La vite e i tralci

LA VITE E I TRALCI

Apriamo le nostre Bibbie in Giovanni 15 cominciando al verso 1:

“Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via; ma ogni tralcio che porta frutto, lo pota affinché ne porti ancora di più. Voi siete già mondi a motivo della parola che vi ho annunziata.

Dimorate in me e io dimorerò in voi; come il tralcio non può da sé portare frutto se non dimora nella vite, cosí neanche voi, se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla.

Se uno non dimora in me è gettato via come il tralcio e si secca; poi questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e sono bruciati.
Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto, In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e cosí sarete miei discepoli.

Come il Padre ha amato me, cosí io ho amato voi; dimorate nel mio amore.
Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia piena.”

Rivolgiamoci al Signore in preghiera:

Padre, vengo a Te nel nome del Figlio Tuo e Ti chiedo aiuto, per la Tua Gloria, per il bene dei Tuoi. Signore, che l’inadeguatezza sia solo in me e la competenza sia Tua nel nome di Gesù. Amen

Di solito…, di solito non predico facendo uso di appunti e ciò potrebbe essere il mio fallimento qui oggi, ma questo semplicemente non è un sermone di cui sia all’altezza. Questo è il prodotto di uno struggimento, il prodotto di un bisogno che ho nella mia stessa vita.

Sapete, a volte noi guardiamo a degli uomini che in qualche forma, modo o maniera sono stati dotati per compiere certe cose e automaticamente tendiamo a considerare l’essere dotati con l’essere spirituali, l’avere dei doni con l’essere santi. Non potremmo essere più lontani dalla verità.

Nel mio personale struggimento, so che ci sono state diverse volte nella mia vita, in cui sono stato a predicare alla gente, agli angoli delle strade o dai pulpiti, e mi sono ritrovato ad essere apparentemente trasformato per dare una Parola che non avevo neanche pensato, e a vedere persone miracolosamente nascere di nuovo, eppure scendendo dal pulpito, venivo confrontato con le lotte della vita cristiana, dal fallimento, dal peccato e dall’immaturità.

Non pensiate mai e poi mai che qualcuno che Dio usa sia immune da ciò. In realtà a volte tali persone devono avere grandemente a che fare con queste cose, in un modo molto duro per loro.

Ho cercato, ho una tendenza al perfezionismo, e ho cercato tutta la mia vita così tanti modi diversi per cercare di crescere, così tanti metodi, così tante cose durante i miei momenti di tranquillità, digiuni e preghiere, e molte di queste cose, se fatte nel modo giusto e comprese propriamente sono eccellenti, strumenti meravigliosi che Dio ha istituito, ma non sono la fonte della crescita. Non sono la fonte del cambiamento, la sorgente della trasformazione.
Questa è solo una Persona, ed il Suo Nome è Gesù Cristo e sto pensando allo scopo di questo sermone.

Ho scelto un passo qui, è in Colossesi. Lo leggo semplicemente a voi, capitolo 1 verso 9 e 10

“Perciò anche noi, dal giorno in cui abbiamo sentito questo [il vangelo, ciò che era successo a quei credenti], non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che siate ripieni della conoscenza della sua volontà, in ogni sapienza ed intelligenza spirituale,

perché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio”.

Amico mio, ci sono semplicemente troppe cose da tenere in mente in questo passo, davvero. Se dovessi andare nel Nuovo Testamento e scrivere una lista di cose che si suppone si debbano fare, anche se fossi in grado di farlo, se avessi l’abilità mentale, la bravura intellettuale per farlo, dove troverei mai la forza.

Io penso che se qualcuno dovesse considerare seriamente tutte queste cose e poi provasse a metterle insieme in una metodologia strutturata, finirebbe per ridursi in frustrazione e assoluta pazzia. Voglio dire, dove sono? Come può questo essere fatto? Come posso camminare in un modo che sia degno del Signore? Come posso riuscire a essergli gradito in tutte le cose, portando frutto in ogni buona opera? Questa non è un’opera a misura d’uomo. Solo Dio può fare questo, non una qualche formula manipolativa. Solo Dio può ciò.

Viene un momento nella nostra vita, in cui Dio lavorerà per mettere a morte tutte le nostre idee e tutti i nostri “5 passi diversi” e “5 diversi modi” e le “10 basilari verità che Dio vuole che tu conosca”. Egli distruggerà tutte queste cose per lasciarci sterili eccetto per Cristo, la nostra sola fontana di forza e speranza e vita.

Qui si dice… e ancora una volta, non ho intenzione di dare un sermone potente oggi, non è nei miei piani, sapete, di eccitare nessuno. Non intendo impressionare nessuno. Queste sono le cose che nella mia vita, quando sono a falciare il prato o quando sono a giocare con i miei bambini, queste sono le cose che mi hanno aiutato.

La prima affermazione che Gesù fa qui è di dire: “Io sono la vera vite“. Cosa significa?

Odio dover continuare a fare riferimento al fratello Lighter, ma ho imparato qualche cosa da lui così come dagli altri qui, ma prima di tutto, le cose che Egli dice qui devono esere ascoltate. Egli non dice “Io sono come una vite”. Egli non dice “voglio essere una vite per voi”. Egli non dice “spero che voi mi consideriate come una vite”. Egli dice: “Io sono la vite”, “Io sono quella vite”.

Ma che cos’è la vite? Bhe prima di tutto riconoscete che Egli lo è. Egli non sta sperando che lo sia per voi. Non sta aspettando in riserva che voi Gli chiediate di venire e di unirsi a voi. Egli dice: “Io, lo sono. Sono questa vite costante. Questa è la realtà. Questo è ciò che Io sono.”

Cosa significa? Prima di tutto, Egli è la sorgente di ogni grazia spirituale, ogni vita spirituale, ogni frutto spirituale. Egli è la sorgente di tutte queste cose. Ed è di tutte queste cose gloriose e divine che Dio richiede da voi e che non possono essere messe insieme con nessuna forza umana. Esse non possono essere attinte dagli aridi mulini della nostra propria umanità. Esse non provengono dall’essere dedicati, e non provengono dall’essere devoti. Egli è la sorgente, non solo “una” sorgente, ma “la” sorgente, l’unica sorgente per qualunque cosa che deve essere come Dio in voi, qualunque cosa che debba essere buona, qualunque cosa che debba mai essere spirituale. Deve provenire da Lui e da nessun altro e da niente altro.

A volte noi, nel nostro mondo evangelico, guardiamo al cattolicesimo e al modo in cui si è ridotto fino a un rituale e una metodologia e a mezzi per fare le cose per ricevere grazia e ogni sorta di cose. E voglio che sappiate qualcosa. Vedo esattamente la stessa cosa nella maggior parte dei nostri negozi di libri cristiani.

Del tipo: vuoi questo da Dio? Allora fa questo. Vuoi crescere in questo modo? Ecco i cinque passi per farlo. Vuoi questo, vuoi quello? Allora segui questi punti. L’unico problema è che quei punti ti porteranno solo a frustrazione. Vendono libri, ma ti condurranno solo a frustrazione. E’ Lui la Sorgente.

Sapete, potrei passare l’intera ora e 15 minuti o qualunque tempo abbia, a ripetere solo una cosa: Egli è la sorgente di ogni vita spirituale e verità. Egli è la sorgente di ogni vita spirituale e verità.

E non dico solo… notate qui, non dico solamente “vita”, ma sto dicendo “vita e frutti”, perché a differenza di quanto ci è stato insegnato, non si può avere l’una senza gli altri.

Vedete, tutto ciò in cui consiste il frutto del Cristiano, tutto ciò in cui consistono le opere di un Cristiano, tutto ciò in cui consiste il dovere cristiano, è interamente in frutti e frutti che fluiscono naturalmente dalla vita. E’ vita e quella vita di Gesù Cristo produce frutti.

