo, marciare verso il trono di Dio, stare lì, e se viene detto: “Sei tu colpevole?” possiamo affermare: “Sì, sono colpevole”. Ma se la domanda viene posta così “Cosa hai da dire perché non dovresti essere punito per la tua colpa?” Noi possiamo rispondere, “Grande Dio, la Tua giustizia e il Tuo amore sono due garanzie che Tu non ci farai punire per il peccato, perché se Tu punisti, al nostro posto, Cristo per il peccato,  come potresti, allora, Tu essere giusto, e allo stesso tempo, essere Dio, se Tu punisti Cristo il sostituto, e poi dopo, punisci, ugualmente l’uomo?”
La vostra unica domanda è: “Cristo morì per me?” E l’unica risposta che possiamo dare è, “Questa parola è sicura e degna di essere pienamente accettata, che Cristo Gesú è venuto nel mondo per salvare i peccatori.”Potete scrivere il vostro nome tra i peccatori, non tra i peccatori gratuiti, ma tra quelli che sentono il loro stato, lo deplorano, sofffrono per esso, e cercano misericordia a causa di esso? Siete dei peccatori che lo sentono, che lo sanno, che professano che sono stati, ora, invitati a credere che Gesù Cristo è morto per voi, perché voi siete dei peccatori? Se lo siete, allora siete invitati a gettarvi su questa grande roccia inamovibile, e a trovare sicurezza eterna nel Signore Gesù Cristo. Amen.
Spurgeon

 


 
Traduzione a cura di Consapevoli nella Parola

 
 Allora il Re dirà a coloro che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo.””
(Matteo 25:34)
 
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