Come ho udito qualcuno dire, e credo vi sia un elemento di verità in esso, il frutto dello Spirito Santo è Gesù Cristo che vive la Sua Vita attraverso di te. I doni dello Spirito Santo consistono in Gesù Cristo che porta avanti il Suo ministero per mezzo di voi. E’ tutto incentrato su Gesù.

E so che, nel dire qualcosa come questo, rischio di trasformarla in un clichè, perché è già diventato un clichè. Sapete, specialmente per voi che siete giovani, voi potete fare grandi affermazioni nella fede spirituale. Che Gesù è l’unica sorgente di vita spirituale, ma forse solo quando avrete 80 anni comincerete appena a capire ciò che avete affermato. Vuole dire che Egli è essenziale.

Alcune parole qui. Egli è indispensabile, indispensabile. Egli non può essere sostituito. E’ necessario per ogni cosa. Separati da Lui, voi ed io siamo niente e non possiamo niente. Indispensabile. Egli non è accessorio.

Oggi, nel Cristianesimo contemporaneo, la gente fa in pratica evangelismo dicendo questo: “Bhe tu hai una magnifica casa, hai una magnifica macchina, hai un gran bel lavoro e la tua famiglia sembra a posto, ma ti manca soltanto una cosa. Hai bisogno di Gesù nella tua vita”

Amici miei, questo è patetico, questo è blasfemo. Non hai nessuna vita se non hai Gesù Cristo. E tutte le tue altre cose e conforti e tutto quanto di demonico e sensuale che hai ti seppelliranno nel pozzo dell’inferno.

Cosa disse Paolo? Disse: “Non conosco più nessuno secondo la carne.” L’unica cosa che voglio sapere: hai o non hai Gesù, hai Cristo o non hai Cristo. Questo è tutto ciò che importa, Cristo”.

Egli è essenziale.

Un’altra cosa che questo testo ci dice è che voi ed io dobbiamo resistere la ridicola idea che in qualche modo noi siamo la sorgente del nostro portare frutto. Ogni volta.

Ora, voglio approcciarmi a ciò in modo un po’ diverso. Sapete, non ho mai visto qualcuno che si alzava in piedi e diceva: “Io sono la sorgente del mio portare frutto”, però quando sento dire ad un Cristiano qualcosa come questo: “Bhe, io non posso fare quella cosa”, egli crede ovviamente di essere la sorgente dei propri frutti, e non conosce quello di cui parlava Paolo, quando diceva: “Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica”.

Capite, quale deve essere il modo di pensare del credente… se davvero credi di non riuscire a portare frutto, allora è davvero, davvero liberatorio, perché solo allora ti rivolgerai a Colui che può produrre ogni tipo di frutti, frutti abbondanti, frutti eterni.

In Osea 14:8, ascoltate questo verso:

“Efraim dirà, che ho piú a che fare con gli idoli? Io lo esaudirò e mi prenderò cura di lui. Io sono come un verdeggiante cipresso; il tuo frutto viene da me”

Questo è ciò che Dio disse ad Efraim ed è molto importante capire che la parola “Efraim” vuol dire fruttuosità. Egli lo chiamò fruttuosità, ma il problema era che questa tribù cominciò a pensare che essa fosse la sorgente della propria fruttuosità. E Dio dice: “No, sono Io la sorgente della vostra fruttuosità”.

Un’altra cosa che questo testo dice è questa: noi dobbiamo resistere all’orgoglio che può derivare dall’essere fruttuosi.

Sapete, a volte quando si compiono progressi nella vita cristiana, può essere pericoloso. Ecco perché Dio non ci permette di sperimentare tutto il progresso che speravamo, perché ciò si rivolterebbe e finirebbe per esserci contro, causandoci orgoglio, perché siamo troppo immaturi per poter essere utilizzati per portare tali frutti.

Ascoltate cosa dice 1 Corinzi 4:7:

“Che cosa infatti ti rende diverso? Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti glori come se non l’avessi ricevuto?”
Egli si sta rivolgendo ad una Chiesa che era molto ricca di doni, con manifestazioni dello Spirito Santo in ogni tipo di opera, e sta dicendo: “Aspettate un attimo, voi avete compreso tutto all’opposto. Siete caduti allo stesso modo di Efraim. Non avete compreso che tutto il vostro frutto, tutti i vostri doni, tutte le vostre capacità, tutta la vostra conoscenza, ed ogni cosa provengono da Cristo.”

E se tutto viene da Cristo, perché allora e come potete vantarvi in nessun altro che Cristo? Cristo soltanto, Egli è la Vera Vite.

In un altro significato, Egli è la Vera Vite, perché Egli è la Vite Santa e Giusta, il cui frutto sarà sempre caratterizzato da Santità e Giustizia. Quando qualcuno sta portando i frutti di Gesù Cristo, potete essere sicuri che quei frutti saranno sempre e solo “santi e giusti”.

Lasciate che qui vi citi Giacomo 3:11,12. Qui abbiamo una domanda.
“La fonte emette forse dalla stessa apertura il dolce e l’amaro? Può fratelli miei un fico produrre olive, o una vite fichi? Così nessuna fonte può dare acqua salata e acqua dolce.”

Vedete, ecco… dovete comprendere qualcosa. Quando voi ed io siamo la sorgente di ciò che facciamo e la sorgente dei frutti che si suppone stiamo avendo, beh, voi ed io siamo incostanti. Non siamo consistenti. Ad un momento, sembriamo stare facendo qualcosa che può avere la sembianza della luce, in un altro momento sembriamo fare qualcosa che è adombrato. In un altro momento ancora qualcosa che è piuttosto oscuro. Ora sembri dire una cosa che sembra buona, in un altro momento qualcosa che non lo è. In un modo sembri agire come se imitassi Cristo, in un altro modo sembri imitare la carne.

Se voi ed io semplicemente ci tiriamo fuori da questa vita cristiana, perché cerchiamo di tirarci su con le nostre proprie funi, se stiamo facendo una vita cristiana, cercando di usare la nostra propria forza, allora quello che sperimenteremo sarà un costante stato di inconsistenza, perché noi siamo inconsistenti.

Ma quando si scorre, quando il potere e la vita proviene da Cristo, il frutto non mancherà. Perché? Perché quella fonte, il nostro Gesù, non è una fonte mista. Non è alterata. Non è nemmeno in parte contaminata. Tutto ciò che proviene da Lui è puro. Tutto ciò che proviene da Lui è giusto. Ecco perché il fratello Lighter ha fatto un’affermazione sul fatto di aver visto Cristo in così tanti aspetti, sapete, riflessi di Cristo, sembianze di Cristo in uomini e donne pii.

E sapete, però, cosa è davvero stupefacente per me? E non disprezzo i miei fratelli per questo motivo, l’ho visto succedere con me, come si può constatare che un fratello venga riempito della presenza dello Spirito Santo di Dio e Dio ha la sua mano su di lui, forse durante un sermone o durante una sessione di consigli o forse in qualche evento della Chiesa, quel fratello è mosso dalla potenza dello Spirito Santo e sembra come, sembra… semplicemente un’altra persona. Ma quando è nella carne, cosa è che cominci a vedere? Cominci a vedere questa trasformazione immediata.

Noi siamo inconsistenti e questo ancora di più ci dovrebbe incoraggiare a fare che cosa? Ad abbandonare ogni speranza in noi stessi e gettarci su Cristo, gettarci su Cristo, gettarci su Cristo affinché possiamo portare frutti continui e consistenti.

I Suoi frutti, che Egli porta nella vita di un credente saranno sempre un riflesso della Sua Propria Santità e Giustizia.

Lasciate che vi dia alcuni versi. In Efesini 5:9 dice:

“poiché il frutto dello Spirito consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità”

Non volete voi questo? Non volete questo? E non solo nella Chiesa, non solo in un contesto religioso. Non volete questo nell’ambiente dove è più difficile riscontrarlo, nel contesto della famiglia, nel contesto di coloro che sono più vicini a voi?

Filippesi 1:11:

“ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesú Cristo, alla gloria e lode di Dio.”

E perché ciò avviene? “alla gloria e lode di Dio”. Il nostro frutto non è per noi stessi, ma è per Dio.

Galati 5:22:

“Ma il frutto dello Spirito è: amore gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo.”

Non volete essere così? Bene, se desiderate essere così, dovete abbandonare ogni speranza, ogni speranza in voi stessi, ogni speranza in mezzi secondari. E dovete correre, correre, correre a Gesù Cristo, correte a Cristo.

Ora, Gesù Cristo è anche la vera vite, in contrasto con tutte le altre viti, tutte le altre fonti dalle quali uno potrebbe attingere. E, mio caro amico, ci sono così tante fonti lì fuori. Ci sono così tante cose. E’ come se il mondo disponga di miliardi di prese nei muri, che non desiderano altro che voi vi inseriate, provando una qualunque di quelle filosofie secondo le quali troverete vita, troverete vita in una certa cosa, troverete vita se proverete questo, o se farete questo.

E nel Cristianesimo, abbiamo anche noi accettato questa cosa. Ecco questo è un nuovo metodo, questo è un nuovo sistema, questa è una nuova strada, questo è un nuovo insegnamento. Inseritevi, inserite la spina qui in questa presa al mio muro. Ed ogni volta che vi inserite, successivamente toglierete via la spina con frustrazione, perché c’è soltanto una sorgente. Tutte le altre viti sono inutili. Tutte le altre sorgenti sono inutili.

Geremia 2:13 dice:

“Poiché il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne rotte, che non tengono l’acqua.”

Mio caro amico, come vedremo tra un momento, Dio lavorerà in ciascuna delle vostre vite, per distruggere non solo gli idoli, ma per distruggere ogni falsa fonte da cui noi possiamo tentare ad attingere. Egli frustrerà ogni cosa, fino a che saremo solamente focalizzati su Cristo, sull’eccellenza di Cristo, sul lavoro finito di Cristo, sul lavoro che continua di Cristo, su Cristo, Cristo, Cristo.

Inoltre tutte le altre viti portano a sterilità. Geremia 17:5-6 dice:

“Cosí dice l’Eterno: «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dall’Eterno!”

Dunque questa non pare affatto essere una fonte, o una fontana o una vite, mio caro amico. Mi viene da dire che tutte le cose in cui gli uomini confidano invece che in Cristo, non sono altro che carne. Non è Gesù Cristo.

“…e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dall’Eterno! 
Egli sarà come un tamerisco nel deserto; quando viene il bene non lo vedrà. Dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra salata senza abitanti.”

Miei cari amici, fratello e sorella in Cristo, io sono probabilmente la persona più appropriata in questo edificio per dare questo messaggio, perché io sono propenso ad attingere da queste cose che non danno nessuna forza.

Tutte le altre viti sono corrotte. Sentite cosa dice Deuteronomio 32:32:

“ma la loro vite viene dalla vite di Sodoma e dalle campagne di Gomorra; le loro uve sono uve avvelenate e i loro grappoli sono amari;”

Ogni altra sorgente al di fuori di Gesù Cristo è una sorgente amara, che porterà frutti avvelenati. Prendete la persona che più si stima giusta da sè, la persona più disciplinata religiosamente sulla faccia della terra e le sue opere dall’esterno appariranno incorrotte. Ma il loro frutto è bile amara. E’ veleno. Condurrà a dannazione e all’inferno. Dio non accetta nulla dalla nostra carne, ma solo ciò che è prodotto dalla fonte di vita, che proviene dal Suo Amato Figlio.

Ora Egli dice, qui nel verso seguente:

“Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via; ma ogni tralcio che porta frutto, lo pota affinché ne porti ancora di più.”

Nel mondo antico i vignaioli erano estremamente importanti. Quanto importanti? Perfino quando la nazione di Israele fu esiliata in altre nazioni, il re pagano o il governatore pagano o il comandante che aveva potestà sull’esilio si assicurava di lasciare dei viticoltori in Israele per preservare le viti, perché senza di essi le viti sarebbero state perdute.

Qui dice in Geremia 52:16:

“Ma Nebuzaradan, il capitano della guardia, lasciò alcuni tra i più poveri della terra come viticoltori e agricoltori”

Perché? Perché le viti sono importanti. Le viti sono estremamente importanti. Le viti erano importanti a quel tempo. Le viti non crescono da sole, non producono come dovrebbero senza il lavoro del vignaiolo.

Così tanti di noi, così spesso, combattiamo contro un certo lavoro di Dio, senza il quale noi non produrremo mai dei frutti eccellenti. Noi siamo stati così indotti a credere che ogni cosa difficile che crea conflitti, ogni cosa che ci graffia e che lavora come una raspa nella nostra vita, per toglierci il nostro conforto, che ciò provenga dal diavolo. Questo è ciò che l’America ci ha insegnato, un cristianesimo confortevole, quando invece tutto quello che si comprende è che coloro che insegnano tali cose stanno bestemmiando, perché nella vita del popolo di Dio, nella Sua Chiesa, nella Sua vigna, Dio Padre è il Vignaiolo ed Egli è Colui che ci dà i tagli. E’ Lui che ci pota. E’ Lui che ci purifica. E’ Lui.

E perfino quando il diavolo opera – perché Dio si serve del diavolo – questo è per il nostro bene. Assolutamente tutto è per il nostro bene. Il problema è che molte volte noi non comprendiamo il bene. Il bene non è in grandi ministeri. Il bene non è essere famosi nella vita cristiana. Il bene non è che dopo che saremo morti qualcuno scriverà un libro su di noi. Il bene non è che siamo rispettati come il più grande pastore del mondo. Il bene è che somigliamo a Gesù, che somigliamo a Cristo.

Sto per dire qualcosa che potrebbe suonare come molto, molto volgare, molto orrida, ma la dirò affinchè comprendiate il senso, l’essere come Gesù è così importante agli occhi di Dio nel Cristianesimo, che si può giustamente dire quasi, all’inferno ogni altra cosa.

Non dimenticherò mai una volta, in Perù, un uomo da cui ho imparato un bel po’, un uomo molto deciso, un pastore forte. Un giovane uscito dal seminario venne da lui con il suo titolo di studio dicendo: “Pastore, ho ottenuto il mio titolo. Adesso sono qualificato a venire a lavorare con lei. Quanto mi pagherà?”

Ed egli disse: “Fammi vedere”. Prese quel suo titolo e lo stracciò totalmente in pezzi e lo gettò per terra. “Ecco che cosa penso del tuo titolo”. E quelli non li sostituiscono, sono gli originali.

Allo stesso modo, così tante volte sotto la scorza, ci sono queste motivazioni ulteriori che sono dall’inferno. Quale è il grande privilegio di essere in grado di predicare come Spurgeon? No… somigliare a Gesù.

Quando pensiamo ai frutti, automaticamente entriamo nella nostra mentalità americana che predilige l’attività, invece che il carattere, il carattere, il carattere, l’essere come Cristo, somigliare a Cristo. Molte volte, il Signore vi ama troppo per non darvi le cose per le quali voi state pregando, perché vuole darvi qualcosa di meglio, essere somiglianti a Cristo.

Adesso guardiamo a questo testo, Egli dice:

“Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via; “

Che cosa significa?

Bene, lasciate che faccia questa affermazione. Ci sono uomini e donne, giovani e vecchi in ogni congregazione che si identificano con il popolo di Dio, ma sono increduli e senza frutto e quando moriranno andranno all’inferno. Questo è esattamente ciò che questo passo significa.
Consideriamo la Chiesa per un momento come una vigna. Dentro questa vigna, ci sono alcuni che assomigliano un po’ a dei tralci, si comportano un po’ come dei tralci, ad un livello superficiale, ma quando davvero li esaminate essi sono senza frutto, sono increduli, non sono connessi alla vite e saranno giudicati, saranno stralciati via. Saranno giudicati. Saranno gettati all’inferno.

Sentite cosa dice Giuda al verso 12:

“Costoro sono scogli nascosti nelle vostre agapi, mentre banchettano assieme a voi senza timore, pascendo se stessi; essi sono nuvole senz’acqua, sospinte qua e là dai venti, alberi d’autunno senza frutti, doppiamente morti, sradicati, onde furiose del mare che vomitano la schiuma delle loro brutture, stelle erranti a cui è riservata la caligine delle tenebre infernali per sempre.”

Ho appena descritto la grande maggioranza di coloro che sono membri della Chiesa in questo paese. E si pensa di poter in qualche modo curare queste persone con più discepolato, mentre in realtà essi hanno bisogno del Vangelo e hanno bisogno di Rigenerazione.

Ora fate caso a questo per un momento: “essi sono scogli nascosti“. Quindi essi non sembrano affatto essere un problema, sembrano proprio come ogni altra persona. Ma sotto l’apparenza, laddove non è possibile vedere, ma dove l’occhio di Dio può giungere, lì sono nascosti i loro pericoli. Essi sono tradizionalisti, sono religionisti. Hanno una forma religiosa, una forma di bontà, ma ne negano la potenza. Potrebbero litigare con voi sulle regole. Potrebbero essere in chiesa ogni volta che le porte sono aperte, ma sono pericolosi, perché ogni cosa che essi hanno è superficiale, è comune, è profana.

Inoltre dice: “essi banchettano insieme a voi“. Essi mangiano con voi, partecipano alla cena, partecipano alla Cena del Signore. Partecipano anche a tutte le occasioni di ritrovo che potete avere dopo, e in tutte queste cose voi non li riconoscerete. Essi sono sempre impegnati a curare il proprio interesse.

Una cosa che si può notare in una persona non convertita, l’egoismo è la cosa che predomina, ed è l’opposto dell’amore. Tutto ciò che importa a loro è se stessi.

Nuvole“. Dice proprio nuvole? Si, essi sono nuvole, ma è difficile distinguere quando una nuvola ha dell’acqua e quando non ne ha, perlomeno lo è per noi. Essi sembrano come nuvole. Sembrano portare acqua. Sembra che potrebbero avere lo Spirito Santo, quando sono in guardia. Ma se li cogliete in un momento in cui abbassano la guardia, allora vedrete davvero chi sono.

Essi sono alberi d’autunno“. Mi è davvero difficile pensare a qualcosa di più carino di un albero d’autunno, ma…non porta nessun frutto. Non hanno frutti, doppiamente morti, sradicati, da essere stralciati via e gettati nel fuoco.

Guardate il verso sei qui, in questo passo:

“Se uno non dimora in me è gettato via come il tralcio e si secca; poi questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e sono bruciati.”

Ci sono molte persone, specialmente nella mia denominazione, ma voglio dire, questo si applica ad ogni tipo di denominazione per la patetica teologia e il patetico insegnamento, ci sono molte persone in vari ruoli di Chiesa che non sono salvate, perché si è dimenticato ormai che la salvezza non è e non viene dal dire una preghiera e chiedere a Gesù di venire nel nostro cuore. La Salvezza non viene passando per quattro leggi spirituali e dicendo poi una preghiera alla fine. La Salvezza non viene da tutti questi piccoli sciocchi meccanismi che si sono sviluppati. Essa proviene da un lavoro soprannaturale di Dio, attraverso il quale Dio rigenera, crea il cuore di vita. Dona all’uomo il ravvedimento. Dona all’uomo la fede. L’uomo si pente, crede ed è salvato.

Ed è un lavoro soprannaturale di Dio che manifesta la potenza di Dio, allo stesso modo e se non di più di quando Dio il primo giorno disse: “Sia la luce.”. La Salvezza è soprannaturale, ognuno che sia stato davvero salvato è soprannaturale, è davvero soprannaturale. Ora questa non è un’idea isolata nel Nuovo Testamento. Lasciate che vi dia alcuni versi:

Matteo 3:10: “E la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero dunque che non fa buon frutto, sarà tagliato e gettato nel fuoco”.

Questo fu in pratica l’annuncio di colui che ha aperto la strada al Messia. Egli dice: “Ecco, il Messia sta per venire. Lasciate che vi dia un anticipo di ciò che Egli vi dirà. Potete essere religiosi quanto volete. Puoi marcare ogni “T”, mettere il puntini su ogni “i”, ma se non sei connesso alla vite, se non stai facendo questo nella potenza dello Spirito Santo, se non sei davvero un figlio di Dio, sarai giudicato.”

Egli va avanti e dice in Matteo 7:19: “Ogni albero che non dà buon frutto è tagliato, e gettato nel fuoco.”

Ora lasciatemi fermare qui e dire qualcosa. Coloro che non comprendono la dottrina della Rigenerazione, ovvero, la parola che viene usata comunemente oggi è essere “nati di nuovo”. Non uso quella parola perché il 99% delle persone non saprebbero darvi neanche una definizione biblica di ciò che dicono. Ora questi credono che essere nati di nuovo è pregare, e chiedere a Gesù di venire nel proprio cuore. E non capiscono che essere “nati di nuovo” viene da questi passaggi in Geremia, questi passaggi in Ezechiele, dove Dio dice: “Io compirò un’operazione a cuore aperto soprannaturale. Rimuoverò il vostro cuore che è ostile a Dio e che odia Dio, col quale siete nati. Lo estrarrò dal vostro petto e lo sostituirò con un cuore creato ad immagine di Dio e voi mi amerete perchè voi sarete come Me.” E’ l’opera soprannaturale di Dio.

Molti leggono questi passi e dicono, “Ok, sapete, dovete credere in Gesù, ma dovete avere anche delle opere altrimenti non andrete in Cielo”.

Essi non capiscono la salvezza. Noi non stiamo dicendo che per essere salvato devi credere in Gesù e poi devi aggiungere delle opere a questo. Quello che stiamo dicendo è che se credi in Gesù, è perché Dio ha compiuto già un lavoro di rigenerazione attraverso il quale ha completamente cambiato il tuo cuore e ti ha trasformato in una nuova creatura, nell’immagine di Dio, in vera santità e in vera giustizia, e tu devi avere delle buone opere perché, proprio come un peccatore deve per forza peccare, il giusto deve compiere la giustizia.

Ora dovremmo ricordarci qualcosa, che Dio è in grado di tagliare via e bruciare dei tralci.

Lasciate che vi legga un passo, Ezechiele 19:12. Parlando dell’Israele apostata, dice: “Il suo forte ramo è stato strappato via così da seccarsi; e il fuoco lo ha consumato”.

Non mi importa quanto sia forte la tua religione o la tua vita di chiesa. Non mi importa quanto forte sia la tua moralità. Nel giorno del giudizio, Dio la strapperà, la strapperà e si seccherà. Ogni volta che degli uomini si dichiarano giusti, lo fanno mettendosi a confronto con altri uomini, che sono peggiori. E ve la potete cavare in questo modo, ma quando la vostra giustizia è paragonata alla giustizia di Dio, non c’è niente altro da fare che gettarvi giù a terra e dichiarare la vostra moralità come letame.

Ora, il Padre giudica il non credente che è senza frutto, ma Egli anche disciplina il credente.

“ma ogni tralcio che porta frutto, lo pota affinché ne porti ancora di più.”

Credente, ecco la domanda vera. In un tipo di cristianità contemporanea che fa della comfort il suo obbiettivo, voi dovrete prendere una decisione. Che cosa desiderate? Volete portare più frutto o volete essere confortevoli e semplicemente crescere in modo selvaggio.

Ricordo una volta in Perù, prima di avere le mie anche sostituite e l’artrite aveva mangiato le mie anche al punto che quasi non ero capace di camminare più, ogni giorno era una prova. Ogni giorno era una lotta. Il dolore era incredibile. E sono andato fuori al balcone una mattina in Lima, in Perù, ed era umido e piovoso e l’umidità era orribile e le mie gambe mi facevano così tanto male e avevo lacrime che mi scendevano sul volto e ho camminato verso lì, ho raggiunto zoppicante la terrazza e ho guardato a Dio e ho detto “Perché? Soffro terribilmente”.

No, non udii una voce, ma sapevo esattamente che cosa il Signore voleva dirmi. “Paul, mio caro, caro figliolo, questo è esattamente ciò che tu mi avevi chiesto”.

E poi ricordo tutte quelle volte al college, dopo la mia conversione, tutto il tempo al seminario con altri credenti, sapete, pregavamo tutta la notte e dicevamo: “Oh, Signore, qualunque cosa Tu debba fare per rendermi come Gesù, falla”.

Sapete, alcuni di voi probabilmente dicono: “Signore, uccidimi se necessario”. E io credo che Egli ci permette di pregare ciò in ignoranza perché se davvero noi sapessimo ciò che stiamo chiedendo, avremmo troppa paura per pregarlo.

La parola che viene usata qui per “potare” è la parola greca dalla quale deriviamo la parola “catarsi” in italiano, che significa purificare. Non significa semplicemente pizzicare e rincalzare o plasmare o dare forma, ma ha anche questa idea qui. Se considerata in una realtà spirituale significa purificare, specialmente di sporcizia e impurità, ciò che ostacola il progresso spirituale.

Avete voi… è la vostra più grande passione quella di riprodurre il carattere di Gesù Cristo? Questo tuo desiderio ti può costare assolutamente tutto. Può essere il motivo per cui Dio non ti permette mai di diventare un personaggio pubblico, di diventare famoso. Potrebbe essere il motivo per il quale non hai mai una mega-chiesa. Può essere il motivo per il quale non vedi mai nessun successo apparente. Potrebbe essere una ragione per avere afflizioni fisiche. Potrebbe essere…

Il tuo desiderio di portare buoni frutti ad ogni costo, di essere come Gesù Cristo ti può costare tutto. Ma tutto ne è degno, non lo è? Se i frutti, veri frutti spirituali, un riflesso del vero carattere di Gesù Cristo è la cosa più importante della tua vita, non vale forse tutto questo costo? Dovrebbe valere ogni costo.

Ora, questa idea è chiaramente espressa in Ebrei 12 e non abbiamo tempo di andarci, ma voglio solo leggere questo verso da lì:

“Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo.”

Ora pensiamo per un momento alla parola “esercitare”, allenare, l’idea di essere addestrati per mezzo della disciplina. Molte persone vedono soltanto un lato della disciplina, mentre ci sono per lo meno due lati di essa. Per esempio, quando ero ragazzino e facevo qualcosa di cattivo, mio padre mi dava delle battiture, quella era disciplina in un senso. Egli mi disciplinava. E quella è l’idea che la maggior parte delle persone hanno della disciplina.

Beh, Dio mi sta disciplinando. E perché mi sta disciplinando? Perché mi disciplina? Sono nel peccato?

No, potresti essere il credente più giusto della terra. Potresti essere il più santo, il credente più devoto sulla terra, perché la disciplina non è solo per il peccato. La disciplina è anche per addestramento nella giustizia.

Lasciate che vi faccia un esempio. Quando ero un ragazzino, volevo essere un atleta. Le mie gambe erano molto deboli. Mio padre era un bravo atleta quando era giovane, quindi questo è quello che mi disse: “Andremo a dare da mangiare alla mandria e quando saremo arrivati alla fine nella parte più distante della fattoria, ti metterai dei pesi alle caviglie e seguirai il camion per tutto il cammino di corsa mentre torniamo a casa”.

Ora, quella era disciplina. Non avevo fatto niente di sbagliato. Mio padre non era crudele. Diceva semplicemente: “se vuoi raggiungere questo obbiettivo nella tua vita, so ciò che bisogna fare. E se tu ti sottoporrai al mio allenamento, Paul, io ti porterò lì”.

E forse non divenni il più grande giocatore di basket che sia mai esistito, ma ero tra i migliori tra cui avrei potuto essere e questo fu a causa dell’addestramento.

Inoltre una cosa che dovete capire sull’allenamento. L’allenamento non è momentaneo. Queste persone che vanno a correre alle olimpiadi, per una corona che perisce, la gran parte di essi, diciamo hanno 19, 20, 21, 22 anni. Sapete che essi si stanno allenando da quando avevano sei o sette anni d’età? Alcuni di loro anche prima.

Stiamo parlando qui di un’intera vita di allenamento, un’intera vita di disciplina, un’intera vita di potature, un’intera vita di tagli, un’intera vita di purificazione, fino a quel giorno in cui chiuderemo i nostri occhi in questo mondo.

Vuoi questo?

Bene, posso dirti che io lo desidero, perché sono passato già per 22 anni di esso, e la potatura del Mio Maestro è più dolce di tutte le delicatezze che il mondo possa offrirmi. E’ più amorevole di tutta l’adulazione che questo mondo possa offrirmi.

Ecco il premio. Non è ciò che credete. Il premio è la conformità all’immagine di Gesù Cristo.

Ora voglio dire qualcosa qui, alcuni pensieri che ho gettato giù. Ho scritto: “la disciplina non è la causa del portare frutto dei tralci”. Questo è molto importante. Perché abbiamo così tanti membri di chiesa in America, che pensano che Dio debba disciplinare le persone affinchè portino frutto nella loro vita, affinchè esse producano qualcosa, perché essi non vogliono farlo. Ma questo non è lo scopo della disciplina, affatto.

La disciplina non è la causa del portare frutto del tralcio, ma piuttosto pota e dà forma al ramo affinchè possa portare più frutto. Ma il vero credente porterà frutto. Lo comprendete?

Se sei un vero credente porterai dei frutti. Devi portare dei frutti perché sei davvero un tralcio e sei davvero connesso alla Vite e non puoi fare altro che portare frutto. Ma il Padre interviene per potarti, e ti disciplina e ti dà forma e ti taglia e ti annoda e fa qualunque cosa che debba fare affinchè tu porti più frutto.

La disciplina non ti farà portare frutto. Tu devi portare frutto. Se non porti frutto non sei un credente.

Lasciate che vi dia un esempio. Ora, ricordatevi che la Chiesa non è fatta da persone salvate e persone non salvate. La vera Chiesa di Gesù Cristo non è dentro i confini denominazionali. La vera Chiesa è ogni persona che è stata davvero rigenerata dallo Spirito Santo, e la cui natura è stata cambiata. E’ ogni vero figlio di Dio.

Ora non puoi fare parte della Chiesa senza portare frutto. Ciò dovrebbe terrorizzarci. Quante persone senza frutti vanno in chiesa la domenica? Non puoi essere parte della Chiesa senza produrre frutto perché in Matteo 21:43 Gesù dice:

“Perciò io vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto e sarà dato a una gente che lo farà fruttificare.”

Inoltre, una cosa che dovete comprendere, il lavoro del Padre deve essere nell’interiore e verso il basso prima che sia nell’esteriore e verso l’alto. Lasciatemi dire ciò di nuovo. Il lavoro del Padre deve essere nell’interiore e verso il basso prima che sia nell’esteriore e verso l’alto.

In altre parole esso deve essere nascosto prima che diventi una realtà visibile. Così tanto lavoro da parte di Dio, e ciò dovrebbe incoraggiarti, è un lavoro nascosto, un lavoro di preparazione, un lavoro segreto. Verso il basso e verso l’interno, verso il basso e verso l’interno, e alla fine comincerà a rivelare il suo frutto.

E c’è un passaggio, un bel passo nelle Scritture in 2 Re 19:30 che dice:

“Il residuo della casa di Giuda che scamperà, continuerà a mettere radici in basso e a fare frutto in alto.”

Ed è questa idea di nuovo. Non è un idea organizzativa. E’ l’idea di un organismo e questo organismo mette radici in una sorgente e divenendo salda tramite le radici e fondata nel terreno in quella sorgente, produce frutto naturalmente. Questo non è un semplice lavoro, è vita.

E va avanti e inoltre c’è qualcosa molto importante che sarà incoraggiante per voi. Il portare frutto promesso ad ogni credente può richiedere alcuni anni prima che sia realizzato. Abbiamo l’esempio della promessa di Dio ad Abrahamo, in Genesi 17:6: “Io ti renderò grandemente fruttifero. Quindi ti farò divenire nazioni e da te usciranno dei re.”.

E ciò ha richiesto un lungo tempo.

Quanti dei profeti d’antico credettero alle promesse e morirono credendo alle promesse? Il punto che stiamo facendo qui non è che il credente aspetti tutta la sua vita e non produca mai frutto, ma il punto che stiamo facendo è che il lavoro di Dio nel credente è un lavoro misterioso. Non c’è nessun piccolo libretto scritto che ci dica in che modo Dio opererà allo stesso modo in ogni credente. Egli farà un lavoro interiore, nascosto, ma presto o tardi sarà manifesto con frutti abbondanti e dobbiamo essere pazienti, dobbiamo aspettare e dobbiamo credere alle promesse.

Non dimenticate Matteo: “Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perchè saranno saziati”. Essi saranno saziati.
Va avanti e dice un’altra cosa. Il portare frutto spesso sembra venire in certe stagioni. Anche questo è da notare. Ho notato nella mia vita che non ogni giorno c’è una raccolta abbondante da Paul Washer, proprio come per il grano che abbiamo appena piantato in fattoria, esso non ha ancora frutto. E questo lo leggiamo in Atti 14:17:

“ma non ha lasciato se stesso senza testimonianza, facendo del bene, dandoci dal cielo piogge e stagioni fruttifere e riempiendo i nostri cuori di cibo e di gioia”.

Periodi in cui portiamo frutto, periodi di pioggia, periodi di aratura, periodi per ogni tipo di opera divina che presto o tardi si manifesteranno nel frutto, e devono manifestarsi in frutto, perché Dio non compie mai un’opera che debba fallire.

Inoltre, in periodi in cui siamo apparentemente senza frutto, dobbiamo confidare nel Signore. Anche questo è molto importante. Specialmente per alcuni di voi giovani che siete al college o in seminario, e vi stato solo chiedendo quando sarà… sapete, voi dite “voglio fare qualcosa”. Beh, siate molto attenti a quel linguaggio che usate. Io non voglio “fare” nulla più. Io voglio “essere” qualcosa. Voglio essere come Gesù.

Se metto a posto la mia ontologia ogni altra cosa andrà a posto. Non concentratevi così tanto sul fare qualcosa. Concentratevi sull’essere qualcosa.

Ci sono delle stagioni in cui ci sembra di non avere frutto nelle nostre vite. Abacuc 3:17-19, dice:

“Anche se il fico non fiorirà e non ci sarà alcun frutto sulle viti, anche se il lavoro dell’ulivo sarà deludente e i campi non daranno piú cibo, anche se le greggi scompariranno dagli ovili e non ci saranno piú buoi nelle stalle, esulterò nell’Eterno e mi rallegrerò nel DIO della mia salvezza.”

Ed in Filippesi 1:6: “perchè sono convinto di questo, che colui che ha cominciato un’opera buona in voi, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesú.”
Sapete, uno dei maggiori problemi del cristianesimo oggi, e uno dei maggiori problemi di un ministro cristiano oggi, è che non si crede più che ci debba essere una stagione nascosta.

Gesù, 30 anni per 3 anni di ministero.

Giovanni il Battista, almeno 30 anni per quanto? Sei mesi di ministero.

Mosè, 80 anni di nascondimento per portare questo grande e esaustivo frutto di Dio, redimere il popolo di Israele.

Ora noi vorremo semplicemente saltare a quello, non è così? Vogliamo fare qualcosa, invece che aspettare di essere qualcosa.

Posso ricordare dei tempi in cui Dio mi ha nascosto nel Suo conserto.

Essere su di un pulpito, o fare cose come questa, dove tutti possono vedervi, non è necessariamente un segno che la mano di Dio sia sopra di voi e che egli vi userà, ma quando Dio vi chiama in un posto nascosto per essere solo con Lui, mio amico, è quello il tempo, è quello il tempo.

Quando ti isola da chiunque altro, non permette a nessuno di toccarti, non ti permette di camminare in quel tipo di strade, non ti permette di cambiare la grazia di Dio in un circo, non ti permette di giocare a tutti questi giochi, non ti permette di andare con sei bandiere americane e correre alle corse nel nome di Gesù. Ti nasconde, lontano. Questo è il segno che la Sua mano è sopra di te, un lavoro segreto.

Ora, questo non è solo per i ministri. Alcuni di voi hanno lottato in oscurità. Alcuni di voi si sono seduti su di notte, alcuni di voi hanno avuto pensieri sulla salvezza, avete lottato con il peccato, avete attraversato delle battaglie spirituali. E nessuno ha saputo nulla di voi. Vedete delle inconsistenze e delle impurità nelle vostre vite e dovete occuparvene.

Amico mio, questo è un segno. Quello è un segno che la mano di Dio è su di te. E’ il segno della mano di Dio.

Va avanti. L’obiettivo della disciplina. Quale è l’obiettivo della disciplina da parte di Dio? Sapete, ho sentito di padri che amano disciplinare i propri figli, solo per il desiderio di vederli spenti, di vederli gettati a terra, di vederli distrutti. Ma perché il nostro Padre ci disciplina? Affinchè possiamo portare più frutto.

Matteo 13:23: “Quello invece che riceve il seme nella buona terra, è colui che ode la parola, la comprende e porta frutto; e produce uno il cento, un altro il sessanta e un altro il trenta per uno”.

Amico mio, questa è abbondanza. Questa è… voi non volete portare tanto frutto, quanto quello che Dio vuole portare per mezzo di voi. Noi pensiamo…,  è un’affermazione che ho sempre nella mia mente, che in qualche modo noi vogliamo più vita spirituale di quanto Dio voglia darci. E questo è completamente il contrario della realtà. Semmai, il più grande peccato della Chiesa è quello di non credere a quella grande fontana che sgorga fuori da quella Roccia.

Voglio andare avanti. Egli dice, al verso 3: “Voi siete già puri a causa della parola che Io vi ho detto”.

C’è un senso reale qui… questo è qualcosa che deve essere sia visto sia fatto, qualcosa viene fatto. C’è un senso reale in cui il credente è puro attraverso la Parola che è rivolta ai credenti e a cui essi credono. Essi sono puri. Questo è ciò di cui parlava il fratello Mac, quando parlava di “santificazione posizionale”. Essi sono puri.

Ma c’è un altro senso reale in cui Dio continua a compiere un lavoro, continua a fare un lavoro nella vostra vita. Dobbiamo cominciare a realizzare ancora una volta, che nella Salvezza, io sono stato salvato, sto venendo salvato e sarò salvato. E’ un lavoro continuo.

La Salvezza non è una qualche iniezione di vaccino influenzale, come quando bussate alla porta di qualcuno e chiedete: “Salve, posso parlarle di Gesù?”. E allora ti rispondono: “ho già fatto quella cosa”. E tu dici: “signore, non sto parlando di vaccino influenzale, sto parlando di Gesù”. “Beh mi sono già pentito”. “Bene, signore, se lei non si sta pentendo ancora adesso, non si è pentito neanche allora.” “Beh, ma io credo già”. “Signore, se quella fu la cosa di un momento, allora lei è perso”.

Quando ci si pente allora si continua a pentirsi.

Quando si crede si continua a credere.

Dio ti ha purificato. E ti continua a purificare. E un giorno sarai puro.

E voglio dirvi qualcosa, di cui non penso si parli abbastanza, perché alcuni la prenderebbero per orgoglio, ma la dirò.

In qualche aspetto è vero nella mia vita. C’è stato un tempo, giovani ascoltatemi molto attentamente, c’è stato un tempo in cui sapevo che avrei dovuto distogliere i miei occhi da certe cose, perché sapevo che non era una cosa che piaceva a Dio. Sapete, questo è quello che alcuni di voi fanno. Vedete qualcosa, siete attratti da essa, e volgete i vostri occhi altrove, perché sapete che Dio non l’approva.

Voglio che sappiate, che verrà un tempo nella vostra vita in cui anche a voi quelle cose non piaceranno. E di questo non se ne parla abbastanza.

Voi pensate che per tutta la vita, noi cammineremo per essa dicendo: “beh, sai, mi piacerebbe guardare quella cosa, ma non posso…”

No. Dio compirà un lavoro interiore nella tua vita e gradualmente, sempre di più, arriverete al punto che odierete le cose che Dio odia e amerete le cose che Dio ama, sempre di più.

Questo succederà davvero. Davvero succederà. E continuerà fino al giorno in cui andrete nella gloria.

Ora al verso 4 e 5, e questa è la mia parte principale, dice:

“Dimorate in me e io dimorerò in voi; come il tralcio non può da sé portare frutto se non dimora nella vite, cosí neanche voi, se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla.”

Ora, ci sono certi passi, che… quando ero al college, sono cresciuto sentendo dei ministri dire, per esempio, se non capite Romani 6, non potete vivere la vita cristiana. Allora mi alzavo e gli dicevo: “mi può spiegare Romani 6, perché non lo capisco…”

Ed essi se la cavavano con qualche piccola risposta da clichè ed io la capivo. Beh neanche loro lo capiscono.

Una volta sentii un ministro dire continuamente: “Dovete camminare nello Spirito. Dovete camminare…”. Predicò per un’ora, adamantino, ferocemente: “Dovete camminare nello Spirito, vivere nello Spirito…”

Alla fine, non volevo essere aggressivo e non volevo cominciare un combattimento o qualcosa del genere. Mi alzai in piedi semplicemente e dissi “signore, ho apprezzato molto il suo sermone. Sono d’accordo con tutto il cuore con ciò che lei ha detto. Signore, ma non so cosa significhi. Potrebbe dirmelo?” E lui non riuscì a dirmelo.

Noi sentiamo sempre dire che si deve dimorare, dimorare… Dobbiamo dimorare, dobbiamo dimorare…

Ok sono d’accordo con voi. Ma cosa significa? Come fa un tralcio a dimorare nella Vite? Guardate cosa stiamo facendo qui: “dimorate in me.”, verso 4, “Dimorate in Me, ed Io in voi”.

Come fa un tralcio a dimorare nella vite?

Bene, quando scorriamo questo testo, vediamo fare riferimento alla preghiera. E vediamo il riferimento alla Parola di Dio. Abbiamo il riferimento a osservare i comandamenti e la gente semplicemente usa questo per dire: “bene, dimori in Cristo se osservi i comandamenti, se preghi, se hai la Sua Parola dentro te.”

Ma questo non è in realtà ciò che Egli sta dicendo.

Quelli sono i prodotti del dimorare, più di ogni altra cosa. E quindi, quando guardiamo a questo testo, è molto interessante, che Cristo non usa così tante parole per dirci come dimorare nella Vite. Davvero non lo fa. Voglio dire, sembra che una volta che abbia dato questo grande comandamento di dimorare in Lui, perché fuori dal dimorare in Lui, non possiamo fare nulla, Egli vada avanti e dica: “ok, questo è quello che significa…”, ma non lo fa.

E allora cosa significa?

Bene, prima di tutto, non credo che Egli debba dirci cosa significhi, perché lo ha già chiaramente illustrato. Egli dice: “Io sono la Vite. Voi siete i tralci”. Ora, volete sapere come si suppone che dovete dimorare in Cristo? Come fa un tralcio a dimorare nella vite? Da questo avrete una risposta. Voglio soltanto leggervi alcune cose. E’ interessante che Cristo non ci dice in che modo dimorare in Lui.

Forse perché il dimorare non è una qualche attività che facciamo, ma una realtà che riconosciamo e nella quale viviamo.

Un tralcio non fa niente per diventare tralcio. Avete mai pensato a ciò? Un ramo non fa nulla per diventare un ramo ed essere inserito in un albero. Un ramo non fa nulla per diventare ramo. Noi non vediamo in giro per la foresta dei piccoli pezzi di legno o dei ramoscelli che cercano una vite alla quale possano annettersi. Una volta connessi, non li sentiamo lottare e lamentarsi per mantenersi. E non vediamo nessuno di questi rami andare a un seminario per imparare come rimanere inseriti nella propria vite, che è invece tutto ciò che vediamo nella cristianità oggi.

Fatemi dire questo. Un ramo non cresce entrando in una vite, nella vite. Non cresce e si attacca alla vite. Il ramo cresce dalla vite ed è totalmente e completamente un lavoro della vite stessa. Non è qualcosa che il ramo fa. E’ la vita che fluisce dalla vite, tale efflusso sovrabbondante della vita di Cristo non conosce nessuna fine nel fluire da Lui stesso, la Vite, e nel creare i rami. Ora questo si è differente, è davvero differente.

Un ramo non cresce entrando nella vite, ma un ramo cresce fuori dalla vite. E’ una creazione ed un prodotto della vite sin dall’inizio. Non fa niente per diventare ramo, ma semplicemente è un ramo. E noi siamo rami. Siamo creazioni della Vite, che crescono fuori dalla vite, e sono in totale dipendenza dalla vite, con un solo scopo, per essere ciò che siamo, non per diventare qualcosa che noi non siamo, ma per essere ciò che siamo, cioè un ramo che porta frutto.

Dobbiamo riconoscere questa realtà e vivere in essa. Dobbiamo riconoscere la totale assurdità di cercare una qualche sorta di indipendenza dalla vera sorgente della nostra esistenza e del nostro scopo.

Dimorare nella vite, vuol dire riconoscere questo tremendo, soprannaturale lavoro di Dio che è stato compiuto in te e semplicemente stare lì in esso, vivere nella realtà che tu sei diventato unito con Cristo, che sei una nuova creatura che fluisce da Lui. E il fluire da Lui, è un’alimentazione senza fine, lo Spirito Santo, come una divina energia di Dio.

Non è fare qualche cosa. E’ riconoscere ciò che Dio ha fatto.

Dio ti ha fatto parte del Suo Figlio, la Vera Vite, ed Egli sta facendo scorrere la Sua Potenza attraverso quella Vite verso di te, un ramo. Voi avete un solo scopo, il frutto che proviene dalla vita che Cristo vi darà.

Non cercate di essere brillanti insegnanti. Non cercate di essere super-eroi. Non cercare di venire qui per fare un hobby che assorbe completamente la tua vita e la consuma. Non ti ho fatto per questo o per quello. Non ti ho fatto per il mondo. Non ti ho fatto per fare impressione su di esso. Non ti ho fatto per fare le cose che essi fanno o per portare il frutto che essi portano. Non ti ho fatto per nessuna di queste cose, Paul. Ti ho fatto per portare quel frutto che è nel contesto della Mia volontà per te, affinchè ciò mi sia gradito.

Una delle grandi verità che abbia mai udito, da parte del fratello Morrow. Non so nemmeno se te la ricordi, ma la mia visione olistica di Dio è stata cambiata in maniera tremenda da ciò. Dio fa tutto per la Sua gloria. Non è forse vero? Giusto? perché Dio pianterebbe la più bella rosa che Egli abbia mai creato, perché la pianterebbe in un deserto dove nessuno mai vi passerà? Voglio dire, perché farebbe ciò? Nessuno la vedrà mai. Come sarà Egli glorificato da essa. Come…

Vi dirò come e perché. Egli l’ha fatta per SE. L’ha fatta perché quando la guarda dall’alto, Egli dice: “Questo mi piace”.

Voglio dirvi qualcosa e questo vi aiuterà. Non ho ancora padroneggiato questa verità. Non pensiate che l’abbia fatto. Ma questa verità è stata di grande conforto per me. Io voglio essere quella rosa che sta in mezzo a quel deserto. Quella è la mia ambizione. Un giorno, miei cari amici, quando il Regno di Dio verrà nella pienezza della Sua potenza e il Figlio dell’uomo verrà con i Suoi santi angeli, noi saremo letteralmente shockati da una cosa grandiosa che succederà.

Tutti questi piccoli credenti nascosti che non si erano mai mossi o agitati, che non erano famosi, che non erano… essi erano qui semplicemente rinchiusi in un una stanza sigillata da Dio, ed essi verranno fuori e brilleranno come il sole.

In questo momento il mio piccolo figliolo, tutto ciò di cui ha bisogno è suo padre. Voglio dire, non pensa minimamente a i compagnetti o agli amici o a tutto il resto. E’ solo il padre. Papà, facciamo questo. Papà, vai… ogni cosa che fa, guarda in alto verso il padre. “Hai visto papà? Guarda cosa ho fatto, papà”

Verrà un giorno, e questo è il corso naturale della vita, quando egli vorrà mostrare le cose ad altre persone. Ora questo è il corso naturale della vita. Non c’è motivo di essere depresso riguardo a ciò. Ma vedete, nel piano spirituale, ciò non si suppone che debba mai avvenire. Si suppone che debba essere sempre:

“guarda a me, Padre. Sto portando frutto, Padre, il frutto che Tu mi hai dato, Padre. E non importa, Padre, che io sono qui fuori nel mezzo di un deserto, dove nessuno sulla faccia della terra, mai potrà vedermi, perché l’unica cosa che importa per me è che Tu sia contento.”

Ora, voglio fare un paragone tra Romani 6 e Giovanni 15. Solo per un momento, voglio che ascoltiate.

Tutti questi pensieri. Sono corso dentro casa, quando stavo falciando il giardino, perché stavo pensando a questo per giorni e mentre ero sulla falciatrice, mi è semplicemente sembrato… che le idee cominciassero a uscire da ogni parte. Le dovevo mettere per iscritto.

In Romani 6:6, Paolo dice che siamo morti. Siamo davvero morti, ok? Il vecchio uomo è morto davvero. E noi siamo davvero una nuova creazione. Non è una metafora. E’ una realtà spirituale. Ed io continuo ad usare la parola “davvero, davvero”. Siamo davvero morti. Che lo crediate o no, siamo davvero morti e diventati una nuova creatura. E romani 6 riguarda la rigenerazione più di ogni altra dottrina della Bibbia. Riguarda la rigenerazione, e cioè che il vecchio uomo sta morendo e che il nuovo sta prendendo il suo posto. Siete davvero morti. Se siete veri credenti, quella vecchia, peccaminosa, depravata natura è morta ed è stata sostituita. E se ciò non è avvenuto, tu sei perduto.

Tu sei davvero morto e sei davvero stato fatto una nuova creatura. Non è solo una metafora. Non è solo una speranza celeste. E’ una realtà presente nella vita di ogni vero credente.

E in Romani 6:11 Paolo ci dice che noi dobbiamo vivere in quella realtà. Dobbiamo vivere nella realtà, non che credendoci la faremo avvenire. No, è già accaduta. Il tuo uomo vecchio è morto. Tu hai una nuova natura.

Ora dopo aver stabilito questo, dicendo che è una realtà spirituale, egli dice: “Bene allora, vivete in questo, credetelo. Vivete secondo ciò che Dio ha già davvero fatto.”

Ora, in Giovanni 15:1-11, Gesù dice che Egli è davvero la Vite e che noi davvero siamo i rami. Noi siamo davvero nuove creazioni che sono cresciute fuoriuscendo da Lui. Tutta la nostra vita fuoriesce da Lui e per la natura di ciò che siamo, per la natura di ciò che siamo, noi abbiamo un solo scopo, di portare frutto e glorificare il Padre.

Vivere in ogni altro modo, in ogni modo che contraddica o vada in conflitto con questa realtà spirituale, è vivere in un mondo di fantasia. E’ ridicolo e finirà sempre in una frustrazione assoluta.

E’ ridicolo. Io amo gli archi da caccia. Sto facendo un grande arco inglese, alto, proprio adesso, che scocca le frecce in maniera molto pulita. Una terribile chitarra. Non posso suonare nessuna canzone su questa cosa. Puoi scagliare una freccia con esso, ma non puoi suonare una canzone con esso. Perchè? Non è stato fatto per suonare delle canzoni. E’ stato fatto per scagliare frecce.

Voi siete stati ricreati. Siete stati rifatti. E questo non è un cliché. Non sto parlando allo stesso modo di qualche predicatore fiorito. Questa è una realtà. Siete diventati una nuova creatura a quella nuova creatura non è stata fatta per il peccato. Non è stata fatta per il frutto di ingiustizia. Sarebbe assolutamente una perversione, prendere questa nuova creatura e falle fare qualcosa come quello. Tu sei una nuova creatura fatta per produrre frutto di giustizia.

Di nuovo, voglio dirvi qualcosa. Questo è stato di grande aiuto per me. E’ stato di grande aiuto per me.

L’altro giorno, voglio darvi un esempio, mia moglie mi stava parlando e mi sono girato. Ho detto qualcosa che non avrei dovuto dirle. Voglio dire, era solo una piccola cosa, ma era qualcosa che non avrei dovuto dire. Era una cosa minuscola, la voce solo un po’ alterata, nel modo sbagliato. Voglio dire, non era un crimine violento, era solo… e mi sono fermato e ho detto… mi sono alzato in forza di questa verità e ho detto “questo non sono io”. Quella risposta che ho appena dato, quella espressione sul mio volto, quello non sono io. Questa non è la nuova creazione. Non sono fatto in questo modo, e sto fermando questa cosa qui adesso.

E mi sono girato e ho detto: “Charo, questo non sono io. Sono una nuova creatura, creata nell’immagine di Dio, in vera giustizia e santità. Io devo essere paziente e gentile e amare e perdonare. Perdonami, perché ho agito in un modo che… è in conflitto con chi io sono davvero. Non cederò a questo perché questo è ciò che io non sono più.”

Voglio dirvi qualcosa, è stato come… non è stato così drammatico forse, come quando il fratello Mac Gandolf, lì dietro, disse: “Tu non passerai”. Ma voglio dirvi qualcosa, è servito allo scopo.

Preghiamo: “Ti ringrazio per queste verità che mi hanno aiutato, che mi hanno aiutato. E prego, Signore, che esse aiuteranno il tuo popolo, nel nome di Gesù. Amen.”

di Paul Washer

curato da: Francesco Savastano

http://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/la-vite-e-i-tralci

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Un pensiero su “La vite e i tralci

  1. Quanto tempo sprecato e quante parole…
    Salve, penso che chiunque debba informarsi per non commettere errori. Dio ci chiederà conto, di cosa abbiamo fatto del nostro tempo e delle Grazie che Lui ci manda per conoscere la Verità.

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